Dal 1930 a oggi il Calcio Storico è andato in scena quasi ogni estate, segno di quanto Firenze tenga alla sua tradizione. Le interruzioni si contano sulle dita di una mano: gli anni più duri della Seconda guerra mondiale, con diverse stagioni saltate tra il 1941 e il 1946 (pur con una partita disputata nel 1942), e il 2020, quando la pandemia da Covid fermò il mondo intero.
A guardare più indietro, però, il gioco aveva già conosciuto pause e divieti. Durante la repubblica ispirata da Girolamo Savonarola, tra il 1494 e il 1498, il calcio perse terreno: il frate domenicano guardava con sospetto i divertimenti, e il gioco era troppo legato ai Medici da poco cacciati. Eppure nel 1497, in barba ai divieti, si organizzò comunque una partita di Carnevale, che provocò l’intervento degli Otto di Guardia, la magistratura cittadina.
Passata quella stagione, il calcio tornò protagonista. Si racconta addirittura che nel 1511 si tornò a giocare sull’Arno gelato, e che la passione per il gioco arrivò fino ai vertici della Chiesa: Giovanni de’ Medici, divenuto papa con il nome di Leone X, non volle rinunciarvi.
Tra divieti, guerre e pandemie, insomma, il Calcio Storico si è fermato più volte ma non si è mai spento. Ogni volta è tornato in piazza, tramandato di padre in figlio, a confermare il legame profondo tra Firenze e il suo gioco più antico.
📬 Firenze, AI e dintorni
Ti piacciono queste curiosità? Iscriviti alla newsletter: notizie, eventi e cultura di Firenze, una mail alla settimana.