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Delivery – Consegne a domicilio: Ristoranti e Bar come si devono organizzare

Delivery - Consegne a domicilio: Ristoranti e Bar come si devono organizzare

Lunedì 27 aprile siamo andati online su due piattaforme sia Facebook che su Youtube grazie al contributo di uno sponsor e abbiamo aperto due canali per parlare insieme di Consegne a Domicilio.

Ringrazio i ristoratori che sono intervenuti, i gelatai e gli amici in generale per le domande e le idee.

Riporto qui, sotto al video, un estratto degli appunti che avevamo preparato e vi aspettiamo lunedì prossimo sulla pagina del IlSignorSotto o su Youtube. Iscrivetevi alla pagina o ai canali per darci supporto.

La presenza Online di una attività

Ricognizione di cosa dovrebbero avere tutte le Aziende oggi come impronta digitale e questo vale per i ristoranti ma anche per qualsiasi attività:, anche il piccolo commercio:

a) un proprio sito internet
b) aggiornato Google MyBusiness (GMB)
c) un proprio profilo Social: più o meno curato ma presidiato
d) una propria mail list di clienti
e) una chat come whatsapp
f) profilo Istagram aziendale, se nelle proprie corse
g) profilo Likedin: dipende dalle dimensioni aziendali, fondamentale per un libero professionista o una azienda strutturata (tra le altre cose ha aggiunto i sondaggi)
e) canale Youtube: consideriamo che è il secondo motore di ricerca

Nuove esigenze del pubblico: adattati

Raffaele Gaito ci regala una riflessione importante:
” hai capito quali sono le nuove esigenze del tuo pubblico? 
Quale valore aggiunto tu puoi offrire a questo pubblico?”

Esempio:
il lavandaio potrebbe fare il servizio casa/lavoro/casa dei panni da lavare oppure il gioielliere diventa esclusivo su appuntamento, anche un pomeriggio intero, ma solo per una persona.
Non dobbiamo snaturarsi per prendere tutte le occasioni nuove, ma non possiamo rimanere immobili di fronte al cambiamento.

Ecommerce e Vendere Online: non sono la stessa cosa

Gianluca Diegoli ci regala un’altra riflessione importante:
” Vendere online NON è fare un sito ecommerce”.
È il problema eterno di non ripensare il modello di business alla luce del digitale e invece di pensare di traslare tale e quale il modello usato offline sull’online, come trasformare un quotidiano in pdf.”

Nel video faccimo molti esempi di come si possa vendere online senza avere un sito ecommerce, ma un sito vetrina.

Chi sono gli attori delle consegne

Prima di parlare di soluzioni che sono venute fuori durante la conversazione ecco qui un elenco delle maggiori Aziende presenti sul mercato delle consegne:

Just Eat: Fondato in Danimarca nel 2000, ha sede a Londra, e in Italia dal 2011; copre tutto il territorio nazionale.

Si paga una quota una tantum per aderire al servizio oltre che una commissione per ogni singolo ordine che si aggira tra il 15% e il 30% del totale.

Uber Eats: nasce nel 2014 a San Francisco e arriva in Italia due anni dopo. Uber Eats è presente in 14 città.

Glovo: La società spagnola, che nel 2018 ha assorbito la filiale italiana dell’olandese Foodora, è stata fondata nel 2014 ed è presente in oltre 200 città in tutto il mondo; in Italia copre tutto il territorio nazionale. Le consegne non si limitano al cibo, ma interessano anche altri settori commerciali.

MyMenu: Nata nel 2013 a Padova, la società si è ingrandita assorbendo realtà come la bolognese Sgnam e BacchetteForchette.

Deliveroo: Fondata nel 2013, la società ha sede a Londra e consegna in oltre 200 città nel mondo, di cui 15 in Italia.

I nostri suggerimenti

Durante la chiacchierata di lunedì sera abbiamo anche ipotizzato un caso reale: Il ristorante Pippo a roma in via Roma.
Abbiamo pensato alla sua ripartenza, come, quando considerande se fosse di piccole dimensioni o momolto grande.

Suggerendo anche quando utilizzare i driver esterni e quando non utilizzarli, suggerendo per esempio di mescolarsi troppo con tutti i tipi di cucina per rimanere comunque con una propria identità.

O come ha suggerito Chiara di aggregarsi in piccole attività locali e avere un consegnatoario unico, ma di piccole dimensioni.

Abbiamo parlato di coccole per il cliente per fidelizzarlo.

Insomma tante idee e una piaccievole chiacchierata a parlare di Food  e Delivery.

E sbagliare fa parte dell’essere imprenditore, stare immobili no.

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