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La Scuola a Distanza

Scuola e Conoscenza a Distanza

Breve Estratto

La didattica a distanza: la scuola, le insegnanti, gli alunni, le famiglie e gli strumenti a disposizione. Un articolo che tratta il tema da ogni lato lo si stia guardando.

Indice dell'articolo

Imparare a distanza

In questi giorni la vita di tutti ha preso una direzione inaspettata.
Uno degli aspetti che più mi ha colpito è come si possa continuare ad insegnare ed a imparare a distanza, come si possa coltivare il sapere in generale, la formazione, la Scuola.
Io sono uno studente del digitale in via continuativa, non c’è giorno che non cerchi di capire una cosa nuova del mondo digitale, ma questa è la mia natura, il mio Mondo; quindi non mi rendevo conto della situazione reale in cui siamo immersi come “scolarizzazione digitale” e “di quanto siano formate le scuole, le insegnanti o gli insegnanti, le studentesse e gli studenti allo studio tramite strumenti digitali e soprattutto di quanto fossero impreparate le famiglie.
Insomma non sapevo di non sapere.
Ma neanche loro!

In questo articolo parleremo di:
– strumenti didattici per la scuola,
– di strumenti didattici in generale,
– di risorse culturali gratuite e a pagamento.

Questo articolo in realtà nasceva ( 3 giorni fa, anzi no 4 anzi 11 giorni fa!) quando ho chiamato, con una certa urgenza, “gli amici del digitale” Fabio e Giuseppe e gli amici insegnanti Fabrizio, Massimo e Emanuele dopo la decisione di chiudere le scuole.
Avevo chiesto a loro di raccontarmi come vivono il mondo digitale dal punto di vista didattico: nelle scuole, elementari, medie, medie straniere e università e come lo vivono i due tecnici che sposano spesso piattaforme tecnologiche opposte: Google e Microsoft. 

Perchè dopo 11 giorni ancora non sono riuscito a chiudere questo articolo?

Dopo poche ore mi sono reso conto che il lavoro che stavo cercando di domare era impossibile e quindi questo articolo sarà scritto in continuo e di continuo.
Sarà aggiornato sempre: vediamo perchè.

E soprattutto avrà altri 10 articoli collegati con i singoli aspetti.

Lo smart working e la pioggia di informazioni

Sono state chiuse le scuole e molti lavoratori sono stati abilitati a lavorare da casa in Smart Working: impossibile!
Punto.

Io sono già un lavoratore Smart Working, lavoro come libero professionista da casa, ma lo smart working non si improvvisa con un computer portatile e via.

Ci vuole spazio, uno spazio ben definito in casa che faccia capire che quando sei lì, stai lavorando, lo devi capire te e lo devono capire i tuoi familiari.
Ci vuole una disciplina ferrea perchè altrimenti tutti gli strumenti di distrazione sono a portata di mano (Frigorifero in primo luogo) e soprattutto ci vuole concentrazione e con i ragazzi in casa è impossibile!

Poi servono anche tecnologie apposite per alcuni lavoratori come linee internet aziendali chiuse, vpn, e altre diavolerie come software che guardano quanto e come sei collegato, ma di questo non ne parliamo. Non ci interessa.
La scuola!

Gli strumenti per la formazione a distanza: la Scuola

Ogni scuola fa Repubblica, siamo peggio che nel Medioevo dove ogni Comune faceva Stato.
Le scuole dotate di una finta autonomia finanziaria e didattica sono state abbandonate a loro stesse e quindi ognuna si è persa nel mondo digitale: in questo caso la libertà ha significato lasciare una ragazzina (la scuola) in un bosco e non avergli detto nemmeno la direzione dove trovare la prima strada utile.

Negli ultimi tempi il Mibac (il Ministero) ha preso in mano questa situazione e ha iniziato a dettare delle linee guida, ad imporre degli strumenti da usare che abbiano tutti una linea comune come specifiche tecniche, ma recuperare la strada persa sarà difficile.

Forse ci vorrebbe un accordo di Stato con una piattaforma unica e imporla a tutti.
Meno libertà a favore di una uniformità necessaria e magari con qualche vantaggio tecnologico annesso.
Almeno come ripartenza da questo disastro.

Il Registro Elettronico

Come dicevo poco sopra il primo strumento che mi è stato segnalato dai docenti è Il Registro Elettronico e possiamo subito dire questo sconosciuto!

Prima di tutto riporto qui quanto previsto dalla normativa vigente sul registro elettronico e voi promettete di non ridere:

Il D.L. n. 95 del 2012, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 135, che ha introdotto, per le istituzioni scolastiche e i docenti, l’obbligo di dotarsi di registro elettronico a decorrere dall’anno scolastico 2012-2013, prevedendo che il Ministero di Istruzione, Università e Ricerca predisponesse entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto un piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca e dei rapporti con le comunità dei docenti, del personale, studenti e famiglie;

Il Registro Elettronico  è stato introdotto come strumento obbligatorio nel 2013, siamo nel 2020 e possiamo affermare che moltissime scuole e la più parte delle famiglie non sa proprio cosa sia!

Si è sempre visto il Registro Elettronico come lo strumento malefico che verifica la presenza a scuola dello studente e per ricevere le eventuali note.
Chi ha figli alle medie vede anche “i compiti a casa” perchè vengono assegnati prevalentemente, ma non del tutto, sul Registro Elettronico.
Ma non si va oltre.
Elementari o per meglio dire scuola primaria: niente.
Lo useranno una percetuale piccolissima di insegnanti.

Google e Microsoft per la scuola

Ebbene sì, questi due colossi del software, Google e Microsoft, hanno due splendide piattaforme per la scuola.

Entrambe hanno utilizzato due logiche simili: 
ognuna di loro ha cercato di creare un pacchetto di strumenti in modo tale che l’utente entri lì e li rimanga. Strumenti identici tra le due piattaforme.

Microsoft: la ditta di Redmond offre il pacchetto Office 365 con tutti gli strumenti per scrivere, fare calcoli, tabelle e una piattaforma per vedersi e interagire che si chiama TEAMS.
Per iscriversi si deve registrare la scuola e dopo ogni studente ha il suo account per loggarsi. per saperne di più clicca qui l’articolo di Fabio Pucci

Google: per i cugini di Mountain View stesso discorso. Piattaforma online gratuita con tutti gli strumenti che cambiano nome, word per dire si chiama “documenti”, ma poi fanno la stessa identica cosa. Google ha il pacchetto “scuola” che si chiama Classroom e dove tramite Meet permette di fare le lezioni interattive.
Chi lo usa è entusiasta e qui c’è l’articolo di Giuseppe Gallo e la collaborazione del docente Massimo Boscherini

Altre Piattaforme per la formazione a distanza

Basta così? Con i due colossi che fanno man bassa?
Ma che scherzi davvero?!!!

Ci sono altre mille piattaforme per la condivisione e modalità di insegnamento che vengono usate o rispolverate, tutte con diverse modalità di utilizzo, dalla versione FREE alla versione PREMIUM a pagamento per sbloccarne le potenzialità.

– Lezioni ribaltate: la flipped classroom è un approccio educativo per cui la lezione frontale è sostituita con delle video lezioni a casa, e il tempo in classe è utilizzato per le applicazioni, progetti, lavoro di gruppo ecc. Esempio di podcast per le lezioni ribaltate. Due pacchetti software consentono di registrare le proprie lezioni.

Screencast-o-matic: Programma da installare, disponibile per Windows e iOS. Una volta lanciato, permette di registrare quello che riprende la webcam, o lo schermo, o tutt’e due. Nella versione gratuita consente una registrazione massima di 15 minuti. Molto facile da usare. Qui un tutorial (in inglese). https://screencast-o-matic.com/

Khan Academy: Video lezioni e percorsi di apprendimento, prevalentemente in inglese, prevalentemente sulla matematica. Registrandosi (gratuitamente) come insegnante si può creare una classe virtuale, e assegnare a ciascuno studente dei percorsi personalizzati. Consente il tracciamento in tempo reale dei progressi dello studente, con un sistema di “premi” virtuali.
https://www.khanacademy.org/

Phet: Laboratori virtuali di scienze (soprattutto fisica) e matematica. Multipiattaforma, in diverse lingue (non tutte le simulazioni sono disponibili in inglese). Registrandosi (gratuitamente) come insegnanti, si accede a materiale didattico da accompagnare ai laboratori virtuali.
https://phet.colorado.edu/

– Codecademy: Ovvero, come imparare a programmare. Solo in inglese. I percorsi sono individuali, e le risorse disponibili gratuitamente sono un po’ limitate.
https://www.codecademy.com/

– Scratch: Progetto del MIT per imparare a programmare. Destinato anche ai più piccoli. Multilingua. Registrandosi (gratuitamente) come insegnante si può creare una classe virtuale, e assegnare a ciascuno studente dei percorsi personalizzati.
https://scratch.mit.edu/

– Kahoot!: Quiz interattivi. Registrandoti (gratuitamente) puoi creare i tuoi quiz oppure pescare dalla libreria esistente (e modificandola).
https://kahoot.com/

Screencastify: Estensione per il browser Google Chrome (e quindi multipiattaforma). Una volta lanciato, permette di registrare quello che riprende la webcam, o lo schermo, o tutt’e due. Nella versione gratuita consente una registrazione massima di 5 minuti. Molto facile da usare. Qui un tutorial (in inglese).

Skype: forse la prima vera piattaforma a livello mondiale che ha connesso via telefono, videochiamata, solo chiamata e chat, per scambio di file e materiali, rientra nelle aziende orbita Microsoft ma fa vita a sè.

– Zoom Software: fino a 100 collegati tutti insieme per una videochat con le stesse funzioni di Skype

– Whatsapp: utilizzata di solito per le chat viene utilizzata anche con i “gruppi” per lo scambio dei compiti o le video chiamate
Youtube: come solo canale di trasmissione
– Webex
– Gotomeeting
– Gotowebinar
– Tascam.

Insomma un mondo infinito di soluzioni, con il problema che ognuno è libero di scegliere la soluzione a lui più congeniale!

Sbagli e poca volontà

In questo momento dove tutti ci stiamo improvvisando a risolvere la distanza che si è venuta a creare non si può far a meno però di notare cosa non funziona per semplice volontà.
Tralascio e stralcio a cialtroneria il primo comunicato dei sindacati che con una lettera fatta di citazioni di sole norme chiarivano che la formazione a distanza non era tra le mansioni degli insegnanti.
Insegnanti che sono molto meglio di chi li rappresenta, la maggior parte degli insegnanti hanno preso tale comunicazione e posizionata direttamente negli “spam”.
Poi quando si ripartirà con la normalità si andrà proprio a discutere se rinnovare la tessera di questi sindacati.

Però, detto questo, ancora oggi dopo tutti gli strumenti che ho citato sopra, circolano compiti assegnati ai ragazzi con una foto scatattata al libro di testo in maniera frettolosa. 
Possibile che non ci sia una versione digitale del libro dove prelevare una pagina e inoltrarla?
Possibile che scattata la foto non ci si renda conto che è sfuocata? O torta?
Possibile non darsi un po’ da fare e cercare una APP che raddrizzi le foto torte?
Io tempo fa vi ho segnalato LENS! gratuita, di Microsoft.
Disattesa.

Le famiglie: mammamia!

Si sa, non sono una brava persona, e quindi mi tocca dirlo senza mezzi termini:
tutti hanno un cellulare, moltissimi hanno delle astronavi invece di un cellulare.
Cellulari che costano 400 euro, 800 euro, rate infinite per un cellulare che costa 1100 euro ed a parte le foto, le chat e istragramm, le famiglie non sanno farci niente di più!

Un disastro. Non sono qui a puntare il dito contro un colpevole che non esiste, ma la verità non può essere mediata.

Quando c’era da scegliere se un pc a casa o una console quante volte mi sono sentito dire: il pc è uno strumento superato, ora si fa tutto col cellulare.
Oppure: A Natale gli regalo la xBox o la Playstation.
Ecco, ora fateci i compiti se vi riesce.

Nel coas di questi giorni ho creato con l’aiuto e la collaborazione di altri genitori uno spazio sul mio Gdrive per raccogliere compiti e altro.

Su una classe di 25 bambini con 50 genitori e 60 cellulari ci avranno fatto accesso in 15?

La volontà dove è?

Tante bellissime iniziative per imparare fuori dal circuito scuola

In questi giorni, in maniera spontanea, tutti gli addetti digital come me hanno proposto di regalare il proprio tempo a chi ne avesse bisogno per imparare qualcosa o per difendere la propria attività.

Poi sono nate iniziative organizzate vediamo alcune:
– aiutiamolascuola dove i professionisti si mettono al servizio di questa iniziativa,
– c’è la solidarietà digitale delle istituzioni a cui tutti possiamo accedere dove tantissime aziende rilasciano gratuitamente i loro servizi digitali
coursera regala corsi universitari strepitosi
– ci sono musei che hanno aperto ai visitatori virtuali eccone un elenco:

1. Pinacoteca di Brera – Milano https://pinacotecabrera.org/

2. Galleria degli Uffizi – Firenze https://www.uffizi.it/mostre-virtuali

3. Musei Vaticani – Roma http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html

4. Museo Archeologico – Atene https://www.namuseum.gr/en/collections/

5. Prado – Madrid https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works

6. Louvre – Parigi https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne

7. British Museum – Londra https://www.britishmuseum.org/collection

8. Metropolitan Museum – New York https://artsandculture.google.com/explore

9. Hermitage – San Pietroburgo https://bit.ly/3cJHdnj

10. National Gallery of art – Washington https://www.nga.gov/index.html

La mia proposta per la scuola

La scuola, nel tempo, ha imparato a curarsi, a prepararsi a molti eventi: esercitazioni anti incendio, esercitazioni contro il terremoto, ma anche primo soccorso e tanto altro.
Ecco che andrebbe istituito ad inizio anno un corso obbligatorio per studenti e famiglie sulla piattaforma scelta per la educazione a distanza (e-learning) e andrebbe fatta una lezione al mese di prova.

Si potrebbero dotare anche le classi di una webcam per far si che un ragazzo che non possa recarsi a scuola per qualsiasi motivo (piede rotto?) possa comunque seguire le lezioni e per quanto possibile interagire.

Una volta al mese si fanno lavorare i ragazzi a distanza.

Chiudo questa mio articolo con due riflessioni

La prima è che i giovanissimi che sono chiusi in casa non si cercano, non sono così connessi come pensiamo noi adulti, alla mia domanda del perchè non si sentissero mi hanno risposto che non hanno nulla da raccontarsi.
Questo è vero e dimostra che la loro vita fuori dal digitale, fuori dai cellulari e dalle console è molto presente e importante.
Bene, molto bene.

La seconda le prendo dalle parole del professor Aiello:
Socrate affermava, correttamente: il maestro è colui che incarna il sapere, ed è tale se è presente, se porge al discente e porta, con la sua vicinanza, contenuti, lessico e metodi peculiari della sua disciplina.

Il filosofo, guai a contraddirlo, sottolinea chi è il maestro e cosa dovrebbe fare. Nella situazione attuale io aggiungerei che il maestro è anche colui che incarna un punto di riferimento in questo momento di sconforto. In tal senso la didattica a distanza è oggi il sistema necessario per ricucire e stringere i nessi sfaldati dalle distanze di sicurezza che ci confinano. La questione non è assegnare compiti, dare voti, postare l’ennesima scheda di verifica – tutte modalità importanti, ma forse oggi non del tutto funzionali – ma ripristinare una certa quotidiana normalità, un senso di fiducia che lega e genera la spinta necessaria a guardare oltre e sentire che c’è una luce al di là del tunnel buio che stiamo attraversando. Gli alunni partecipano nella quasi totalità delle classi, puntuali, interessati e lieti di ricevere proposte, testi, articoli e film su cui riflettere e scrivere. Ci si confronta su Meet di Google. Non solo lezioni a distanza ma momenti di confronto su tutto, soprattutto su quello che ci sta accadendo attorno. Si è in casa, ma allo stesso tempo si sta insieme. Una strana intimità a distanza che però rende possibile un lavoro diverso, meno rinchiuso nelle ore scolastiche, meno strizzato all’interno di una sola disciplina. Probabilmente, alla fine di questo periodo cupo e drammatico, potremmo ripensare e ricostruire un intero sistema scolastico differente, nella forma e nella sostanza.”

#stateacasa

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