fbpx
tabacchi; firenze;

Il tabaccaio un lavoro onesto

Il Tabaccaio è un lavoro onesto.

Breve Estratto

La mia sincera analisi sulla situazione dei tabaccai e dei ricevitori. Analisi e Soluzioni. Soprattutto rispetto per una Rete Amica.

Ripartiamo da un punto fermo: onestà

Mai avrei pensato di dover iniziare un articolo che descrivesse la mia attività con questa parola: onestà.

Parola di gran moda in questi anni e forse abusata da molti, sicuramente la più corretta nel descrivere la attività del Tabaccaio e del Ricevitore.

Non sapete con quanta sofferenza stia scrivendo questo articolo, di getto, spontaneamente, senza nemmeno riflettere: sarà la rabbia che mi muove.

Ma cosa è successo in questi anni per arrivare a questo punto?

Noi Tabaccai siamo da sempre considerati una categoria di lavoratori al servizio dello Stato, ben voluta dalle persone comuni, le persone che tutti i giorni ci frequentano, stimata dalle Istituzioni. Tutto questo fino a poco tempo fa.

E adesso cosa è successo di così eclatante, cosa abbiamo fatto noi, per subire questi attacchi continui? Nulla.

Non riesco a capire come mai le 50.000 Rivendite di Generi di Monopolio di Stato al servizio dello Stato e della collettività sembrano sia diventate il male da combattere.

Guardate per un attimo questo Logo qui vicino, recita: Reti Amiche.

Questo logo lo ha inventato lo Stato per identificare un percorso sicuro, una rete vendita legale, organizzata, affidabile: una rete dello Stato. I tabaccai

Reti Amiche; tabaccai;

Lo Stato oggi non ci vede più come ultimo elemento della sua rete distributiva di servizi e utilità, il Logo “Reti Amiche” è di pochi anni fa, non dell’altro secolo.
Adesso siamo visti e trattati come semplice bancomat e come i portatori di tutti i mali: l’ultima finanziaria ci ha spremuto fino all’esaurimento delle risorse umane in due tempi: prima a dicembre 2018 e poi con un ritocco a gennaio 2019!
Lo stesso Governo ha dovuto “ritoccare” un aumento già previsto! 

Dall’altro lato le amministrazioni locali ci indicano come il capo di tutti i mali: noi siamo i creatori delle dipendenze da gioco, da tabacco, da vizi, da servizi, da esazione delle tasse, delle bollette e visto che ci siamo è colpa nostra pure il pagare bolli auto, marche da bollo, bollettini ASL e tanto tanto altro.

Fermi tutti! Rimettiamo in ordine le carte.

Parliamo dello Stato.
Prima che lo Stato regolamentasse i giochi in Regime di Monopolio, il Lotto, il Superenalotto, Gratta e Vinci, Scommesse Sportive, Slot e tanti tanti altri giochi in Italia esistevano lo stesso il gioco, ma erano semplicemente a nero.
Esisteva già tutto, ma non era regolamentato.

Tabacco a nero? Ahhh, ma quanta simpatia facevano i banchini delle stecche di sigarette a Napoli o a Milano o a Palermo, non è una questione geografica, ci facevano pure i film sopra (l’altro giorno ho visto Sofia Loren e Marcello Mastroianni proprio in un film che raccontava questo!), poi nella vita di tutti i giorni le forze di polizia venivano uccise per contrastare il contrabbando.

Colpa dei tabaccai? Non credo.

I giochi? Soprattutto per Scommesse, Lotto e Slot esisteva un mercato parallelo a nero con tanto di tabelle maggiorative: un ambo in ricevitoria paga 250 volte la cifra giocata (anzi con le super finanziarie e prelievi straordinari siamo a 235 volte) e lo stesso ambo al gioco nero veniva pagato 280 volte, ma anche 300 volte. Non c’erano tasse e regole da rispettare.

Negli anni lo Stato italiano ha saputo intervenire, regolamentare e poi controllare il territorio, tanto che da tutta Europa venivano da noi ad imparare il Sistema di controllo.

E poi cosa è successo?

Una parte dei giochi e delle scommesse sono state derogalementate e date a chiunque: bar con le slot e gratta e vinci, ma anche call center con gratta e vinci e giochi, negozi di casalinghi col superenalotto e aiutiamo i poveri giornalai dando loro una parte dei giochi e così via facendo fino a giungere all’ online. Fine dei controlli.

Le colpe dello Stato: il coraggio di dirlo

Per chi mi legge ricordo cosa non ha fatto lo Stato, il mio datore di lavoro.
– ha sanato una multa di 98 miliardi di euro hai concessionari delle slot
– ha impiegato 5 anni a dirci se la Sigaretta Elettronica dovesse essere venduta dalla sua rete di tabaccai, dalle farmacie (come chiedeva il professor Veronesi) o da chiunque.
Ha deciso di non decidere facendo un pastrocchio incredibile con una deregolamentazione che lascia alquanto perplessi.
– adesso è la moda della cannabis: possiamo o non possiamo venderla noi Tabaccai? E’ nociva si o no? Perchè se la mettono alcuni tabaccai vengono sanzionati e chiusi perchè “surrogato del tabacco” e se le vendono senza controllo i negozi automatici va tutto bene?
– perchè se c’è una vertenza verso i grandi Concessionari non si schiera mai con la sua rete vendita?

Le nostre proposte

Vogliamo rimanere quella Rete Amica che dice “NO, non ti vendo le sigarette se hai meno di 18 anni” (mi capita tutte le mattine).
Vogliamo essere noi l’occhio dello Stato sul territorio per i prodotti nocivi e per i giochi nocivi.
Noi facciamo i controlli e noi abbiamo chiesto molte volte di introdurre su tutti i giochi l’inserimento del codice Fiscale col chip.
Noi sappiamo dire di NO.

Ah i giochi!

Qualcuno pensa che sia una spina nel fianco di noi tabaccai: nulla di più sbagliato.

I giochi e una Rete

Siamo passati dalla nonna che dettava i numeri del Lotto, ai giochi sul Cellulare, nemmeno al pc che lo devi accendere e stare lì seduto ad una scrivania: il poker, le scommesse, il 10elotto e le slot sono sotto l’ombrellone, sono nel letto, sono in ufficio.

Lotano da me pensare ad uno Stato che faccia della censura la sua arma, perchè torneremo al medioevo, torneremo al Lotto a nero, il tabacco a nero e tanto altro a nero.

Tutto si affronta con cultura, informazione e controllo.

Si deve intervenire in questo settore seguendo il buonsenso e la omogeneità degli interventi sul territorio.

Il Governo Gentiloni ha diminuito di 1 terzo le slot presenti sul territorio: da 400.000 a circa 250.000. Bene.
Noi avevamo indicato anche il secondo passo da fare: meno punti gioco, significa più controlli.
Togliere le slot ai circoli ricreativi e lasciarli ai punti di “Generi di Monopolio di Stato” per esempio.

Non far vendere i Gratta e Vinci a chiunque sul territorio, ma solo ai punti vendità di Generi di Monopolio di Stato.

Distingui tra bisogni reali e desideri artificiali e controlla i secondi.
(Mahatma Gandhi)

Prendo in prestito la frase di Gandhi e faccio la mia conclusione:

Controllare il desiderio artificiale è necessario, controllare i giochi e i giocatori è necessario, ma il bisogno reale va educato, guidato, non represso; la libertà delle persone di agire va guidata, ma non va mai repressa.

Perchè oggi chiudiamo tutti i luoghi dove fisicamente si gioca e chiudiamo anche l’online chiede qualcuno. Siccome ti fanno male ti toglieremo il tabacco, il vino; non parliamo di burro e margarina che sono nemici della salute, quindi via salumi e carni rosse,  la tv bene bene non fa, i libri distraggono…. ed ecco a voi una Stato Totalitario.

Educare sì, guidare perfetto, reprimere proprio no.

Il Signor Sotto vuole essere un piccolo blog dove l’economia e tutto ciò che le ruota intorno viene spiegata in maniera semplice e pratica. Se vuoi aiutarmi in questo progetto puoi fare 3 cose:
1) scrivimi a [email protected] per produrre articoli, suggerimenti, richieste di argomenti o segnalarmi qualcosa
2) donare 5 euro al mio blog per sostenre le spese vive dei computer, dei server, della grafica, ect
3) semplicemente iscrivendoti alla mia newsletter e condividendo i miei articoli su Facebook o Twitter.

Comunque Grazie di avermi dedicato il tuo tempo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares