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5×1000 a Firenze

L’intelligenza artificiale nei servizi del Comune di Firenze: cosa c’è già oggi

Dall’8 giugno 2026 il Comune di Firenze ha un dipendente che non dorme mai: si chiama FestinaLente, risponde in 13 lingue, lavora 24 ore su 24 e copre tutti i servizi del portale comunale. È un chatbot, cioè un assistente basato sull’intelligenza artificiale con cui si chiacchiera per iscritto. Il nome è una garanzia di fiorentinità: festina lente, «affrettati lentamente», il motto della tartaruga con la vela cara a Cosimo I.
Ecco, per giudicare l’intelligenza artificiale del nostro Comune quel motto è perfetto: qualcosa si muove davvero, ma con la calma della tartaruga.

Cosa fa già, davvero la chat del Comune di Firenze

FestinaLente è partito in sordina a settembre 2025, come esperimento sul cambio di residenza (una pratica da 24.000 richieste l’anno).
I numeri del rodaggio sono onesti più che trionfali: un migliaio di sessioni, qualche centinaio di conversazioni vere. E va detta con chiarezza una cosa: il chatbot dà informazioni, spiega, orienta, ma non completa pratiche e non prenota appuntamenti. Per quello servono ancora le mani umane, le tue o quelle di uno sportello.
Ovviamente questa è la prima versione, in futuro aumenterà le competenze. Mai a briglia sciolta.

La parte più interessante, però, lavora dietro le quinte. Dal 2025 gli uffici usano l’intelligenza artificiale e i cosiddetti gemelli digitali (copie virtuali della città, costruite con dati e immagini) per controllare lo stato del verde pubblico e dell’irrigazione, verificare insegne, dehors e passi carrabili senza mandare un tecnico sul posto, monitorare la mobilità e scovare gli affitti brevi abusivi.

L’assessora all’innovazione Laura Sparavigna, che ha la delega all’intelligenza artificiale scritta nero su bianco (e già questo è un segnale), l’ha messa così: l’AI ci aiuta a rendere Firenze più giusta. Sul fronte affitti brevi, in una città che ne soffre come la nostra, è difficile darle torto.

Cosa è buon digitale, ma non è AI

Poi c’è tutto il resto, che spesso viene raccontato come intelligenza artificiale e non lo è. I cassonetti che si aprono con la tessera A-pass (a Novoli ne sono state consegnate oltre 14.500, e l’attivazione cittadina è partita proprio dalle Piagge) sono ottima elettronica con una control room dietro: le segnalazioni di abbandono si chiudono in poche ore invece che in giorni.

Lo 055055, il centralino del Comune, ha gestito 315.000 contatti nel 2024 risolvendone nove su dieci: ma lì rispondono persone, ed è un bene. SPID, l’app IO per la TARI, i certificati scaricabili da casa, le prenotazioni online: digitale utile e ormai maturo, niente magia. Distinguere serve a non farsi vendere fumo: non tutto ciò che ha uno schermo è intelligente.

Una nota di orgoglio di quartiere ce la concediamo: il Quartiere 5 è stato il laboratorio di tutto questo. Il progetto europeo REPLICATE, dieci milioni di euro tra Novoli, Cascine e Le Piagge, ha portato qui i primi sensori, i led, le panchine intelligenti, quando «smart city» era ancora una parola esotica. Se Firenze sperimenta, di solito sperimenta da queste parti.

Come Consigliere di Quartiere 5 mi sento pronto a fare la mia parte in questo settore.

Le promesse: il piano 2026-2028

Il futuro sta in un Piano strategico sull’intelligenza artificiale appena adottato, che promette gemelli digitali per l’urbanistica, sistemi per accorciare la burocrazia, cybersicurezza e, la voce che mi sta più a cuore, alfabetizzazione digitale per gli over 65.
Con due paletti giusti: supervisione umana sempre, verifica ogni sei mesi. Sono promesse, e le promesse si giudicano alla consegna. Per dare il metro: Milano dichiara 44 progetti di AI di cui 19 operativi, Roma ha lanciato il suo assistente Julia per il Giubileo, Bologna simula le sue politiche su un gemello digitale.

Firenze non è in testa al gruppo. Ma non è ferma e ha scelto la prudenza dichiarata invece dell’annuncio roboante: da fiorentini, sappiamo apprezzare.

Il punto vero, per chi abita qui, è un altro.
Questa tecnologia funziona se nessuno resta fuori: il chatbot in 13 lingue serve a poco se la signora di Rifredi non ha lo SPID o meglio ancora la nuova Carta di Identità Elettronica e non sa di poter chiedere aiuto agli infopoint digitali nelle sedi di Quartiere.
La tartaruga con la vela, in fondo, insegna proprio questo: la velocità conta solo se arriva tutto l’equipaggio.

Su questo, da consigliere, c’è da lavorare. E se hai provato FestinaLente e ti ha risposto bene o male, scrivimi: anche questa è manutenzione della città.

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