Dove si trova
Via Ghibellina è una delle vie più lunghe del Centro Storico di Firenze, nel Quartiere 1. Si diparte dal fianco del palazzo del Bargello, davanti alla Badia Fiorentina, e prosegue dritta fino ai viali di circonvallazione, ai margini del rione di Santa Croce, dove sorge il complesso de le Murate.
Un po’ di storia
Anticamente la strada era detta via del Palagio del Podestà, per la vicinanza alla residenza podestarile del Bargello, e terminava in corrispondenza della cerchia di mura del XII secolo. Nel 1261 il podestà Guido Novello Guidi, vicario di re Manfredi, vi fece aprire una porta per agevolare l’accesso ai suoi possedimenti del Casentino, chiamandola «Porta Ghibellina» in onore della vittoria ghibellina nella battaglia di Montaperti del 1260. Il nome di via Ghibellina fu poi esteso all’intera arteria, fino ai viali di circonvallazione, con delibera del 1862.
Via Ghibellina nella Resistenza
Sul tratto finale di via Ghibellina sorge il complesso de le Murate, per oltre un secolo principale carcere cittadino e oggi spazio polifunzionale recuperato con la collaborazione di Renzo Piano. Nate nel Quattrocento come convento di suore di clausura, le Murate furono trasformate in carcere maschile nel 1845. Tra le loro celle passarono patrioti del Risorgimento, anarchici e socialisti, e antifascisti perseguitati dal regime come Gaetano Salvemini, Alcide De Gasperi e Nello Rosselli.
Durante la Seconda guerra mondiale le Murate divennero un centro di raccolta e tortura di prigionieri politici, ebrei e partigiani catturati dai nazifascisti; dopo la Liberazione vi furono rinchiusi diversi repubblichini. Il carcere fu poi teatro dei drammatici giorni dell’alluvione del 1966, quando il cappellano don Danilo Cubattoli fece aprire le celle di oltre duecento detenuti. Chiuse definitivamente nei primi anni Ottanta.
Spunto dal volume «Firenze ribelle».
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