Ex panificio Militare; mappa; esselunga; firenze;

Ex Panificio Militare – Esselunga: Storia e Futuro

Tutta la storia del Ex Panificio Militare e l'area Esselunga di via Mariti: dal 1930 ad OGGI.

Durante una conversazione con alcuni residenti del Quartiere 5, mentre discutevo del futuro del cantiere Esselunga di via Mariti, ho iniziato a parlare dell'”ex panificio militare” e ho notato immediatamente i loro sguardi confusi e interrogativi.

In quel momento mi sono reso conto che quell’area – dove cinque persone hanno perso la vita durante la costruzione del supermercato – per molti non possiede una memoria storica, ma solo una dimensione contingente: un presente frammentato e un futuro incerto, manca totalemente il passato.

Mi sono venuti in mente alcuni appunti che presi tempo fa, non ricordo in quale riunione, e forse è utile per tutti conoscere la storia di questo cantiere e di questa area e poi ipotizzare un futuro.

Se vi sono inesattezze, ditemelo, che sono pronto a correggere il testo.

Buona lettura

Prima di Esselunga era un Panificio Militare: Caserma Guidobono

Il complesso della ex Caserma Guidobono, edificato nell’isolato delimitato da via Giovan Filippo Mariti, via Ponte di Mezzo, via Giovanni da Empoli e via Giovanni dei Marignolli a partire dal 1926, utilizzato come Panificio Militare fino al 1936 e dismesso definitivamente dalla fine degli anni ‘70, è stato lungamente abbandonato per poi essere oggetto, in più riprese, di numerose ipotesi progettuali finalizzate alla riconversione ad usi e funzioni più consoni al tessuto cittadino circostante nel frattempo sviluppatosi a partire dal dopoguerra.

Saltiamo agli anni 2000

Con DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, Governo Amato II) del 12 settembre 2000 la ex Caserma, allora di proprietà del Ministero della Difesa, è stata inserita nel programma di dismissione previsto dalla legge 448/1998.

Nel 2003 il Ministero della Difesa (Antonio Martino, Forza Italia) ha espresso il proprio assenso alla formalizzazione del trasferimento della proprietà ad un consorzio di privati quali aggiudicatari della miglior offerta ed il complesso è stato definitivamente alienato nel 2007.

Quindi dal Ministero della Difesa direttamente a un consorzio di privati.

Direi che questo è un punto nodale: dal Ministero ad un Privato.

Già nel 2004 la società allora aggiudicataria propose una soluzione progettuale di riqualificazione dell’intero complesso che prevedeva una piazza con attrezzature pubbliche (centro civico) e un mix funzionale con una quota significativa di abitazioni, attrezzature commerciali di piccole dimensioni, uffici e parcheggio interrato.

Pertanto, a partire dalla fine del 2004 il Comune, ha intrapreso una interlocuzione con la proprietà’ coinvolgendo i cittadini in numerose assemblee pubbliche con la partecipazione anche dell’ Università degli Studi di Firenze, con la finalità di addivenire ad una trasformazione del complesso condivisa e orientata al contemperamento delle esigenze del privato con l’interesse pubblico ad aprire alla città un recinto per lungo tempo rimasto inaccessibile.

La proposta progettuale, tuttavia, non ebbe seguito in quanto non era coerente con il Piano Strutturale a suo tempo adottato dal Comune di Firenze, ma soprattutto, resa partecipe la cittadinanza, non trovò un favorevole accoglimento bensì una posizione di forte avversione da parte del Comitato dei Cittadini costituitosi.

Sostanzialmente le richieste avanzate dal Comitato riguardavano la massimizzazione delle aree di pubblica fruizione ed il contenimento della volumetria realizzabile a fronte della demolizione degli edifici esistenti.
In particolare, veniva posto accento sulla realizzazione di spazi a verde di cui l’area era carente e veniva al contempo richiesto un inserimento di funzioni compatibili con il tessuto urbano circostante sia in termini di carico urbanistico che in termini di qualità delle attività da insediare.

2007 inizio del nuovo percorso e contenzioso

Nel corso del 2007 sono state presentate dalla proprietà alcune DIA per la trasformazione del complesso mediante ristrutturazione edilizia, nei confronti delle quali il Comune ha emesso ordinanze di sospensione dei lavori iniziando un lungo contenzioso terminato nel 2010 con Sentenza definitiva del Consiglio di Stato con la quale veniva sancito che il vincolo urbanistico a destinazione pubblica era ancora vigente ai sensi del PRG (Piano regolatore generale comunale), nonostante il passaggio di proprietà intervenuto dallo Stato al privato.

Pertanto, la proprietà avrebbe potuto intervenire esclusivamente a seguito di una apposita variante urbanistica.

2008 e le zone di recupero ed il fallimento

Con deliberazione del Consiglio Comunale n. 2008/C/00088 il Comune di Firenze ha individuato, ai sensi dell’art. 27 della Legge 457/78, come “zone di recupero” le aree destinate ad attrezzature pubbliche esistenti, fra cui anche quella dell’ex Panificio Militare, (sottozone ‘F’ e ‘G’ del previgente PRG) stabilendo altresì l’obbligo di Piano di Recupero qualora si intendesse riutilizzare gli immobili preesistenti già destinati a funzioni pubbliche o di pubblico interesse per destinazioni diverse dalla disciplina generale del PRG.

Successivamente a tale variante, tuttavia, non è stato dato seguito ad alcuna nuova ipotesi progettuale a causa del concordato e conseguente fallimento della società allora proprietaria, intervenuto agli inizi del 2013.

2015: il piano di recupero ed il Quartiere 5 che riduce del 50% l’area

A seguito dell’approvazione del nuovo Piano Strutturale nel 2011 e della sua approvazione del Regolamento Urbanistico nel 2015 è stata confermata la previsione di trasformazione per il complesso dell’ex Panificio Militare: è stata infatti istituita la scheda norma Ex Panificio Militare che prevede la realizzazione della trasformazione tramite piano attuativo, nello specifico un piano di recupero.

La scheda norma ha fatto proprie le numerose istanze sorte dal confronto con la cittadinanza tramite il Consiglio del Quartiere 5, prevedendo una significativa riduzione della SUL (superficie utile lorda) di nuova costruzione massima ammissibile rispetto alla SUL esistente da demolire ed ha altresì prescritto la destinazione di almeno il 50% della superficie territoriale a verde e spazi aperti alla pubblica fruizione.

2015 una nuova proprietà e nuovi parametri

La nuova proprietà, nel frattempo subentrata al fallimento nel dicembre 2013, ha presentato a partire dalla seconda metà del 2015 una nuova ipotesi progettuale in linea con la scheda norma del Regolamento Urbanistico che è stata sottoposta ad un lungo e complesso iter di coordinamento al termine del quale è stato definito il Piano di Recupero per l’Ex Panificio Militare.

La scheda norma, passando attraverso una verifica puntuale delle ricadute dell’insediamento della nuova attività sul contesto edilizio circostante, ammette l’intervento di riconversione e riqualificazione del complesso immobiliare nel rispetto dei seguenti parametri:

Tipo di intervento: Ristrutturazione Urbanistica:

  • Riduzione della SUL esistente stimata: 10.000 mq a SUL di progetto 8.000 mq (dotata di parcheggio interrato di mq 16200 su 2 piani), nonché di un giardino (mq. 3.100) con parcheggio di superficie (mq. 2.015 per 60 posti auto) a servizio della cittadinanza in quanto da sottoporsi all’uso pubblico perpetuo.
  • Destinazioni d’uso di progetto: commerciale relativa alle medie strutture di vendita 100%

Continua l’osservazione e la definizione dal Quartiere e dal Comune

L’intervento è soggetto comunque ad altre nuovi e seguenti prescrizioni:

  • compatibilità con il contesto in relazione al carico sulla rete infrastrutturale: la verifica deve contenere uno studio trasportistico a livello di microsimulazione che valuti in base alla movimentazione merci/utenza attesa l’incremento di carico sulla viabilità esistente con particolare attenzione all’incrocio Via G.F. Mariti/Via del Ponte di Mezzo al fine di individuare la migliore soluzione di ingresso e uscita dalla struttura commerciale
  • analisi del fattore di disagio/disturbo in relazione all’inquinamento acustico generato dalla attività sulla residenza presente
  • superficie di vendita massima: 2.500 mq
  • collocazione dell’edificio destinato alla media struttura di vendita commerciale nell’area di concentrazione parte sud del lotto tra via dei Marignolli e Via da Empoli [ndr come richiesto dalla cittadinanza]
  • ubicazione di spazi pubblici nella restante parte dell’area (area verde).

Nel rispetto delle prescrizioni sommariamente citate, è stato adottato e poi approvato il Piano di Recupero AT 10.03 Ex Panificio Militare [adozione DGC n. 2018/G/00693 del 28.12.2018; approvazione DGC n. 2019/G/00242 del 14.05.2019].

Dal 2020 convenzione e opere annesse

Nel febbraio 2020 viene sottoscritta la convenzione tra il Comune e la Società Villata SpA che impegna la medesima, oltre che alla realizzazione della nuova struttura commerciale dotata dei necessari parcheggi di relazione interrati, anche delle seguenti opere finalizzate a implementare gli spazi collettivi della zona e attuare significativi miglioramenti della viabilità circostante l’intervento.

In particolare, in metà dell’area dell’ex panificio, è prevista:

  • l’ubicazione di un’area a verde attrezzato di circa mq 3.000 mq,
  • parcheggio a raso di circa 2.000 mq per 60 posti auto dedicati ai residenti, ambedue liberamente fruibili dalla cittadinanza la cui realizzazione è a totale carico dell’operatore.
  • la ridefinizione delle sezioni stradali e l’introduzione di nuove Rotatorie

Da sottolineare

  • la risistemazione di Via Mariti
  • la realizzazione di un nuovo percorso ciclopedonale, consentirà il collegamento tra due tracciati della tramvia (T1 e T2) e la continuità tra la pista ciclabile di viale Redi e quella di viale Morgagni assicurando così un importante tracciato di attraversamento percorribile in sicurezza
  • La riqualificazione dell’area del giardino lungo il Terzolle (ATs 10.16 – dietro Strizzi Garden), già realizzata.

Gli impegni assunti dall’operatore ammontano ad un totale complessivo di opere pubbliche da realizzare [a scomputo e oltre lo scomputo] di euro 2.300.000, oltre al versamento di euro 400.000 quale contributo per la realizzazione del ponte per l’attraversamento ciclo-pedonale del torrente Mugnone.

La tragedia 14 febbraio 2024 ore 9:00

Luigi Coclite,
Mohamed El Ferhane,
Bouzekri Rahimi,
Mohamed Toukabri,
Taoufik Haidar

Il 16 febbraio 2014 pochi minuti prima delle ore 9 la tragedia che vede la morte di 5 operai, usciti di casa per lavorare e che lasceranno le loro famiglie piene di solo dolore e ricordi.

Cosa avverrà di questa area e di questo cantiere non è ancora detto e fin quando la magistratura non scioglierà tutte le analisi e le riserve è anche difficile fare ipotesi concrete.

Sono intimamente convinto che soltanto un dialogo costruttivo e sincero tra tutti gli attori coinvolti potrà restituire quel senso di pacificazione di cui la comunità ha urgente necessità.

Continuerò ad aggiornare questo articolo ogni volta che sarà necessario.

Comunicato Stampa del 12 marzo 2025: “Via Mariti e il comparto ex panificio militare. Graziani (Presidente Commissione ambiente) e Pampaloni (Presidente Commissione urbanistica): “Lasciare sul territorio una traccia indelebile per ricordare la tragedia accaduta” QUI

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2 risposte

  1. Per una storia più completa e rispondente alla realtà e complessità di tutte le vicende intercorse a partire dalla mancata prelazione esercitata dal Comune sull’area dell Ex Panificio Miltare (Ex Caserma Guidobono),
    consultare il sito http://www.coexpami.it (vedi in particolare la pagina “Diario di Bordo” del Comitato Ex Panificio Militare, che dal 2004 si impegna per migliorare la vivibilità della zona e ostacolare le speculazioni edilizie.

    1. Salve, la mia è una bacheca aperta e pubblico anche il vostro intervento, ma credo che sia più corretto qualificarsi almeno con un nome e un cognome come referente.

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