Riporto fedelmente quanto appreso da un social della Citta di Firenze, una storia molto molto interessante: la partecipazione femminile al primo Consiglio Comunale di Firenze nel post seconda guerra Mondiale
” 28 novembre 1946, prima seduta del Consiglio Comunale dopo la fine della guerra. Siedono, per la prima volta nei banchi del Consiglio, nella Sala dei Duecento, sei donne.
Le elezioni amministrative avevano visto una alta partecipazione femminile al voto (l’89% delle aventi diritto) e per la prima volta le donne potevano far sentire la loro voce, “prendere la parola” in una assemblea, mettere al servizio della città le loro competenze e la loro passione politica.
▪ La più votata fu Bianca Bianchi con 5914 preferenze, prima degli eletti del suo partito, il PSIUP; laureata alla facoltà di magistero, alle spalle aveva una breve ma intensa partecipazione alla Resistenza che la portò a maturare la decisione di intraprendere la strada della politica attiva. Fu anche una delle 20 donne elette in Assemblea Costituente.
Ricoprì la carica di vicesindaco nella legislatura che prese il via nel 1970, con l’amministrazione di Luciano Bausi.
▪ La più anziana del gruppo era Dina Nozzoli Bitossi, aveva 48 anni quando fu eletta consigliera per il PCI. Durante il fascismo era stata arrestata e aveva scontato cinque anni di prigione per attività sovversiva. Accanto all’impegno come consigliera affiancò quello nel sindacato, in difesa delle lavoratrici.
▪ Lucia Banti fu eletta nelle file della Democrazia Cristiana con 2503 preferenze; figlia dell’illustre anatomopatologo Guido Banti, proveniva dalla gioventù femminile dell’Azione Cattolica cui dedicò gran parte della sua giovinezza e partecipò alla Resistenza come staffetta. Come consigliera offrì il suo impegno al settore dell’assistenza e dell’intervento nel sociale, forte anche della sua esperienza nel Centro italiano femminile, associazione cattolica molto attiva anche a Firenze.
▪ Eleonora Turziani, nonno garibaldino e padre socialista, partigiana durante la Resistenza, laureata in pedagogia, aveva 38 anni quando fu eletta tra i consiglieri comunisti con 2987 voti di preferenza. Di questa esperienza fece tesoro quando, nel 1951, divenne la prima donna in Italia a ricoprire la carica di Sindaco, nel Comune di Scandicci.
▪ Albertina Formigli Pistolesi, figlia di operai e lei stessa ben presto entrata in fabbrica, era stata eletta nelle file del Partito Comunista con 2737 preferenze. Attiva nell’organizzazione clandestina durante il fascismo, seppe con raro equilibrio unire l’impegno politico alla cura degli affetti familiari, i due cardini della sua esistenza. In Palazzo Vecchio, nonostante i rari interventi in Consiglio, si occupò attivamente dei problemi della scuola e dell’assistenza all’infanzia.
▪ Elena Ricci, eletta per il Partito Comunista, laureata in fisica (unica donna a laurearsi in questa disciplina nell’anno accademico 1934-35), quadro tecnico alle Officine Galileo: fu proprio in fabbrica che maturò la scelta di entrare nella Resistenza facendo parte della cellula clandestina di fabbrica del PCI. La sua vita continuò a essere legata alla Galileo anche dopo la fine della guerra, con una intensa attività politica e sindacale alternata all’impegno rigoroso e costante di consigliera. I problemi delle donne (le situazioni familiari, le difficoltà sul lavoro e per l’emancipazione) furono al centro della sua attività in Consiglio.
Elena Ricci fu l’unica delle prime elette a partecipare alla successiva legislatura, quella guidata da Giorgio LaPira.
Feel Florence Firenze Patrimonio Mondiale – Unesco –