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Sotto le Offese senza senso, rancori personali: chi lo spiega a mio figlio?

Questo non è un racconto per chi vuole una storia natalizia, quelle col lieto fine. Per gli amanti del finale da film vi dico subito che la Laurenziana Basket Firenze ha vinto di un punto: adesso potete scorrere verso altre notizie. Invece se volete sapere come nasce la violenza contro le donne, come si impara a provare vergogna forse è la volta buona che vi dedichiate 3 minuti.

Come sempre prima i fatti e dopo le mie conclusioni a cui spero seguiranno lunghi commenti.
[TOLGO TUTTI I NOMI DEI PROTAGONISTI PERCHE’ L’ARTICOLO E’ MIO ED E’ UNA MIA INIZIATIVA PERSONALE]

In questi giorni vi ho scritto del bellissimo torneo di Terranuova Bracciolini, 12 squadre di livello nazionale categoria AQUILOTTI 2007, si sono affrontate nel torneo natalizio. Tutti i giorni, tutte le volte abbiamo ripetuto ai bambini di anni 10 “concentrati e divertitevi”. Già perchè senza il divertimento è sport a 10 anni? Perchè senza impegno, concentrazione e sacrificio è sport?

Oggi si è giocata la finale, oggi comunque sarebbe stata una festa, oggi in realtà è stata una pagina di sport vergognoso.
Da un lato Laurenziana Basket Firenze, dall’altro la blasonata Mens Sana Siena: queste due squadre hanno messo in fila squadre di livello come Cantù, Treviso, Bologna e tutte le altre.
Ultima nota queste due squadre si era già incontrate il primo giorno del torneo e la Laurenziana aveva vinto facile 5 tempi a 1, ma grazie a Dio ogni partita riparte da 0 a 0.

Pronti via.

Spalti pieni di tutte le squadre del torneo e dei loro genitori, in campo bambini di anni 10 e due arbitri troppo giovani.
La partita parte tesa, molti falli, molti errori da parte di tutti. Non mancano i cori a favore delle due squadre e qualche urlo agli arbitri, io per primo. Da ex arbitro, posso urlare “passi” oppure “fallo”. Dietro di me c’è la mamma di un arbitro con cui parlo in maniera civile. Lei sosteneva la buona fede del figlio ed io mai mi sarei permesso di dubitarne. Ma sempre da ex arbitro e da ex giocatore, mai, ripeto mai, potrei urlare una offesa contro un giocatore della squadra avversaria o contro un arbitro.

E quindi? E la violenza?

Quando si mandano arbitri troppo giovani per una finale, poi questi posso perdere più facilmente il polso della situazione: centinaia di persone sugli spalti, giocatori tesi in campo hanno creato una pressione non indifferente.
Fallo.
Fischio sbagliato.
La allenatrice della Laurenziana, (ex nazionale, ex giocatrice di Siena) si alza dalla panchina e apre le braccia.
Fine del racconto natalizio, inizio della pagina nera.

L’arbitro si avvicina per parlarle, da dietro un giocatore di Siena, anni 10, dice: “Ma stai zitta e mettiti a sedere“, lo sentono l’arbitro che non prende provvedimenti, lo sente il tavolo dei giudici di sedia con l’organizzazione e non prende provvedimenti, ma ancora più grave lo sente il suo allenatore che fa finta di non sentire. Cosa succede?

Nulla.

Le parole che vengono dalle donne supporters di Siena sono la vergogna non dello sport, ma del genere femminile. Si rinfaccia il passato a Siena della allenatrice di Firenze e si contamina il presente. Si sporca la finale di urla, parolacce e parole indicibili ai bambini.

La partita va avanti in maniera drammatica: gli errori si sommano fino alla somma finale.

Tuitte le bellissime squadre insieme

Il Tavolo non sa fare una somma e al termine della partita non indica un pareggio di tempi tra le due squadre, ma una differenza di 1 punto in più a favore della Laurenziana, dichiara “pari tempi e pari punti” ufficialmente “partita patta si va allo spareggio con un tempo supplementare”.

Il pubblico ulula, indica l’errore. I supporters di Siena non si sentono, a loro va bene così. Il tavolo dei giudici non ascolta nessuno. Dal pubblico ancora offese incredibili da parte di Siena.

Un altro tempo, la Laurenziana vince. Chi se ne frega.
Siamo usciti dal campo vincitori ma umiliati: non dalle ingiustizie arbitrali che fanno parte del contesto, ma dalla grave pressione psicologica del pubblico di Siena e da un allenatore che ha lasciato che l’aggressione continua in campo fosse ritenuta normale.
Chi se ne importa di vincere una partita così quando poi devo passare ore a spiegare a mio figlio che tutto quello che ha visto è indecente?

Conclusioni.
Se la squadra dove gioca mio figlio avesse perso questa partita la mia riflessione avrebbe avuto meno valore.
Ma la squadra di mio figlio ha vinto e allora posso battere il pugno sul tavolo, anzi lo devo fare perchè tocca a me adesso passare ore a spiegare cosa è successo in quel palazzetto. Devo spiegare le offese, le loro origini, la differenza tra errore arbitrale e ingiuria personale. Devo spiegare che l’arbitro può sbagliare, ma che deve anche saper tornare su una decisione sbagliata. Devo spiegare che può non aver sentito o visto qualcosa, ma che è suo compito stare allerta e che se avesse sentito o visto qualcosa deve intervenire. Insomma tocca a me educare un figlio che per una ora non ha capito in cosa si era trasformato il suo gioco preferito.

Ah! per chi non lo avesse capito, questo sport è un GIOCO A 10 ANNI!
No, le offese personali non sono accettabili. Le offese alle donne di una ingiuria talmente grave cosa insegna ai bambini?
Un bambino che in campo non viene ripreso cosa impara?
Che la violenza è vincente?
Che potrà offendere sempre e non sarà mai punito?
L’allenatore che non vede il suo giocatore andare sopra le righe a cosa stava pensando?
La società Mens Sana cosa potrà dire in merito?
Una società crea la sua notorietà e il suo blasone dalle giovanili e non solo con la prima squadra: Mens Sana voi che siete una grande squadra della storia del Basket potete prendere posizione in merito?

Se ami lo sport e se non puoi tollerare la violenza sulle donne, solo perchè sono donne, allora condividi questo post.
Facciamo che Mens Sana prenda ufficialmente posizione.

#menssanarispondi

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