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Scuola e Digitale: cosa salviamo da questa esperienza

Scuola e Digitale: cosa salviamo da questa esperienza

592 persone ci hanno seguito online! Ci piace iniziare con questo numero perchè fa capire quanto fosse “caldo” l’argometo Scuola e Digitale.

Qui sotto riportiamo sia il video su youtube che una trascizione quasi fedele di quanto ci siamo detti.

Abbiamo concentrato l’attenzione su “cosa salviamo da questa esperienza digiatle” per la Scuola del futuro?
Buona lettura

Questa settimana abbiamo anche uno sponsor che l’incasso in basso a destra ed è fotorapida che ci aiuta e ci supporta per questa diretta.

Il Registro Elettronico: uno strumento nato per fare altro

Tutti noi siamo passati in maniera diretta o indiretta da il nuovo mondo della Scuola digitale e della didattica a distanza.

 iniziamo a parlare del registro elettronico che uno strumento già previsto dal 2012 (Il D.L. n. 95 del 2012, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 135, che ha introdotto, per le istituzioni scolastiche e i docenti, l’obbligo di dotarsi di registro elettronico a decorrere dall’anno scolastico 2012-2013).

Registro elettronico Strumento che avremmo già dovuto conoscere e che invece abbiamo scoperto ho imparato ad utilizzare come scuola Proprio in questo periodo Perché la scuola che lo utilizzava era soprattutto la media e la scuola delle superiori mentre adesso è stato riconosciuto utile anche per la primaria le vecchie elementari.

Registro elettronico che all’inizio veniva pensato soltanto come luogo dove venivano inserite le assenze e i compiti mentre ad oggi si è molto evoluto è presente a tanti altri strumenti al suo interno utili per fare la didattica a distanza.

Alcuni nuovi Strumenti per fare video didattica

Dico subito che da questa terribile pandemia del covid 19 per me abbiamo avuto l’opportunità di fare un grande passo in avanti per la digitalizzazione della scuola e degli strumenti della scuola.

Segue un lungo elenco degli strumenti che si sono trovati di fronte sia le famiglie sia gli studenti SIA gli insegnanti da poter utilizzare per fare la didattica a distanza.

  • Il punto ad oggi gli strumenti usati dalle scuole
    • Registro Elettronico: Skype
    • Microsoft Teams
    • Google Rooms
    • Zoom
    • Webex
    • Gotomeeting e gotowebinar

Annalisa Savino dirigente scolastica Istituto Comprensivo Ghiberti di Firenze.

“Preciso fin da subito che il registro elettronico non è nato per fare la didattica a distanza ma per la semplificazione amministrativa,  dal cartaceo verso l’elettronico.

Il registro serve appunto a registrare il materiale didattico le didattiche i voti però per esempio nel nostro Comprensivo è stato deliberato di non renderli visibili perché per noi è importante rimanere il più possibile il contatto umano e quindi per esempio L’alunno deve imparare a dire il suo voto al genitore prima che lo veda il genitore su registro stesso.

Quindi la didattica a distanza con il registro elettronico c’entra poco.”

La soluzione: una piattaforma unica

Alessandro: si potrebbe pensare  ad un’unica piattaforma centrale gestita dallo Stato in modo da uniformare Le piattaforme dei Registri elettronici in un’unica piattaforma in modo tale da concentrarsi di più sulla formazione delle famiglie degli insegnanti e degli alunni avere un’unica piattaforma ci permette di ottimizzare le risorse a favore della formazione.

Giuseppe Gallo (esperto di sviluppo applicazioni web): la libertà di Piattaforma è equiparabile alla libertà di Testo da utilizzare, Quindi sono più favorevole a dettare le linee guida da parte dello stato che ci aiuta a cercare la piattaforma giusta invece che limitarne all’utilizzo di una sola.

E questi sono strumenti sempre utili per l’insegnamento come supporto e non come alternativa.

Massimo Boscherini (docente International School):  noi come scuola abbiamo sempre utilizzato applicativi di Google per la didattica a prescindere dalla didattica a distanza. Neanche per me l’idea della piattaforma unica non sarebbe la soluzione migliore mentre è molto importante la formazione.

Ovviamente come professori ci siamo sempre adoperati per aiutarci a fare una autoformazione anche se sul web troviamo tantissimi tutorial che possono aiutare in questo compito.

Meravigliosa la manifestazione Didacta che si tiene a Firenze proprio per imparare Questi strumenti innovativi,  Comunque anch’io trovo che forzosamente ma fortunatamente abbiamo fatto un passo in avanti nella didattica a distanza.

Cosa salviamo da questa evoluzione digitale della scuola

Fabio Antichi (esperto Marketing Digitale):  cosa possiamo salvare dalla esperienza attuale da portare nelle conoscenze future Ovvero le e-learning che cosa abbiamo imparato e che prospettive ci dà?

Annalisa Savino: Noi abbiamo delle classi che seguono il modello scuola 3.0 per la scuola secondaria, non tutte le classi ma una buona parte poi dopo vi spiego perché. nelle classi 30 viene sperimentato il modello della didattica integrata al digitale, non viene eliminato il libro cartaceo ma vengono a dotarsi di tablet e i ragazzi in modo tale 

Sperimentare una didattica un po’ diversa con metodologia innovativa. dove si viene a mettere in discussione il modello semplicemente trasmissivo.

Il tablet veniva comprato dalle famiglie in cambio dell’eliminazione di alcuni libri di testo, quando le famiglie proprio non avevano i mezzi la scuola poteva fornire i tablet in comodato d’uso.

Il tablet è assolutamente uno strumento didattico e non ci si può installare sopra nient’altro che quello che dicono gli insegnanti.

Proprio per questo veniva considerato un modello sperimentale perché non tutte le famiglie volevano questa tipologia di didattica.

Il collegamento alla Rete della Scuola

L’altro problema è la rete della scuola che abbiamo dovuto potenziare.

Alessandro: proprio in prospettiva a quello che propone la ministra Azzolina ovvero di avere metà alunni in classe e metà alunni a casa Dovremmo ripensare anche tutto il materiale che serve per fare la didattica a distanza non ultimo la connessione per connettere le webcam le Lim i computer ovvero tutto ciò che serve a fare didattica sia in classe ma anche da trasmettere verso gli studenti che invece rimangono a casa.
Per chi non lo sapesse, per sintesi, dico che la scuola non ha un contratto diretto con Telecom ma ce l’ha il comune che è il proprietario dell’immobile quindi in una didattica distanza è prevedibile che la scuola si stacchi dal Comune e si prenda una propria linea telefonica potente e stabile. nonché cablare poi tutte le classi perché se questa sarà la scuola di settembre Oggi siamo a maggio e quindi i tempi sono molto stretti.

Annalisa defunti classi troppo piccole per dividerle in due sembra una prospettiva un po’ troppo ottimistica probabilmente se vogliamo andare verso in direzione dovremmo dividere in tre gruppi nell’asse, perché ogni scuola è un mondo a parte con una costruzione come immobile diversa una dall’altra.

Massimo: anch’io trovo molto velleitario questa proposta dei turni doppi turni o tripli turni. pensare di fare una lezione sincrona ovvero alcuni ragazzi in classe e altri a casa per un insegnante solo è assolutamente difficile da pensare.

Fabio: guardarsi una lezione registrata Quanto funziona rispetto a una lezione fatta dal vivo e quali idee portiamo nella scuola di domani per esempio poter assistere ha la lezione di un professore molto lontano ma che reputo estremamente interessante come potrebbe essere Barbera.

Alessandro: pensiamo al ragazzino o ragazzina che si infortuna ad un piede e non può andare a scuola per una settimana in questa maniera potremmo far sì che non perda Nessuna lezione a scuola.

Un laboratorio robotico nella Scuola

Giuseppe: io la vedo come una possibilità da cogliere. Io per esempio vedo come opportunità il coding con Classroom e Mblock Piattaforma che parte da Scratch, vedo insegnanti che riescono a fare grandi cose,  mirabolanti.

I bambini della classe primaria editano questo programma e poi lo rimandano indietro tramite classroom, sono strumenti per loro normali.

Il prossimo anno cercheremo di fare un laboratorio di robotica, ma dovrebbe essere la scuola ad avere l’autorità per dire cosa fare e cosa no della tecnologia invece di lasciare alla singola iniziativa di qualche docente o di qualche genitore.

Massimo Boscherini: Sicuramente io e miei colleghi abbiamo creato talmente tanti contenuti che comunque potremmo sempre riutilizzare condividere con i miei studenti.
Per me la scarsa velocità è poca importante da un punto di vista di trasmissione dei dati perché se non fai una lezione in diretta ti basta una piccola connessione per poter seguire un video.

Annalisa: sono d’accordo sul richiedere e avere linee precise su come si deve muovere la scuola come scelte.

Per me rimane centrale il concetto della formazione , bisogna dire che il Ministero aveva investito tantissimo sulla formazione dei docenti, Il problema è che i docenti non sono obbligati alla formazione  e tu vedi che gli insegnanti motivati sono sempre i soliti.
come vedete in questa esperienza tutti sono dovuti più o meno aggiornare o un po’ formare a torto collo Ovviamente non è la stessa cosa che la formazione fatta in maniera programmata.
un aspetto positivo che salvo Da questa esperienza: gli insegnanti dei piani didattici personalizzati, consente più facilmente di seguire lo studente che tiene poco o male l’attenzione con la Dad ci riesce meglio. Perché non sta  6 ore a scuola a sedere, può fare delle pause e i suoi tempi sono più adeguati.
Può essere un punto di riflessione sui corsi di recupero.

Alcune domande scomode sulla scuola

Alessandro: alcune domande scomode.
– Alcune o alcuni insegnanti hanno detto che a marzo il programma didattico era finito e quindi non c’era altro da aggiungere
–  Ci sono classi dove i compiti vengono assegnati e viene lasciato alle famiglie il compito della correzione

  • Ci sono classi dove non viene utilizzato il registro elettronico Ma i compiti vengono assegnati tramite WhatsApp spesso con foto torte e sfocate
  • Insegnanti che dichiarano che non hanno mezzi adeguati per fare lezione come un computer personale o da condividere con un altro membro della famiglia
  • nel nuovo contratto nazionale si potrebbe inserire che ci sia almeno la dotazione minima per fare la didattica a distanza magari prendendo le risorse dai famosi €500 assegnati per la formazione
  •  ci sono scuole dove A distanza di 50-60 giorni gli alunni non hanno mai rivisto i propri insegnanti

Annalisa: La didattica a distanza non è normata,  non è prevista nemmeno del contratto per questo non è prevista nemmeno la formazione ed il preside non ha nessuna possibilità di spingere l’insegnante a questo formazioni.

Ci rimettiamo alla responsabilità dei singoli.

L’investimento ministeriale sulle competenze E sulla formazione c’è stato fino a 2 anni fa quando è stato rinnovato il contratto nazionale.

Lo smart Working e per tutti,  anche i docenti hanno i figli a casa. è tutto si va su il morale sul etico ma non sul normato.
la grande mancanza è la valutazione di fine ciclo, non sappiamo nemmeno come dobbiamo scrutinare e concludere degnamente l’anno del percorso di studi.

Massimo 2 punti Io vivo una realtà diversa perché sono una scuola privata detto questo ti sembra impossibile non riuscire a organizzare almeno una lezione con i ragazzi anche via computer , vero è che ci mancano le indicazioni su come fare i giudizi o dare indicazioni noi ai ragazzi. quanto meno I ragazzi hanno acquisito una Indipendenza digitale in più rispetto a prima. Adesso si possono gestire il tempo in maniera diversa. Per alcuni è stato positivo.

 

Le notizie rilevanti della settimana

In Silicon Valley a causa del coronavirus in questa settimana si rilevano questi dati: nome azienda e numero di licenziati

Eventbrite, 500
Expedia, 3.000
GoPro, 200
Groupon, 2.800
Kickstarter, 140
Lime, 80
Lyft, 982
Opendoor, 600
OpenTable / Kayak, 400
Patreon, 30
TripAdvisor, 900
Uber, 5.400
Yelp, 1.000
Zoox, 120

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