gift; regalo; pacco;

Sotto Traccia: un pacco che ti gira intorno

Breve Antefatto

Nell’articolo che vado a scrivere, oggi parlo del giro strano che fanno i nostri pacchi. Io sto aspettando un aggeggio tecnologico bellissimo, che nei prossimi giorni ti mostrerò, che forse in Italia avremo in 3 e ne ho tratto questa piccola riflessione sullo spostamento delle merci e i costi. Segui la storia un po’ buffa e fammi cosa ne pensi.

E’ da marzo 2017 che sto aspettando questo oggetto tecnologico ( arrivato, foto qui accanto). Mi ero iscritto al “pre-order” (una sorta di prenotazione al buio, lo stavano ancora assemblando e ti dovevi fidare). Nulla, non ci sono riuscito. 35.000 pezzi venduti per la più parte in U.S.A. Attenzione non è un dettaglio.
Mi ha colpito il suo design, la sua funzionalità: infatti ha Vinto Tom’s Guide Best Innovation Award 2017
Ho aspettato gli sconti a lungo.
Black Friday: nessuno sconto.
Cyber Monday: nessuno sconto.
Poi finalmente arriva la newsletter con una piccola offerta e via! Carta di Credito e parte l’E-commerce. Adesso vi faccio sorridere con il retroscena della spedizione.

Dalla mia poltrona parte il “via” alla Carta di Credito circuito Americano (Visa – Mastercard ) e compro l’oggetto

Qui scatta la prima riflessione

Dicevo che questo oggetto non esiste nei negozi, nasce per essere venduto on-line, almeno al suo lancio.
Siccome avevo letto che oltre 80% dei pezzi sono stati venduti negli U.S.A. nel mio inconscio era un prodotto americano. La percezione dell’acquirente on line è davvero stravolta, le aziende potrebbero essere ovunque, dal negozio accanto a casa o dall’altra parte del Mondo e tu che acquisti non la percepisci la distanza. Ed io almeno ci sono cascato. 

Arriva la mail di conferma da Oslo! E mi si annuncia che faranno di tutto per consegnarlo a breve

Seconda riflessione

La mail di “evviva evviva sei dei nostri” mi è arrivata da Oslo, Norvegia. Quindi questo capolavoro tecnologico è frutto di una squadra che ha sede principale a Oslo, ma che ha fatto pubblicità ovunque nel Mondo prima della commercializzazione, sfruttando tutti i nuovi canali di contatto e comunicazione: Facebook e Google in primis.

Da ora in poi nasce il di questo articolo

Terza riflessione

Circa 2 giorni dopo l’acquisto mi arriva un SMS con la classica e direi anche dovuta “tracciatura della spedizione”: parte da Hong Hong!
E’ il 4° Paese nel Mondo coinvolto da questa transazione: dall’Italia è partito l’ordine alle 22 circa del 2 dicembre ora italiana, ho usato carte di credito emesse da società con base nel USA, la fattura arriva dalla Norvegia praticamente subito dopo l’acquisto, il pacco parte da Hong Kong il 6 dicembre ore 20 locali e non è finita qui!
DHL funziona benissimo e mi manda il tracciamento del pacco che arriva a Livorno – Italia – alle 15 e 49 del 7 dicembre!
Penso “Eccolo poche ore ed è qui!”
SBAGLIATO! 

dhl; pacco;
DHL - Tracciatura dello spostamento del pacco

Cosa!?!

Leipzig – Germany! Si perchè i pacchi seguono dei tragitti che non sono quelli che noi ci immaginiamo, ma su questo punto ci faccio una riflessione più avanti ed il mio pacco è partito per la Germania.

Dicevo il pacco arriva a Leipzig che probabilmente è il Quartier Generale in Europa della DHL ( si dice HUB) e poi viene smistato per l’Italia: Bergamo e poi….. Livorno!

Ovviamente ho pescato il Jolly della Dogana, che mi ha contattato per capire chi comprava quell’oggetto e per farmi rilasciare una dichiarazione. Ora non mi rimane che aspettarlo.

Ma torniamo alla riflessione che più mi preme.


Come Funziona oggi la distribuzione,
come funzionava anni fa e
quali sviluppi dovrebbe avere.

Per consegnare un pacco, una lettera, un oggetto siamo passati dal “facciamo la strada più breve”, alla scelta degli anni 80 del “facciamo la strada più veloce”.
Oggi dovremmo puntare verso l’assioma “facciamo la strada più breve e più veloce e sopratutto più economica”. Nell’ordine esatto che ho scritto.

Facciamo due esempi:
Il nonno Beppe abitava a Collesalvetti un paesino in provincia di Livorno. Il suo compagno commilitone di Guerra Gastone abitava a Stazzema un paesino in provincia di Lucca. Il nostro nonno gli mandava gli auguri per la Festa della Liberazione di Italia il 25 Aprile. La lettera faceva questo percorso.
Collesalvetti – Livorno – Lucca – Stazzema. La via più breve ovvero dal paesino del mittente al capoluogo più vicino, da questo andava al capoluogo più vicino al paesino dove doveva giungere la lettera ed infine a casa del destinatario.

Oggi è diverso.
E’ stato deciso che Firenze è il capoluogo e quindi Hub centrale, il porto catalizzatore di tutti i pacchi e lettere . Oggi la lettere farebbero questo percorso: Collesalvetti – Livorno -FIRENZE – Lucca – Stazzema.

Ora moltiplica tutto per milioni di pacchi che si muovo ogni giorno e moltiplica per le distanze che ho scritto all’inizio dell’articolo.

Capisci che il primo modello era più vincente di quello attuale?
E perchè è morto il primo modello? Perchè negli ultimi 30 anni la velocità e l’efficienza è stata alla base del nostro Sistema di commercializzazione. E lo sarà anche in futuro, ma con l’obbiettivo di rendere tutto più efficiente, perchè è ecologico, ma soprattutto perchè è economicamente utile

Nei prossimi articoli vi segnalerò quali aziende ci aiuteranno a questa evoluzione.

Conclusione

Le economia di scala ovvero quelle economie dove si produce di più si guadagna di più e nel nostro caso più si spostano i pacchi verso un unico HUB sono a vantaggio della singola azienda.

La economia del “percorso più breve” è una economia che va a vantaggio della collettività: meno camion che girano (il mio pacco sarebbe rimasto fermo a Livorno per capirsi a pochi km dal destinatario), meno inquinamento, meno mezzi in circolazione sono vantaggi per tutti ma forse sono più costosi per l’azienda.

Ecco che qui devono intervenire lo Stato e l’innovazione: Lo stato deve aiutare finanziando le imprese che facilmente dimostrano che applicano sistemi che portano al minor impatto ambientale (sgravi fiscali per esempio) e sempre lo stato deve finanziare tutta la innovazione che fa risparmiare anche la ridotta movimentazione delle merci.

Se per oggi ti è piaciuto il mio articolo ti chiedo solo di dirlo ad UN amico. Il mio scrivere sarà premiato.

Grazie

Il Signor Sotto

ECONOMIE DI SCALA

L’economia di scala è il fenomeno di riduzione del costo medio che si verifica al crescere della quantità della produzione e della dimensione di un’impresa quanto più è alta la capacità di produzione di un’impianto, tanto minore è il costo unitario per ciascuna unità di prodotto, in quanto in un medesimo periodo di tempo l’impianto può produrre una maggiore quantità di prodotti. Inoltre, la produzione su scala consente di utilizzare a pieno regime i macchinari, riducendo le inefficienze. Nel seguente diagramma cartesiano è rappresentata la curva del costo medio di produzione di un bene. L’incremento della quantità di produzione (q) riduce il costo unitario di produzione (c) fino al punto q2, detto valore di scala minima efficiente (SME). Oltre la quantità q2 il costo unitario (c) diventa correlato alla quantità di produzione (q) e inizia a salire.

http://www.okpedia.it/economia_di_scala

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Si, Signor Sotto ogni tanto mandami una mail. Ogni tanto è! So che i miei dati non li darai mai a nessuno, mi fido di te.

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