Il Calcio Storico come lo vediamo oggi nasce il 4 maggio 1930. In quell’anno, in occasione del quarto centenario della morte di Francesco Ferrucci, caduto difendendo Firenze durante l’assedio del 1530, l’amministrazione cittadina e un comitato fondato per l’occasione organizzarono la prima rievocazione della cosiddetta partita dell’assedio.
Quella prima sfida mise di fronte i Verdi, indicati come la squadra di qua d’Arno, e i Bianchi dell’Oltrarno, davanti a una grande folla. L’iniziativa piacque e si trasformò subito in appuntamento fisso: da allora la rievocazione è tornata quasi ogni estate. Con il tempo le squadre diventarono quattro, una per ciascun quartiere storico, e l’incontro unico lasciò il posto a un vero torneo, prima in forma occasionale a partire dal 1952 e poi stabilmente dal 1978, con due semifinali e una finale di giugno.
Negli anni la manifestazione si è data una struttura organizzativa precisa. Oggi il Torneo di San Giovanni è curato dal Comitato del Calcio Storico Fiorentino, che fa capo al Consiglio per le Feste e Tradizioni Fiorentine, presieduto dal sindaco. Il Comune dispone anche di un ufficio dedicato, l’Ufficio Tradizioni Popolari, che segue permessi, rapporti con le istituzioni e organizzazione.
Un aspetto importante è che chi partecipa, dai calcianti alle figure del corteo, lo fa a titolo volontario e gratuito: una scelta ribadita da una serie di delibere comunali tra il 2011 e il 2018. La manifestazione, insomma, si regge prima di tutto sulla passione di chi la anima.
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