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Detrazione spese per il trasporto pubblico

Breve Estratto

Mezzi Pubblici: è POSSIBILE detrarre il costo dell'abbonamento. Ecco una piccola guida.

Detrazione spese per il trasporto pubblico: come fare ed a quanto ammontano

Quotidianamente siamo costretti ad affrontare delle spese necessarie che non sono sempre legate a nostre scelte e sono molte volte addebitabili a costi indispensabili per vivere la nostra quotidianità.

Tra queste rientrano quella legata agli spostamenti da affrontare per le situazioni più disparate come, quella di recarsi a lavoro oppure al luogo di studio o semplicemente spostarsi per fare la spesa o per visitare dei parenti.

Molte volte questo tipo di spostamento, essendo ripetuto durante l’arco della giornata e/o della settimana o del mese impone di sottoscrivere un abbonamento che può risultare oneroso, se calcolato a consuntivo a fine anno.

Dunque, sia per agevolare parzialmente i cittadini che per spronare i cittadini all’uso di mezzi di trasporto pubblico ovvero di massa, in virtù della documentata riduzione dell’inquinamento che questi mezzi di trasporto generano per quanto concerne le emissioni di gas serra se paragonati ai medesimi spostamenti da parte dei cittadini ma eseguiti dai singoli ma con mezzi di locomozione personali, lo Stato Italiano, con la manovra valida a partire da Gennaio 2018, consente di portare in detrazione tali spese alla sola condizione che queste siano esclusivamente correlate a qualsiasi forma di abbonamento a qualsiasi tipologia di mezzo di trasporto pubblico.

Condizione ed esclusioni

Condizione imprescindibile dunque per poter usufruire di questo bonus (nel particolare si tratta di una detrazione da portare in riduzione delle tasse da versare nelle casse statali) è che debba trattarsi di un abbonamento almeno settimane/mensile (quindi non ad ore) e che debba essere intestato ad uno dei familiari a carico del dichiarante o al dichiarante stesso.

Sono esclusi da questa forma di incentivo tutti gli abbonamenti ad ore oppure gli abbonamenti misti che offrono, oltre al trasporto pubblico, ulteriori servizi a corredo e tutti quelli abbonamenti che il datore di lavoro liquida in busta paga al lavoratore come benefit aziendale. 

Limiti, tetto e percentuale detraibile

Come per tutto il resto delle detrazioni applicabili per i contribuenti che eseguono la dichiarazione dei redditi, per le quali potete trovare approfondimenti su diversi siti come ad esempio www.730precompilato.it, anche questa è soggetta ad una percentuale massima che si può portare in detrazione che è il 19% della spesa totale sostenuta.     

Questa detrazione, seppur nata con uno proposito elitario che è quello di ridurre l’inquinamento mediante la riduzione degli spostamenti mediante mezzi di trasporto personali,  rappresenta un provvedimento pioneristico in tale ambito, ha un deficit non trascurabile nel tetto di spesa massima detraibile che risulta pari a 250 euro; tale spesa abbraccia tutti i componenti del nucleo famigliare del dichiarante, quindi si può concludere che questa sia abbastanza timida e poco incentivante (l’uso di mezzi di trasporto pubblico induce dei sacrifici da affrontare che non sempre possono risultare ripagabili da un provvedimento di questa portata) .

Infatti tale cifra è quella che copre le spese per il trasporto di un singolo componente del nucleo familiare, mentre se si dovesse considerare una famiglia media italiana, costituita da 4 componenti, la spesa si aggirerebbe intorno alle 1000 euro.

Inoltre questo tipo di provvedimento diventerebbe interessante ed otterrebbe effettivamente il fine che si pone se si potesse portare in deduzione sull’imponibile l’intera cifra spesa…la differenza sarebbe sostanziale e molte persone, a costo di dover affrontare qualche sacrificio convertirebbero il loro stile di vita prediligendo gli spostamenti di mediante i mezzi di trasporto pubblico.

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