ragazzi; cellulare; ombrellone;

Sotto col Primo Cellulare

Il primo Cellulare: tuo figlio cresce, ma anche tu

Guida comunicativa galattica per genitori vecchia scuola di “nativi digitali”

Volevo fare una sorta di intervista a un amico esperto in sicurezza del web, Fabio, poi ci siamo confrontati da genitori per la scelta del primo cellulare per mio figlio ed è nato questo articolo a quattro mani.

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Buona lettura.

Poi arrivano di soppiatto i dieci-undici-dodici anni e come per un ancestrale richiamo all’evoluzione digitale nella mente di quel bambino, quasi adolescente, che ospiti in casa, esplode la necessità di disporre di un cellulare.

C’è anche chi ci arriva prima a questo desiderio, chi dopo, ma questo avvenimento traccia una linea dalla quale non si torna più indietro e causa nella mente dei genitori l’aprirsi di una voragine educativa il cui fondo è oscuro e pieno di insidie.


Parliamoci chiaro: un cellulare recente, di fascia media, corrisponde dal punto di vista comunicativo a quello che una F1 rappresenta per le corse in auto: un mostro di potenza e qualità.

Una valanga di domande si affollano nella mente di noi genitori, lasciando ben poche certezze.

Potrebbe essere utile effettivamente un cellulare, ma lo saprà usare?
In fondo va alle medie… Magari ci ascolta un pò di musica… E se poi rimane il solo a non averlo?
Almeno posso sapere dov’è e cosa fa! Ma sarò troppo invadente?

Con queste domande, ma soprattutto con alcune risposte, abbiamo deciso di dare qualche spunto di riflessione ai nostri colleghi genitori.

Come comportarsi? Mollare il colpo senza resistenza? Comportarsi da genitore liberale acquistando un ambitissimo dispositivo di ultima generazione o un modello economico?

Non comprargli il cellulare fino alla terza media – quinta superiore – laurea – post dottorato in ingegneria delle telecomunicazioni?

E dopo come comportarsi? Tempestare di like ogni foto delle capigliature voluminose che presto invaderanno Instagram o ignorarlo?
Inserire un parental control o rispettare la sua privacy? Oppure comportarsi come una mamma-tigre curando questa piaga con lunghe sessioni di studio e musica da camera?

Qualsiasi sia la vostra scelta, sappiate che ci siamo passati anche noi da questi pensieri e che ogni risposta che indicheremo prevede una vostra scelta da condividere o da rifiutare, ma che sono entrambe legittime.

Partiamo da una nostra certezza: non vogliamo e non dovrete correre il rischio di allevare un esponente della “digital-incivility ovvero di un incivile digitale, un barbaro senza controllo, un replicante di comportamenti da censurare; quello di cui avrete bisogno come genitori sarà di tempo, dialogo, pazienza per provare, sbagliare, correggere e verificare.
Perchè senza conoscenza si fanno i maggiori errori in questo settore e gli errori maggiori li possono fare i vostri ragazzi. Errori che difficilmente si possono cancellare.

Proviamo comunque a mettere qualche punto fermo.

Cellulare si – Cellulare no

Fabio ed io ci siamo confrontati e la nostra prima decisione è stata “cellulare sì; il passaggio alle scuole medie comporta automaticamente l’acquisizione di una certa autonomia da parte dei ragazzi (non prima), cambiano abitudini e compagni di classe e quindi sommando tutti i fattori per noi il parere è stato favorevole.
Quindi per noi è un sì al cellulare con una serie di indicazioni.

In prestito

Da un articolo recentemente pubblicato sul Venerdì di Repubblica da Jaime D’Alessandro rubiamo volentieri questa idea: all’inizio il telefono va prestato ovvero il telefono è del genitore e viene affidato al ragazzo. E’ un possesso che sfocia piano piano in una proprietà, si legittimano meglio le molte regole che andremo a mettere e le relative contro misure se queste regole vengono infrante.
L’azione massima di riprendersi il cellulare è più legittimata.

La prima funzione: telefonare!

Non pensate che avere un telefono ed essere un nativo digitale voglia dire non dover imparare nulla del suo utilizzo. E non ci riferiamo alla super funzione di condivisione satellitare delle foto. Parliamo di una banale telefonata.
Diamo per scontato che nostro figlio riesca ad avere una comunicazione efficace per telefono, capendo cosa dire e cosa non dire rispetto alle domande di mamma e papà o del suo interlocutore, ma non è sempre così.

Anzi all’inizio il telefono viene utilizzato come megafono, ovvero il figlio ripete ad alta voce quello che gli dice l’interlocutore: “Mamma è babbo e dice che arriva più tardiiiiiiiii”.

Segue il silenzio assoluto.
E tu che provi ancora a parlare, a dire qualcosa. Nulla.

Quindi iniziamo a insegnare loro le funzioni base del telefono. Non lo diamo per scontato come si effettua una telefonata: come si fa una telefonata con quell’apparecchio, dove si trova la rubrica, come si aggiungono i numeri e così via.

Le altre funzioni: i social

In generale dopo l’acquisto o, ancora meglio, la concessione di un cellulare in disuso, sembra che debba andare da sè l’attivazione di uno o più social network, ancora prima di Internet.

No, ai social Network. Ci vuole del tempo prima di arrivare a quel tipo di comunicazione.

Si attivano i social senza considerare i vincoli minimi di età, senza leggere le regole che sottoscriviamo contrattualmente, senza tenere di conto delle indicazioni della Polizia Postale che sconsiglia l’utilizzo di social sotto i 13 anni!
Se tu genitore sai come funziona Facebook (e noi su molti coetanei nutriamo qualche dubbio) ci sentiamo comunque di consigliare un periodo di prova dopo l’acquisto e di non attivare tutti i servizi!

Al ristorante non mangi antipasto, primo, secondo e dolce tutto insieme.

Supervisione: come farla

Telefono, Social ed Internet dovrebbero essere gestiti con l’aiuto dei genitori considerando che l’interazione ha dei sui modelli e delle sue regole e che questi oggetti sono complessi da gestire,in particolar modo dal punto di vista umano.
E soprattutto lasciano tracce indelebili!

Non accompagnare il nostro ragazzo in questa esplorazione, come per il conseguimento di una patente, significa lasciarlo da solo nel percorso di immunizzazione comunicativa, lasciando a qualcun’altro, i compagni, youtube o peggio, il compito di suggerirgli le risposte che cerca.
Potrebbe essere un percorso doloroso!

Pensate a quanti malintesi avete avuto voi con whatsapp! Ecco mettete lo stesso strumento senza controllo ad un ragazzino o ragazzina. Finimondo arriviamo.

Si, supervisione. Si whatsapp, dopo un po’ di rodaggio coi genitori.
No, non abbondoniamo il neo patentato nei viali, col pieno traffico, alla sua prima uscita.

I genitori non sono gli amici

La Supervisione ci spinge ad affrontare una spina dolorosa per i genitori. Noi non siamo i loro amici o per meglio dire: noi genitori non siamo nel gruppo degli amici che si sono scelti.
Questo comporta da parte nostra la facoltà di controllare il “nostro telefono”, soprattutto quando iniziano a circolare voci su un uso scorretto dei cellulari, ma non dobbiamo essere presenti nelle chat di gruppo dei loro amici.

Lo Specchio magico e pericoloso

Come sempre l’esempio parla più di mille parole.
Incontrare un incivile digitale è ormai molto probabile: si vede utilizzare il telefono in contesti inopportuni come in Chiesa, in Ospedale, durante un incontro privato o a Scuola. Ma si vede utilizzare il cellulare anche in luoghi pericolosi, in cui non si dovrebbe proprio farlo: alla guida di auto, ma anche di moto, in momenti di pericolo di vita come incidenti, esplosioni, valanghe, aerei che precipitano e tu sei il passeggero. Oppure si vede usare il telefono inappropriato: in treno o con voce troppo alta in luoghi pubblici o peggio fotografando incidenti, situazioni pericolose o comportamenti errati. 

Tutto questo passa il messaggio che l’utilizzo del telefono sia sempre possibile e che in qualche modo la rappresentazione a scopo della condivisione venga prima delle persone.
Quindi ben vengano i selfie con i figli, sempre che questo non sia lo specchio di altro e ricordatevi che siete sempre e comunque sotto quegli occhietti vispi e sempre puntati su di voi.

Dialogo: può bastare?

Pensare che un ragazzo con problemi di comunicazione con i genitori possa essere aiutato dall’uso di un dispositivo mobile è una utopia. Avere un buon dialogo è la base per poter pensare di aiutarlo in questo processo di crescita. È un lavoraccio, pieno di errori e passi falsi, ma non ci sono alternative.
Il web non lo aiuterà, il telefono forse anche meno.

Equilibrio

Abbiamo notato che l’utilizzo di un telefono cellulare in un adolescente comporta uno strano fenomeno, ovvero l’amplificazione delle sue storture comunicative. Un adolescente è un cantiere. Spesso utilizza parole o frasi con toni errati o con parole troppo forti rispetto al contesto, tutte cose che si possono correggere facilmente di persona. Non è sempre così facile per chat o anche per telefono. Senza parlare dell’utilizzo che si può fare di foto e video, che molte volte possono provocare danni ben più gravi, se non utilizzati con accortezza.

Lo sapete che ci sono siti che immagazzinano le vostre foto per sempre? E non parliamo di Facebook o Instagram a cui lo avete concesso voi?

Ad amplificare ulteriormente questo fenomeno, l’uso dei social. Far capire che è sbagliato essere Leoni da tastiera e che non si devono sostenere le idee con frasi o parole che non si userebbero mai di persona, augurando sciagure, morte o essendo offensivi.
Rendere i ragazzi dei cittadini digitali e non delle bestie in preda ai propri istinti a cui il web ha solo aperto la gabbia è un compito primario.

Così per i gruppi Whatsapp è bene ricordare ai ragazzi ( e anche a noi ) che è come essere tutti nella stessa stanza: si cerca di parlare uno per volta e senza mettere in difficoltà uno contro tutti gli altri.

Quale telefono dare: apple o android e perchè?

Abbiamo suggerito come primo telefono uno di recupero, uno vecchio della mamma, della zia, di un cugino. Se è lento, è anche meglio. Ci si affezionerà altrettanto lentamente.

Tanto dopo sei mesi inizierà a chiedere se al compleanno o a Natale glielo cambiate.

Ovviamente dovrete scegliere fra le due famiglie: APPLE O ANDROID?

Apple è un Sistema “più chiuso” e quindi più sotto controllo. Pensare che lo renda immune da probabili errori è assolutamente sbagliato. Le App sono più controllate e di maggiore qualità, ma questo non lo rende migliore di Android.

Android fa la sua parte egregiamente soprattutto se vi siete creati una “gmail” ovvero una mail della famiglia di Google: è gratis e ve la consigliamo.

In questo caso il cerchio lo chiudete grazie al “Family Control ovvero il telefono di vostra figlia o figlio chiede sempre a voi una serie di autorizzazioni:

1)Può installare questa app? e siete voi a dire Si o No.
2) Quanto tempo ci può stare? Lo stabilite voi.
3) A che ora va a letto il telefono? Lo stabilite voi dal vostro telefono.

E tante altre funzioni che sono previste almeno fino al compimento dei 13 anni, perchè così vogliono le regole di Google ed Europee.

E, dopo i 13 anni, continuerete il controllo voi o con altri metodi o con altri software che vi indicheremo in un altro articolo, se vi andrà di richiedercelo.

Anche Android non è migliore di Apple proprio perchè è un sistema più aperto.

Discrezione e Controllo

Chiudiamo con questo punto delicato, che abbiamo già accennato qui e là in questo articolo.

Fate col cellulare né più né meno quello che fareste con il diario segreto del vostro bambino, sapendo di dover entrare mettendo le pattine e i guanti perchè là dentro sarà racchiusa gran parte della sua vita e dei suoi sentimenti.

Se poi volete qualche consiglio su qualche parental-control libero o commerciale da poter usare, possiamo fare un post su questo argomento, ma rimaniamo convinti che il miglior metodo sia un intervento del genitore, che è lecito, è ammesso e comunque prudentemente invasivo.

Come vedete non ci poniamo neppure il problema della privacy del ragazzo: è sempre giusto agire, con molta attenzione e rispetto, cercando ancora una volta un buon dialogo.

Per spaventarvi un po’ vi riportiamo questa serie di articoli prima di darvi una dritta importante:

Viareggio: Si scambiano la foto della compagna di classe nuda: sospesi ( QUI )

Treviso: Manda foto della fidanzatina nuda agli amici: denunciati ( QUI )

Torino: Postano sul web foto osè della compagna di classe ma non sono imputabili ( QUI )

Oppure facciamo le cose in grandi per una intera classe: ( QUI )

 

Quale cellulare Comprare e Quali tariffe per ragazzi attivare

Se vuoi scegliere quale cellulare comprare  QUI  è dove te ne presentiamo un paio.

Se invece vuoi qualche tariffa adatta al tuo neofita adolescente con cellulare ecco una pagina con le offerte.  ( QUI )

Ok!!! Ora che vi abbiamo spaventato un po’, ritornate all’inizio dell’articolo dove vi abbiamo detto che Fabio ed io lo abbiamo dato il cellulare ai nostri figli, ma ci vuole molta, ma molta pazienza.

E se vi è piaciuto, ovviamente, ditelo ai vostri amici.

Fabio e Il Signor Sotto

Fabio Pucci; esperto: sicurezza; web;

Fabio Pucci

IT manager, Project Manager, Agile practitioner, Scum Master and Software engineer. Passionate about Lean/Agile, Scrum framework and Agile project management.

la

ATTENZIONE: VI segnaliamo questo numero di telefono GRATUITO 800442299 CHE vi serve per capire se avete servizi a pagamento attivati e con un semplice clik li disattivate.
Purtroppo capita spesso con i giochi per ragazzi.

 800442299

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Comunque Grazie di avermi dedicato il tuo tempo.

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