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corsa; corridoio; ragazzi:

Adulti che limitano i ragazzi

Adulti che limitano i Ragazzi

Breve Estratto

Gli adulti hanno delle aspettative per se stessi molto alte e migliorative, ma quando devono regolamentare la vita dei propri ragazzi spesso si comportano in maniera opposta, rinunciano a combattere a favore di soluzione più comoda. Perchè? Da un episodio alla visione del futuro.

Premessa Importante

Lo scopo di questo scritto è la ricerca di una visione, un voler cercare di stabilire dei desiderata da perseguire e non la ricerca di un colpevole. Perchè un colpevole non c’è e non servirebbe a nessuno dei soggetti coinvolti.
Alziamo lo sguardo e decidiamo dove vogliamo andare.

Il Fatto

Sono seduto a questa scrivania e a distanza di qualche giorno continua a pulsarmi molto forte il sangue nelle vene. Il mio sentimento percepibile è la rabbia, ma nasconde altri sentimenti come la delusione e la voglia di avere obiettivi ambiziosi per i nostri ragazzi.
E’ evidente che in me ci sia un forte senso di ingiustizia subita e quindi non è facile essere sereno e obiettivo.
Ci proverò. Vi chiedo di fare attenzione da adesso in poi.

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Tempo di lettura 30 secondi

L’episodio di per sè vi potrà sembrare banale, ma va portato al di fuori del contesto per vederlo con i giusti occhi.

Giovedì 13 febbraio, di pomeriggio, si è tenuto il Consiglio di Istituto, uno dei tanti che avvengono nelle scuole, e come sempre ci siamo armati di buona volontà per far sì che la Scuola funzioni e se possibile funzioni sempre meglio. Tutti e 18 i membri, nessuno escluso.

All’ordine del giorno c’è anche una ipotesi generica di “Approvazione del nuovo Regolamento di Istituto”, ma non essendoci agli atti di convocazione nessun documento, per me rimaneva una ipotesi.

Le motivazioni del Custode ( ATA )

Arrivati al punto della discussione sul regolamento il custode chiede la parola e ci informa:
“la situazione durante la ricreazione per noi non è gestibile. C’è la possibilità dei ragazzi di fuoriuscire dalla porta di servizio che ha la maniglia antipanico, nei bagni fanno capannello e noi custodi non possiamo entrare. Ne va della sicurezza dei ragazzi. Pertanto chiediamo che la porta venga dotata di allarme e che suoni in caso di apertura e che i ragazzi stiano in classe per le ricreazioni. Se fosse possibile non andando o non facendo i capanelli in bagno”.

Da queste affermazioni è stato tutto un evolversi.

La prima domanda che è stata rivolta, non da me, al custode è stata:

“Ma la porta di servizio è già stata usata? E’ già uscito o entrato qualcuno?”

“No, mai. Ma dobbiamo tutelarci. La responsabilità è nostra.”

Il Consiglio approva ad unanimità di far applicare un allarme alla porta di servizio, ma andiamo avanti nella discussione.

Qui ci sono 2 analisi importanti da fare: la prima è il luogo dove si svolge la scena ed la seconda è il doppio regolamento che contrappongono gli adulti ai ragazzi proprio nella visione della vita.

La ricreazione si svolge in due corridoi al piano terra ben separati tra loro e uniti da un terzo corridio tutto a vetrata lungo almeno 100 metri e quindi non raggiungibili senza essere visti:

In un corridoio ci sono la bellezza di 3 classi: 3 docenti ed un custode (personale ATA) a sorvegliare, 75 ragazzi al massimo, con 4 adulti.

Nel corridoio invece oggetto della discussione ci sono 12 classi per ipoteteci 250 ragazzi presenti e con 12 insegnanti e 2 ATA, 14 adulti in tutto.
Il corridoio è largo 3 metri e lungo 70, non ci sono ostacoli nel mezzo, il bagno dei maschi è in cima ed il bagno delle femmine è dall’altra parte.

Se non fosse un posto nuovo e molto luminoso, mi ricorderebbe un cortile di un carcere.

AH! C’è anche un bellissimo cortile incluso tra i tre corridoi, dove poter andare a mangiare all’aperto (c’è pure costruito un anfiteatro), ma è vietatissimo andarci, sembra che l’ultimo che ci sia stato sia stato il muratore che lo ha costruito!

Attenzione al Regolamento!

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Tempo di lettura fino a qui 2 minuti

E qui è dove inizia a crescere la mia rabbia, ma giuro che cercherò di essere imparziale almeno nella esposizione.

Ecco riportate le due norme che esprimono la rabbia verso i nostri ragazzi e ragazze.

Gli intervalli antimeridiani sono due e hanno la durata di 10 minuti ciascuno (9:55-10:05 e 11:55- 12:05).
Responsabili della sorveglianza sono i docenti dell’ora immediatamente precedente nel primo quadrimestre e quelli dell’ora immediatamente successiva nel secondo quadrimestre.
L’intervallo si svolge nel corridoio o in aula e durante il suo svolgimento gli alunni e le alunne sono tenuti ad osservare le seguenti indicazioni:
– si deve sostare nella parte del corridoio antistante la classe di appartenenza
– non è consentito entrare nelle altre classi o recarsi in altre zone dell’edificio scolastico e in particolare nell’altra ala della scuola
– non è permesso correre o rincorrersi o fare giochi pericolosi per sé e per gli altri
– si deve mantenere un rapporto corretto nei confronti di tutti i compagni, dei docenti e dei custodi
– si devono utilizzare le strutture sanitarie nel rispetto delle civili norme igieniche e non si deve indugiare nei suddetti locali.

La prima regola dice chiaramente che gli intervalli sono 2 di dieci minuti l’uno.

Per onestà intellettuale ho fatto qualche ricerca tra le altre scuole fiorentine e questa sembra essere la regola che va per la maggiore: due interruzioni delle lezioni e pause di 10 minuti.
Solo una scuola fa una prima pausa da 10 minuti e una seconda da 15 minuti, giustamente la seconda quando i ragazzi iniziano ad essere più stanchi.
Per chi ha fatto l’Università ricorderà bene il “quarto di ora accademico” ovvero le lezioni che durano 45 minuti e 15 di pausa.
Ma questi sono ragazzetti e gli devono bastare 10 minuti.

Il regolamento dice chiaramente cosa non si può fare, tutte norme di buon senso e non discutibili.
Ecco invece cosa possono e devono fare i ragazzi e le regazze, hanno il tempo per:
– mettere via i compiti che stavano svolgendo
– mangiare la merenda
– andare in bagno
– socializzare tra loro (i professori si lamentano della scarsa unione tra i ragazzi)
– farsi ritrovare al loro posto

Quindi i 250 alunni del corridoio si possono ritrovare in fila per i due bagni maschi e femmine ben separati, in ogni bagno ci sono 4 servizi e ad occhio il tempo medio a testa di permanenza è di 20 secondi compreso il lavarsi le mani che con i virus che ci sono a giro …

Non tutti vanno in bagno a ricreazione, chi va prima e chi va dopo! Mi è stato detto: “e meno male!” mi verebbe da dire.

La cosa che mi fa davvero “pensare” è la seconda parte della norma:
Responsabili della sorveglianza sono i docenti dell’ora immediatamente precedente nel primo quadrimestre e quelli dell’ora immediatamente successiva nel secondo quadrimestre.

Ci ho messo qualche secondo a capire perchè la sorveglianza è a “quadrimestre” a carico dell’insegnante che entra in servizio o della insegnante che lascia il servizio.

Perchè sorvegliare i ragazzi in quei 10 minuti è un carico di lavoro in più ed è equamente ridistribuito tra i lavoratori-insegnanti.

Un carico di lavoro. Un dovere che per forza di cose va a togliere 10 minuti di pausa all’insegnante. Ed è bene subito dirlo qui, a questo punto della narrazione: è giusto e sacrosanto regolare i carichi di lavoro, come è giusta e sacrosanta la pausa dal lavoro.

Però lo è per tutti.

Una riflessione per voi e poi la votazione

La nostra società sta evolvendo e sta sperimentando nuove forme di lavoro sempre più “smart” o per meglio dire sempre più attente alle esigenze della persona-lavoratore.
La Notizia festeggiata dal Sole24ore su Microsoft che ha introdotto la settimana lavorativa a 4 giorni ( https://www.ilsole24ore.com/art/al-lavoro-solo-quattro-giorni-settimana-microsoft-ci-ha-provato-e-funziona-ACbDrbw )  o la notizia che sempre più aziende applicano lo smart working ovvero il lavorare uno o più giorni da casa: https://blog.osservatori.net/it_it/smart-working-aziende-italiane 

Questo cosa ci dice? Che il lavoro deve essere a servizio dello sviluppo della persona.

La votazione

Mi sono battuto in Consiglio chiedendo a tutti i Consiglieri come fosse possibile che ci sia la richiesta di togliere la libertà di stare nel corridoio per andare a cercare l’amica della squadra di pallavolo o per fissare con un amico per fare i compiti nel pomeriggio e poi via di playstation.

La classe non è una prigione, ma non poterne uscire la trasforma in tale.

Noi non siamo capaci di fermare 2, 3 ragazzi che non si comportano bene in classe o in bagno e ne puniamo 250, creando in loro un senso di ingiustizia e minando la fiducia che invece dovremmo instillare in loro.

Votanti: 18
Contrari: 1 (io)
Favorevoli o astenuti: 17 

La conclusione e la mia riflessione

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Tempo di lettura fino a qui 6 minuti

La Preside con uno scatto all’ultimo secondo ha chiesto che questa fosse una iniziativa di solo un mese e poi da valutare se rinnovarla di volta in volta.

E qui il Consiglio ha approvato.

Su quali basi verrà fatta la valutazione postuma al provvedimento non si sa, ma almeno ha messo un argine.

Io invece, a te che sei giunto fino a questa parte del testo vorrei farti delle domande provocatorie:

  • te insegnante o custode passeresti la tua ricreazione in sala professori?
  • te insegnate o custode lasceresti il tuo cellulare in Presidenza e lo riprenderesti a fine turno?
  •  te lettore che sei arrivato fino a qui, lo sai che ti rimangono 2 minuti e poi devi riprendere a lavorare a testa bassa per almeno 2 ore?
Io non vorrei nessuna di queste regole, perchè la fiducia è alla base dei rapporti ed io so e mi fido di insegnanti e custodi.

La mia visione di Scuola è severa, premia chi fa e non premia chi non fa, sono per aiutare l’impegno più che il risultato, sono per i meriti e sono per i riconoscimenti, sono per le bocciature e sono favorevole a pause di 15 minuti e l’utilizzo del cortile nei periodi estivi.
Perchè punire 250 ragazzi se due sbagliano?

Gli adulti perche limitano i ragazzi?

E se i ragazzi vorranno protestare dirò loro di farlo nella maniera più efficace possibile:

Passate una intera ricreazione in silenzio, parlatevi sottovoce nell’ orecchio,
non fatevi sentire.
Gli adulti percepiranno il loro disagio.

Fine. Ah! se hai letto fino a qui sono passati 10 minuti. La tua ricreazione è finita.

I miei progetti già fatti per la scuola

architetti; pubblica amministrazione;

Architetti e Nuove idee Digitali

Un incontro piacevolissimo con 2 archietti fiorentini Lapo Galluzzi e Fabio Barluzzi, il presidente Commissione Urbanistica e Infrastrutture Renzo Pampaloni e due soluzioni interessanti per catasto e progettazione.

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Comunque Grazie di avermi dedicato il tuo tempo.

Leggere; disegno;

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