Credo sia di interesse collettivo la risposta al Question time proposto dalla Consigliera Comunale e Capo Gruppo Del Re per Firenze Democratica, da parte della Assessora Caterina Biti.
La trascrizione è per lo più fedele a quanto voluto dire, nel caso ci siano errori sono pronto a correggerli.
“In merito alla realizzazione della cabina elettrica primaria del Sodo, in risposta al primo quesito: no, la sottostazione del Sodo non è a rischio, poiché le opere sono state rese compatibili nel corso della Conferenza dei Servizi regionale. Non vi è quindi alcun timore riguardo all’eventuale realizzazione della sottoattraversamento del Sodo.
La documentazione relativa alla valutazione e mitigazione degli effetti ambientali è interamente allegata alla Istanza di Autorizzazione Unica con protocollo 381549 del 28 novembre 2023.
Nell’estate del 2024, la Conferenza dei Servizi è stata indetta successivamente alla VIA del procedimento, comunicata dalla Regione Toscana in data 28 novembre 2023. All’interno della Conferenza dei Servizi, la Direzione Urbanistica, come già espresso in più occasioni, si è pronunciata due volte con parere tecnico di non conformità rispetto ai propri strumenti urbanistici. Tale non conformità, come noto, è stata rilevata poiché in quel momento erano vigenti il Regolamento Urbanistico e le salvaguardie del Piano Operativo adottato nel marzo 2023.
La non conformità è stata quindi espressa in entrambe le occasioni, come ho avuto modo di ribadire non solo in quest’Aula ma anche direttamente al Comitato e in altre sedi.
La Regione, proprio in virtù di tale non conformità rispetto ai nostri strumenti urbanistici e considerando l’opera come servizio essenziale, ha deciso di procedere con una variante che, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica, prevale anche sui nostri strumenti urbanistici.
Relativamente al verde, l’area non era censita in quel momento come verde di connettività ecologica – lo ribadisco perché già emerso – in quanto tale classificazione è stata espressa successivamente, nel procedimento di conformazione al PIT-PPR, conclusosi dopo l’invio del secondo parere tecnico.
Pertanto, al momento dell’avvio del procedimento, quell’area non era individuata come verde di permeabilità ecologica.
