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Firenze Rigenera, il Piano Città degli immobili pubblici in Commissione urbanistica

La Commissione 3 “Territorio, Infrastrutture, Urbanistica e Patrimonio” del Comune di Firenze ha approfondito il 10 giugno 2026 il “Piano Città degli immobili pubblici”, l’accordo tra Comune, Agenzia del Demanio e Università degli Studi di Firenze. In aula l’assessore al Patrimonio Dario Danti e la direttrice della direzione Patrimonio Immobiliare Francesca Pascuzzi, davanti al presidente della commissione Renzo Pampaloni e al capogruppo PD Luca Milani.

Il piano individua un primo portafoglio di 17 grandi contenitori urbani, 15 statali e 2 comunali, da sottrarre alla rendita immobiliare e restituire alla collettività con funzioni pubbliche e di servizio. Il coordinamento è affidato a un Tavolo Tecnico Operativo che, secondo quanto illustrato in commissione, può integrare l’elenco nel tempo.

I 17 immobili e le destinazioni

Tra gli interventi annunciati nell’audizione:

  • ex caserma Perotti: nuovo Polo della sicurezza;
  • ex caserma Redi, via Venezia: nuova sede della Corte dei Conti;
  • ex caserma Quarleri a Sesto Fiorentino: edilizia sociale, studentati e Polo Archivistico;
  • complesso Le Cascine: parziale permanenza della Facoltà di Agraria e nuovi servizi per studenti;
  • ex caserma Vannini: espansione del Museo Marino Marini;
  • antico complesso dello Spedale di San Matteo: riorganizzazione degli accessi alla Galleria dell’Accademia;
  • Villa Bardini: concessione culturale estesa fino a cinquant’anni;
  • caserma Mameli (Arma dei Carabinieri) e Palazzina Grilli (Polizia di Stato): mantenimento dei presidi territoriali;
  • ex complessi privati di via Panciatichi e viale Belfiore: rifunzionalizzazione pubblica;
  • compendio di Piazza del Carmine: recupero a fini amministrativi, con ambienti già pronti per nuovi uffici pubblici;
  • complesso colonico della Certosa del Galluzzo: rigenerazione a consumo di suolo zero;
  • la Riottosa: concessione al Terzo Settore come laboratorio di comunità.

I dieci assi di sostenibilità

Il presidente Pampaloni ha sottolineato che il Tavolo Tecnico Operativo non si limiterà a una valutazione logistica, ma monitorerà ogni immobile con dieci assi strategici di sostenibilità: rigenerazione a consumo di suolo zero, neutralità e resilienza climatica, efficienza delle risorse, transizione energetica, mobilità sostenibile, inclusione sociale, accessibilità, salvaguardia dell’identità storico-culturale. “Siamo davanti a un modello di pianificazione rigoroso e all’avanguardia”, ha dichiarato Pampaloni, ricordando che l’elenco dei 17 immobili “non è un pacchetto chiuso”.

La posizione del gruppo PD

Per il capogruppo del Partito Democratico in Palazzo Vecchio Luca Milani, il piano segna “un cambio di paradigma”: “Non si parla più di dismissioni o alienazioni, ma di valorizzazione coordinata con le istituzioni pubbliche che risponda ai bisogni reali della cittadinanza”. Milani ha indicato come priorità l’emergenza casa, gli spazi per lo studentato e la vocazione universitaria ed educativa di luoghi simbolo come le Cascine, ribadendo che “il controllo e l’indirizzo di queste trasformazioni devono rimanere saldamente in mani pubbliche”.

Dove si trovano gli immobili

Il comunicato del Comune indica la localizzazione di alcuni interventi: l’ex caserma Redi è in via Venezia, l’ex caserma Quarleri si trova a Sesto Fiorentino, gli ex complessi privati sono in via Panciatichi e viale Belfiore, il compendio del Carmine è in piazza del Carmine, la Certosa è al Galluzzo. Per gli altri immobili la fonte non specifica l’indirizzo puntuale.

Parlo di Intelligenza Artificiale e di Firenze

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