Un pomeriggio ho fatto una cosa che consiglio di provare almeno una volta: ho aperto un’intelligenza artificiale e le ho chiesto, senza girarci intorno, «come miglioreresti il Quartiere 5 di Firenze?».
Non perché mi aspettassi la soluzione in tre righe, ma perché è proprio questo il punto su cui provo a essere utile: non spaventarsi dell’AI, non innamorarsene, usarla come un attrezzo. Le ho dato il contesto del quartiere, da Rifredi a Novoli, da Careggi a Le Piagge, e l’ho lasciata lavorare. In pochi secondi mi ha restituito una lista ordinata. Eccola com’era e poi cosa ne penso sinceramente.
verde · tramvia · anziani a Careggi · giovani a Novoli · Le Piagge · piazze · sicurezza
È realistico? · Quanto costa? · Tiene conto delle persone?
Cosa ha proposto l’AI
- Il verde come cuore vivo: più cura del Parco di San Donato a Novoli, ombra, fontanelle, manutenzione, un collegamento ciclabile verso Rifredi.
- La tramvia sfruttata meglio: navette di quartiere verso le fermate, più posti bici sicuri vicino alle stazioni.
- Gli anziani attorno a Careggi: punti di sosta e ascolto vicino all’ospedale, trasporto dedicato per le visite, una forma di «portierato sociale» nei palazzi.
- I giovani e l’università di Novoli: spazi per studiare anche la sera, convenzioni con i negozi.
- Le Piagge meno isolate: servizi vicino a casa, presidi culturali, collegamenti più frequenti.
- Le piazze, da Dalmazia in giù: mercati a tema, decoro, locali curati per tenerle vive anche la sera.
- La sicurezza che si vede: più luce dove serve, una via rapida per segnalare.
Cosa ne penso io
Leggendo la lista, la prima cosa che ho pensato è che non è stupida: ha preso gli argomenti caldi, gli argomenti che tratto spesso, ha fatto un frullatore, rimasta sul generico e tac! Servita la minestra.
Ottimo questo dimostra ancora una volta che è uno strumento e che evidentemente non pensa.
Alcune idee le porto avanti da tempo, altre sono buoni titoli che saltano il pezzo più difficile: il «come si fa davvero». L’AI parla di tramvia e parchi come se bastasse desiderarli; chi amministra sa che dietro ogni treno, ogni corsa, c’è un costo, un appalto, un equilibrio con altre priorità. È lì che la macchina si ferma e comincia il lavoro umano.
Sul resto, due cose mi hanno colpito più delle altre. La prima sono gli anziani attorno a Careggi: come se gli anziani di un quartiere gigante fossero tutto messi vicino a Careggi.
L’idea di base è stata “metto la parte fragile, l’anziano, viciono al punto di assistenza.”
La seconda è Le Piagge: l’isolamento non si risolve con uno slogan, ma con servizi veri e con la presenza costante di chi rappresenta le istituzioni e rispetto a 30 ma anche a 20 anni fa le Piagge non sono un “quartiere nuovo e isolato”. La città cresce e con essa tutti i servizi di territorio.
Dove l’AI ha mancato del tutto è la cosa più semplice e più importante: le persone. Non ha parlato di ascolto, di chi raccoglie le segnalazioni, di chi risponde quando un cittadino scrive. Un quartiere non si migliora con una lista di interventi, si migliora con qualcuno che quella lista la prende sul serio, uno per uno.
Il punto
Questo esperimento dice una cosa sola: l’intelligenza artificiale è un ottimo punto di partenza e un pessimo punto di arrivo. Genera idee in fretta, aiuta a non dimenticare nulla, ma non sa cosa è realistico, non conosce i conti, non conosce le persone. Il mio mestiere, da quando sono in Consiglio di Quartiere, è proprio questo: prendere le idee, anche quelle di una macchina, e passarle al setaccio della realtà. L’AI propone esattamente come fanno i cittadini. Tocca a noi decidere cosa è giusto, cosa è possibile e in che ordine.
E voi, una cosa sola del Quartiere 5 che cambiereste domani mattina, quale sarebbe? Scrivetemela. Le idee migliori, quelle vere, non le ho mai trovate in un programma: le ho sempre trovate parlando con chi ci vive.
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