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nuvola rossa; nuvola verde;

Una nuvola verde. Le altre sono rosse.

Una nuvola verde. Le altre sono rosse.

Breve Estratto

Dove sono le vostre foto, i vostri documenti e chi li detiene? Quali soluzioni esistono e perchè. Cubbit la novità italiana.

5g, Fibra ma cosa vuol dire in pratica

Recentemente mi è capitato di imbattermi in una serie di articoli sull’impatto che la nostra vita digitale ha sui consumi di elettricità o per dirla in inglese sulla nostra digital-footprint ( come aveva scritto il Signor Sotto qui ).
In questi giorni sentite parlare di connessione 5G oppure di Connessione Fibra, queste sono le nuove frontiere della velocità di connessione alla rete e hanno portato come la possibilità per molti utenti di utilizzare nuovi servizi digitali direttamente in rete.

Prima si era soliti installare le applicazioni tramite l’utilizzo di cd o chiavette direttamente sul PC e utilizzarle tramite gli appositi collegamenti sul menù Start o Applicazioni: si andava dal giornalaio, si vede una rivista con 100 applicazioni, si provavano sul pc, si lasciavo lì quelle che ci piacevano.
Il software era sul nostro pc.

Adesso invece le operazioni più comuni come la lettura della posta, la scrittura di un documento o gli acquisti online si fanno direttamente dal browser (Internet Esplore, Chrome, Edge, Mozilla Firefox) tramite software installati su server remoti senza necessità di installare nulla sul PC.
Questo tipo di applicazioni si dicono in Cloud.

Sono talmente tanti questi nuovi servizi e forniscono esperienze di utilizzo così ricche che non è quasi più apprezzabile la differenza tra un Word installato su un computer personale di casa ( laptop ) o un analogo strumento online come Google Word o Office 365.

google drive; logo;

“Ho adorato 10 anni fa Dropbox e adesso Google Drive, ma forse qualcosa di nuovo sta nascendo” IlSignorSotto

È possibile accedere e modificare i propri documenti e le proprie email in ufficio come a casa e tramite qualsiasi dispositivo fisso o mobile.

Oltre a questo il cloud permette di limitare il problema dell’invecchiamento dei pc di utilizzo casalingo o professionale. Basti pensare che con qualsiasi computer vecchio di 3 o 4 anni si riesce ancora ad utilizzare egregiamente la maggior parte dei servizi online a valore aggiunto come ad esempio Google Maps per cercare strade e luoghi o a poter accedere a valanghe di gigabyte per memorizzare dati a costi accettabili: foto, documenti, video…

Questa tendenza è destinata a crescere e ad amplificarsi dal momento che i dispositivi mobili, cellulari e tablet, rappresentano il principale strumento di accesso alla rete e quindi ai servizi digitali.

“ Ricordiamo qui l’approccio allo sviluppo delle applicazioni “Mobile first” che significa che è necessario sviluppare servizi online web pensandoli per l’utilizzo più probabile tramite dispositivo mobile nativamente e non come adattamento di interfacce pensate per computer fissi “

Traduciamo subito!

Fino ad oggi abbiamo adattato applicazioni tradizionali ai cellulari, da ora in poi ogni servizio o sito internet va pensato come utilizzato prima di tutto da cellulare e andrà adattato al pc.

I vantaggi ad usare questa nuova generazione di servizi online

I vantaggi ad usare questa nuova generazione di servizi online sono molti, pensiamo alla loro fruibilità ovunque noi ci troviamo, con qualsiasi pc o cellulare che abbiamo a disposizione, ma c’è una moneta da pagare.

Ricordiamoci comunque che per quanto potenti i cellulari hanno per loro natura limitazioni nella capacità di memorizzazione e che sono stati pensati per avere nel cloud il loro naturale completamento. In altre parole le informazioni di cui si dispone usando un cellulare vengono reperite direttamente online di volta in volta in posti lontani a seconda di quello che serve.

Ricordiamoci sempre: direttamente online.

Facciamo qualche esempio.

Mi servo un documento, apro Google Drive, apro DropBox, apro One Drive di Microsoft, cerco il documento e magari lo invio via mail.

Il cellulare non ha quel documento in memoria, è andato a prenderselo, anzi ha detto a chi ha quel file in memoria di mandarlo a qualcuno.

Ho una foto, magari salvata da qualche parte e la voglio mandare alla zia della Montagna, ecco che il mio cellulare va e dice a chi “detiene” quella foto di “condividerla con la zia”.

 

La moneta che dobbiamo pagare

mare; spiaggia; incontaminati;

Tutto questo ha un notevole impatto sul bollettino energetico del pianeta.

Il consumo stimato di energia dovuto all’utilizzo di un telefono mobile, al netto dell’energia usata per la sua ricarica, è paragonabile a quello di un normale frigorifero casalingo.

I modelli di utilizzo dell’energia mostrano come la maggior parte di questa energia è  utilizzata per il trasporto dei dati e alla gestione della complessa infrastruttura di rete che garantisce ridondanza e disponibilità dei servizi cloud 24 al giorno 365 giorni l’anno.

Quindi in generale il maggior impegno deriva proprio dalla distribuzione dei dati in giro per il mondo piuttosto che dai “calcoli” che i server fanno per mantenere i servizi attivi.

In un’ottica economica quindi l’impiego di energia utilizzato per il mantenimento dei dati nel cloud permette mediamente un risparmio energetico e una ottimizzazione delle risorse in tutte quelle applicazioni in cui è richiesta una piccola trasmissione a fronte di un lavoro da svolgere.

Molte applicazioni ad esempio se autorizzate da parte dell’utilizzatore raccolgono dati e li inviano a specifici server che le utilizzano per gli scopi più disparati; ad esempio le applicazioni per le previsioni del tempo raccolgono segnalazioni degli utenti sulle condizioni meteo locali per permettere di avere modelli e previsioni meteo più accurate. In questo caso il modello di elaborazione basato sul cloud permette di avere bassi costi e alta efficienza.

Condizioni ben diverse si hanno sfortunatamente in tutti quei casi in cui è lo spostamento dei dati a farla da padrone come lo streaming, Netflix e tutta la gamma dei servizi simili oltre al gaming online. Non fa eccezione Spotify anche se in questo caso l’impegno è certamente minore. In tutti questi casi il modello cloud non permette grossi vantaggi ed in qualche caso è addirittura peggiore dal punto di vista energetico ad una riproduzione locale di un film o un file audio.

Quanto consumi ?

Diamo una dimensione, mettetevi a sedere come ha fatto ilSignorSotto.

Per dare una dimensione a tutto questo, il consumo di corrente utilizzato per tutto il mondo ICT, è il 10% del consumo globale di energia, pari a quello che in un anno consumano Germania e Giappone insieme. Riuscire ad erodere anche una piccola parte di questa montagna di energia che usiamo quasi senza rendercene conto rappresenterebbe un passo avanti enorme nella salvaguardia energetica del pianeta.

Sono diverse le soluzioni possibili per avvicinarsi a questo risultato. L’idea che sta sotto più o meno a tutte è di avvicinare gli utenti ai dati che accedono più frequentemente creandone più copie decentralizzate dei dati. In questo modo si attraversano meno nodi della rete e riducendone il traffico se ne riduce anche il consumo.

Leggere; disegno;

Per fare questo però si deve accettare il fatto che i dati non risiedano in una unica copia su un server centrale come succede adesso sul quale grosse aziende detengono il controllo ma che essi vengano memorizzati in una rete distribuita dove ogni computer si comporta come una cellula di un grande sistema nervoso che propaga le informazioni lungo fili invisibili sfruttando meccanismi di tipo P2P o blockchain.

Si proprio quei meccanismi che tante volte abbiamo utilizzato per scaricare illegalmente software e film piratati o che abbiamo sentito nominare quando qualche amico dall’investimento facile ci parlava della estrema convenienza dell’acquisto di criptovalute.

Cosa puoi fare Oggi

Beh difficilmente spegnere il cellulare di notte o tenere il traffico dati disattivato ridurrà il consumo globale di elettricità del cloud.

Tuttavia qualche accorgimento lo potremo comunque adottare.

Il primo è utilizzare lo strumento giusto in base all’utilizzo.

Utilizzare un file condiviso ha senso se le informazioni in esso contenute devono essere condiviso con qualcuno, ma se questo file è solamente un file di backup del nostro PC ( un copia di salvataggio) questo potrà comodamente essere ospitato su un nostro disco locale senza necessità di essere caricato nel cloud.

Chi utilizza invece Netflix o Spotify e abbia la necessità di riprodurre molte volte un film o l’album del proprio cantante preferito potrà utilizzare la funzione di download locale del contenuto che è presente praticamente in ogni client. In questo modo il contenuto verrà scaricato localmente solo la prima volta e sarà possibile riprodurlo senza generare traffico aggiuntivo.

Una idea nuova italiana: Cubbit

Ultimo, ma non meno importante, finanziare la ricerca come ad esempio Cubbit.io che oggi ( Kickstarterinizia la sua campagna Croudfunding su Kickstarter che trovate nei riferimenti.

( Nota del IlSignorSotto) Cosa fa in poche parole Cubbit: vi crea uno spazio dati in casa, un piccolo magazzino, basta attaccarlo al router che avete già adesso e lui è pronto. Con un software interno lo distribuisce su tutta la sua rete cubbit criptato.
Oh mio dio in dati in rete!!!! Sveglia ce li avete già oggi in rete, questa è una rete chiusa e criptata, i dati rimangono vostri e voi ospitate dati di altri ma nessuno lo sa e nessuno li può aprire. E da qualsiasi dispositivo vostro potete accedere al vostri Cubbit: tipo ho una foto o un film sul mio cubbit e lo voglio vedere sotto l’ombrellone.
Sì, puoi vederlo.

Mai come in questo campo la ricerca è motore fondamentale dell’evoluzione verso modi di trasmettere e memorizzare le informazioni più efficienti ed efficaci.

Il Signor Sotto vuole essere un piccolo blog dove l’economia e tutto ciò che le ruota intorno viene spiegata in maniera semplice e pratica. Se vuoi aiutarmi in questo progetto puoi fare 3 cose:
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Comunque Grazie di avermi dedicato il tuo tempo.

Riferimenti

The carbon footprint of a distributed cloud storage – Lorenzo Posania, Alessio Paccoia, Marco Moschettini

Green Cloud Computing:Balancing Energy in Processing,Storage, and Transport – Jayant Baliga, Robert W. A. Ayre, Kerry Hinton, and Rodney S. Tucker

  1. P. Mills, The cloud begins with coal, Digital Power Group (2013)
  2. ne ha parlato anche il Messaggero: qui una video intervista

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