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Piazza di Santa Cecilia, Quartiere 1 Firenze

Dove si trova

Piazza di Santa Cecilia si trova nel Quartiere 1, il centro storico di Firenze, a pochi passi da Piazza della Signoria. È una piazzetta raccolta e nascosta, ricavata all’interno dell’isolato compreso tra Piazza della Signoria, via Vacchereccia, via Por Santa Maria e Calimaruzza, raggiungibile soltanto attraverso il breve vicolo dei Malespini. Oggi vi si affaccia il retro del Palazzo delle Assicurazioni Generali e non resta traccia visibile dell’antica chiesa che le diede il nome.

Un po’ di storia

Il toponimo deriva dalla chiesa di Santa Cecilia, eretta nel IX secolo, periodo in cui si diffuse la devozione verso la martire dopo che papa Pasquale I ne aveva ritrovato le reliquie nell’822. La chiesa è citata in un documento del 929-930 e di nuovo nel 966, ed era una delle antiche pievi medievali di Firenze, una delle quattro del sesto di San Pier Scheraggio.

Nel 1367 l’edificio fu abbassato per consentire l’ampliamento di Piazza della Signoria e venne poi ricostruito a posizione invertita, con l’ingresso sulla piazzetta de’ Malespini, l’odierna Piazza di Santa Cecilia. Nel 1637 l’orientamento fu nuovamente invertito, portando l’ingresso sotto la Loggia dei Pisani per dare maggiore decoro a un luogo descritto come poco rispettabile. Nel 1783, come altre piccole parrocchie, la chiesa fu soppressa e i suoi arredi trasferiti alla vicina Santo Stefano al Ponte.

Piazza di Santa Cecilia e la memoria della città

Dove sorgeva l’antica chiesa di Santa Cecilia, la tradizione vuole che Dante incontrasse Beatrice. In questa piazzetta appartata, nel cuore del centro, nel settembre del 1974 aprì il Tabasco, considerato la prima discoteca gay d’Italia e tra le prime al mondo.

A fondarlo fu il ventiseienne Marcello Salvietti, che ne fece non solo un locale notturno ma anche uno spazio per mostre e cabaret, diventando un protagonista della scena fiorentina e nazionale. Salvietti, morto nel 1986, aprì altri locali cittadini di successo; a distanza di decenni il Tabasco resta segnalato nelle guide come tappa storica.

Spunto dal volume «Firenze ribelle».

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