A Prato è nato il “Textile Hub” di Plures, il primo impianto toscano per il recupero e la valorizzazione dei rifiuti tessili. La struttura utilizza intelligenza artificiale e sensori a infrarossi per selezionare abiti a fine vita e scarti di produzione, da destinare al riuso o ad altre filiere di recupero.
Un impianto per l’economia circolare tessile
L’obiettivo dichiarato è trasformare i rifiuti tessili in nuova risorsa, sostenendo l’economia circolare applicata alla filiera del tessile, settore storicamente centrale per il distretto pratese. Grazie alla tecnologia a infrarossi abbinata all’intelligenza artificiale, l’hub è in grado di riconoscere e separare i materiali in modo automatizzato, un passaggio chiave per rendere efficiente il recupero su larga scala.
I numeri dello stabilimento
Secondo quanto riportato, l’impianto può lavorare ogni anno 33mila tonnellate di materiale tessile. L’investimento complessivo è stato di 31 milioni di euro. Lo stabilimento darà lavoro a 50 addetti.
- Capacità di lavorazione: 33mila tonnellate l’anno
- Investimento: 31 milioni di euro
- Occupazione: 50 addetti
- Realizzatore: Plures
Cosa manca ancora da sapere
La fonte non indica l’indirizzo esatto dello stabilimento a Prato, né la data di inaugurazione o l’avvio effettivo delle attività. Non sono inoltre specificati orari di funzionamento o modalità di conferimento dei materiali per aziende e privati. Non appena disponibili, questi dettagli potranno essere aggiunti.
Perché riguarda anche Firenze
Prato e Firenze condividono un bacino industriale e logistico strettamente connesso, soprattutto nella filiera tessile e del riciclo. Un impianto di questa portata può avere ricadute anche sul fronte occupazionale e ambientale per l’intera area metropolitana, non solo per il territorio pratese.