La giunta comunale di Firenze ha adottato, il 22 giugno 2026, la variante urbanistica al piano di recupero del complesso di Via Carlo Burci al Poggetto: al posto dello scheletro incompiuto che i residenti chiamano da decenni il «mostro» sorgeranno 60 nuovi appartamenti, una palazzina interamente destinata al social housing, oltre 1.800 metri quadrati di verde pubblico e un parcheggio interrato.
Trent’anni di abbandono e un iter lungo quanto un cantiere
La storia dell’area è nota a chiunque viva nel quartiere. Nel 1989 la ditta Prestige srl di Foresto Regnicoli avviò i lavori per un complesso che avrebbe dovuto ospitare 200 posti auto e 40 appartamenti. Nel 1993 il cantiere si bloccò. La Poggetto Prestige, subentrata nei lavori negli anni Novanta, fallì nel 2002; lo scheletro finì all’asta. Nei primi anni del 2020 l’imprenditore fiorentino Andrea Duranti, amministratore unico di AD Casa srl, ne è diventato il nuovo proprietario.
Nel 2023 la nuova proprietà ha inoltrato agli uffici dell’Urbanistica del Comune una proposta di variante, integrata dopo alcune valutazioni preliminari nel 2024. La proposta chiedeva una modifica del piano di recupero approvato nel 2009, necessaria per superare, come si legge nella relazione allegata, alcune incongruenze sotto il profilo igienico-sanitario che avrebbero reso impossibile ottenere un titolo edilizio legittimo. Con delibera DG/2025/00151 del 24 aprile 2025, la Giunta ha escluso la variante dalla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), sblocando il percorso verso l’adozione definitiva.
Il progetto: 5 palazzine, 60 alloggi, una quota di social housing
Il progetto, firmato dallo studio Archea di Marco Casamonti su impulso della proprietà, prevede 5 palazzine residenziali, ciascuna di 3 piani, con tetto a falda in coerenza con le indicazioni della Soprintendenza e con l’architettura del quartiere. La superficie edificatoria è ridotta di circa 500 metri quadrati rispetto al disegno originario del 1989. Tutti gli alloggi, bilocali e trilocali compresi tra i 60 e gli 80 mq, saranno a uso esclusivamente residenziale.
Una delle cinque palazzine sarà interamente riservata all’edilizia residenziale convenzionata (social housing): secondo il Comune di Firenze, per questa destinazione è prevista una superficie minima complessiva di 900 mq. Il verde pubblico supererà 1.800 mq, con un incremento di 325 mq rispetto a quanto precedentemente pianificato.
Al piano interrato troveranno posto i parcheggi, con una quota da cedere al Comune per uso pubblico: il numero esatto è oggetto di trattativa tra proprietà e amministrazione.
Via Carlo Burci stessa sarà riqualificata, con rifacimento della sede stradale e del marciapiede.
Il percorso in Consiglio comunale e il passaggio in Quartiere 5
La variante, adottata dalla giunta su proposta dell’assessora all’Urbanistica Caterina Biti, seguirà ora l’iter ordinario: passerà al vaglio della commissione urbanistica e poi al Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.
Il tema era già stato portato in commissione Servizi al Territorio del Quartiere 5 il 13 aprile 2026, con la presenza dell’assessora Biti. Le slide illustrative del progetto erano state presentate anche in seduta pubblica all’Associazione il Poggetto il 15 aprile 2026. Si tratta di un passaggio importante per un’area che ricade nel territorio del Quartiere 5 (zona Rifredi), dove i residenti hanno segnalato per anni degrado e problemi di sicurezza legati allo scheletro abbandonato.
Discussione sulla ultima variante presentata, avverrà al Quartiere 5 il 25 giugno 2026.
Resta da verificare, nei prossimi mesi, la tempistica del cantiere: la variante deve ancora concludere l’iter in Consiglio comunale prima che possano partire le demolizioni e i lavori.