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Immuni: tutte le informazioni utili

Immuni: tutte le informazioni utili

Breve Estratto

Abbiamo fatto la prima diretta lunedì sera su Facebook, abbiamo parlato di Immuni, di come funziona, la differenza con Google e Apple, le scelte fatte, i dubbi, i problemi da risolvere.

Ieri abbiamo tenuto il nostro primo incontro in video sulla Pagina Facebook, proprio per parlare della APP Immuni. Come 4 amici al bar abbiamo parlato ai presenti: Fabio Pucci, Fabio Antichi, Alexia Mangione ed io, ilSignorSotto.
Riportiamo qui sotto i nostri appunti e ringraziamo Simone Vannucci della Floricoltura Vannucci per la “donazione” che ci ha fatto per procedere a poter fare questa diretta e le prossime anche su Youtube.
Per chi vuole questo è il link per farci una donazione di sostegno alla iniziativa.
Grazie

Ps le nostre fonti sono: Carola Frediani, con la sua Newsletter Guerre di Rete , il sito della Agenda Digitale, Matteo Flora citato da altre fonti, Ilsole24ore per la parte finanziaria. 

La App Immuni: contact tracing

La App Immuni nasce per tracciare i contatti contagiosi da coronavirus.

La App Immuni è una App di contact tracing ovvero di tracciamento di contatti e non di tracciamento degli spostamenti delle persone, come stanno erroneamente sostenendo i maggiori Quotidiani Nazionali.

Ovvero la App immuni, una volta attivata, potrà dire chi hai incrociato sul tuo cammino, ma non potrà dire dove sei stato o dove lo hai incrociato.

Dopo vedremo come funziona in maniera molto semplice.

Le 8 indicazioni della Unione Europea

L’Unione Europea si è dimostrata subito favorevole ad un utilizzo di un softare che aiutasse gli stati e le persone a tenere traccia della diffusione del Virus Covid19.
Ha da subito elencato gli 8 punti su cui lo sviluppo di questa app era obbligatorio che poggiasse:
1) massima riservatezza nel trattamento dei dati
2) dovrà essere una APP coordinata e supervisionata dalla Autorità Sanitaria
3) le persone dovranno installare volontariamente la App: nessun obbligo
4) tecnologia preferita Bluetooth
5) I dati dovranno essere gestiti in maniera anonima
6) la app dovrà dialogare in tutta Europa, ovvero interfacciarsi con le App simili degli altri Paesi
7) dovrà avere i migliori sistemi di sicurezza ed efficienza
8) dovrà avere anche i migliori standard di accessibilità e efficienza secondo lo staff che studia la diffusione epidomiologico

Come funziona la App Immuni

simbolo; bluetooth;

SI

geolocalizzazione; simbolo;

NO

Come funziona la App spiegato in maniera semplicissima.
La persona installa la App in maniera gratutia e volontaria.
Poi vive normalemente e si porta dietro il cellulare con la funzione Bluetooth attivata.
Nel suo vivere normale, si muove: va in banca, alla posta, al supermercato, in farmacia.
Ovunque potrebbe incrociare delle persone.
Mentre la persona si muove il “sistema” le attribuisce un numero identificativo (ID) del suo telefono. (a dirla proprio tutta è talmente importante la riservatezza che ne attribuisce molti ID perchè li cambia di continuo, ma non è importante)
La persona non può conoscere il suo ID e nessuno lo può conoscere.
(come lo scriveremo dopo).
Incrocia tante persone. Quindi incrocia altre ID.
Poi una di queste persone, anche alcuni giorni dopo, segnala che ha contratto il virus e lo dice “al sistema”, lo dice a Immuni o a Google-Apple o al Garante Sanitario.
La App, dopo una mediazione dei dati ricevuti, tolleranze calcolate e altri paramentri, manderà un allarme alle quelle persone che sono state a contatto con ID infettato e dirà più o meno
“Ehi, attenzione. Una persona che hai incrociato ha contratto il virus. Chiama il tuo medico”.

Le due persone non si conoscono, nessuna delle due sa chi è l’altro.

Per mia sintesi direi che “chi installa Immuni lo fa più per gli altri che per se stesso”.

Apple e Google cosa hanno pensato e proposto

Nei giorni scorsi ha fatto clamore l’accordo fra i due colossi di “aprirsi” l’uno verso l’altro e di creare una procedura congiunta per la funzione di questo tracciamento.

I più hanno gridato allo scandalo, in realtà la loro soluzione tecnologica era ed è estremamente più sicura e anonima di quella che stiamo andando a realizzare noi in Italia e in Europa. Si basa sul questa frase che è fondamentale:

“what happens on your phone stays on your phone” che più o meno vuol significare che tutti i dati di tracciamento che accadono, che riguardano il tuo telefono (e quindi si presume anche te), questi dati devono rimanere dentro il tuo telefono.

Vediamo perchè.

Apple e Google hanno pensato a due fasi di sviluppo: in un primo momento, metà maggio, voleva distribuire una App, come Immuni, di loro progettazione e nel giro di un mese volevano “calare” questa app nelle funzioni integrate direttamente nel loro sistema operativo. Ovviamente essendo loro i proprietari del sistema che fa funzionare i telefoni l’integrazione sarebbe stata perfetta.

Cosa che invece fa dubitare molto i due colossi nei confronti delle App che stanno nascendo come può essere Immuni.

Ma c’è di più.
Apple e Google non vogliono usare i sistemi di geolocalizzazione, per più motivi, ma anche perchè i loro ingegneri contano di riuscire ad inserire una “soglia” di potenza del segnale del Bluetooth per escludere contatti non rilevanti.
Ovvero se sei dentro un supermercato magari a più piani, tutte le persone che si trovano in quel punto, che siano al 1° piano o al 3° piano, sono esattamente in quel punto.
Ma anche se il supermercato fosse ad un piano soltanto, la granularità del rilevamento della posizione è diversa.
Considerate poi che ogni dispositivo (leggi telefono o bracciale) ha una sua tolleranza di calcolo e capite bene quanto sia difficile coordinare tutti i dispositivi che esistono.

covid19; google; Apple;
Come funziona la App Google Apple a vignetta

Apple e Google hanno scelto di adottare un sistema di tracciamento dove ogni persona è portatrice dei dati che gli servono per farsi segnalare gli infetti o segnalarsi agli altri e i dati non vengono stoccati, salvati, messi in nessun server centralizzato.
(sistema Pepp-pt su cui convergono diversi Stati europei: Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing).
Io l’ho definita una APP generosa ovvero serve molto di più a segnalare agli altri la propria contagiosità che l’inverso.

Per fare tutto questo come si diceva si devono assegnare degli ID e poi vanno conservati da qualche parte o sul telefono o su un server centrale.

La scelta italiana di Immuni e delle specifiche tecniche

L’autorità italiana si è affidata ad un’altra corrente di sviluppo, sempre europea, che nasce dalla scissione del gruppo di lavoro iniziale (da DP-3T ovvero il modello di sviluppo dove erano presentiti anche Apple/Google che non volevano la Geolocalizzazione a PEPP-PT dove è molto probabile l’inserimento anche della geolocalizzazione) per creare un sistema centralizzato di raccolta dei dati.

Un sistema sorvegliato dalle Autorità pubbliche.
Sistema che, come dice l’unione europea, deve cancellare i dati inseriti ogni 15 giorni, ma pur sempre un sistema di centrallizazione e raccolta dati.
E a semplice richiesta chiudere tutto e cancellare tutto.

Immuni, App della Bending Spoons, dovrà seguire le indicazioni che le verranno imposte, oltre alle soluzioni che l’ha fatta prevalere su oltre 100 progetti presentati.
La scelta su Immuni è stata coordinata e approvata da due figure centrali: il Commissario Domenico Arcuri e il Garante Privacy Antonello Soro.

Nelle ultime ore,poi, sembre che nella stessa App si potranno caricare le proprie informazioni sanitarie, una cartella clinica portatile.
 

Il contratto a Bending Spoons

Poco sappiamo, ad oggi, del contratto di mandato dato alla Bending Spoons se non che la concessione è fatta a titolo gratuito, la licenza d’uso sul software di contact tracing e di appalto di servizio sono gratuito con la società Bending Spoons Spa e sono sempre richiedibili dal committente (leggi Stato).
Al momento non si sa invece sugli altri paramentri della App:

– chi mantiene lo sviluppo
– lo sviluppo sarà gratuito
– le funzioni aggiuntive saranno gratuite 

Chi è Bending Spoons e chi la finanzia

La Bending Spoons è una solida società di sviluppo software i cui i soci fondatori e di controllo sono Francesco Patarnello, Luca Ferrari, Luca Querella e Matteo Danieli.
I soci hanno aperto il capitale: con una quota complessiva del 5,7% sono entrati H14, Nuo Capital (che in Italia ha rilevato anche quote in marchi noti come Tannico e Proraso) e StarTip, veicolo della famiglia Tamburi.

Hanno anche investito in Bending Spoons i tre figli di Silvio Berlusconi e Veronica Lario (Luigi, Eleonora e Barbara), Tamburi e il fondo Nuo Capital, che investe in Italia con capitali cinesi.
hanno investito anche Famiglie e imprenditori di spicco (tra cui Renzo Rosso, Paolo Marzotto, Giuliana Benetton, i Dompè e i Lucchini), Mediobanca, il finanziere Davide Serra, il fondo internazionale Ardian e sempre la holding H14 dei tre figli di Berlusconi, in Jakala
I figli di secondo letto di Berlusconi si ritrovano anche nel capitale di Jakala, società di marketing fondata e controllata da Francois e Matteo de Brabant che nel 2000 aveva come socio di peso [email protected], al tempo holding di Arnault. Poi l’azienda si è rifocalizzata sul marketing e negli ultimi due anni ha visto entrare quali soci di minoranza Paolo Marzotto (10,5%), il fondo Ardian (7,5%), la H14 dei Berlusconi (2,5%) e Davide Serra (2,7%).

I dubbi e le domande su Immuni

1) per stessa ammissione di chi sviluppa Immuni, la App potrebbe funzionare al meglio solo se verrà installata al 60% delle persone.
per me una soglia irraggiungibile spontanemante;
2) La stessa Bending Spoons segnala che il suo funzionamento dipende anche da quanto riesce ad integrarsi con i Sistemi Operativi Android e iOS, che limitano le funzionalità delle applicazioni in background, possono terminare forzatamente il processo e (soprattutto iOS) impediscono che un’app abbia il completo controllo del modulo Bluetooth;
3) Dovrebbe essere Open Source, ma non sembra che lo sia almeno alla partenza
4) che interazione c’è tra smartphone ‘immuni’ e non immuni;
5) La App Immuni apre le porte Bluetooth Low Energy (BLE) che sono un colabrodo di sicurezza;
6) difficile la sua estenzione ad alcune fasce di popolazione: bambini, ragazzi, anziani, non abbienti, …
7) cosa succede una volta avuta la segnalazione;
8) sarà inserita anche la geolocalizzazione?
9) gli altri dati, quelli della cartella clinica, chi li gestirà?

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Auto; strisce pedonali; Firenze;

Strisce Pedonali e Disabili

“un minuto è nulla se paragonato ad una vita” oppure a chi quel minuto gli dura da una vita. I disabili sono una mia priorità. Anche come battaglia quotidiana contro chi parcheggia sulle strisce o sui marciapiedi.

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