Partiamo dalla fine: scrivo in data sabato 9 aprile 2022 e allo stato attuale ci sono 1 ragazza e 2 ragazzi sul tetto dello stabile occupato in viale Corsica. Quindi quello che scrivo è uno stato di fatto della situazione attuale.
Dicevo: partiamo dalla fine ed esattamente da una domanda che mi è stata rivolta su Facebook da un profilo anonimo:
“Ma tu sai quante e quali inziative si facevano dentro lo stabile occupato di viale Corsica?“
Risposta: “No, non lo so cosa facevano la dentro”.
Premesso che, per mia scelta, non rispondo ai profili anonimi su Facebook, perchè chi sta sui Social può leggere con qualsiasi nome, ma quando scrive deve essere riconoscibile e assumersi la responsabilità dello scritto, in questo caso ho risposto perchè la domanda presentava due aspetti importanti.
L’onere della comunicazione
Quando si entra nel campo della comunicazione, che è il mio lavoro, sono sempre poco transigente.
Analisi dei fatti:
1) tu, centro sociale Viale Corsica, come entità esisti sul territorio da 10 anni
2) tu mi racconti che fai molte iniziative nobili ed io non ne dubito
3) io abito nel quartiere da molto più di 10 anni e non ti conosco
Da che parte sta l’onere della comunicazione?
In questo specifico caso, l’onere di creare un ponte comunicativo spetta a chi propone, a chi fa informazione. Spettava quindi agli occupanti dello stabile far in modo che le loro belle o ottime iniziative fossero di conoscenza di tutto il Quartiere.
Evidentemente così non è stato.
L’onere della convivenza
Il mio intervento su Facebook nasce dalla volontà di porre all’orecchio degli occupanti e di chi li sostiene gli errori colossali che stanno commettendo in materia di comunicazioni, ovviamente riferito a questa fase.
Attualmente oltre ai 3 occupanti sul tetto, ci sono un gruppetto di persone che stanzia all’incrocio stradale vicino e si oppone al muro di agenti di pubblica sicurezza esattamente tra viale Corsica e via dell’Arcovata a Firenze.
In questo crocicchio, soprattutto alla sera, si riuniscono una ventina di persone e sfornano pizze, tengono la musica ad altissimo volume, sono arrivati a trasmettere un film utilizzando un lato di un furgone come schermo del proiettore.
Il pomeriggio, quelli del tetto, lo trascorrono urlando dentro un megafono offese verso le forze di polizia, carabinieri o vigili del fuoco.
Tutto questo baccano ha prodotto negli abitanti della zona un forte risentimento: se per anni è stato accolto, in qualche maniera, il centro sociale dal quartiere, oggi la quasi totalità della popolazione lo trova irrispettoso e sopra le righe: “vogliamo la pace” dicono gli abitanti “sia di giorno e soprattutto di notte, tra gli occupanti e le forze dell’ordine e tra gli occupanti e noi abitanti”.
Evidentemente, invece di andare a cercare consenso, gli occupanti, hanno deciso di scavare un solco non colmabile tra loro e tutto il Quartiere e ne usciranno comunque isolati e non accettati.
Un controsenso.
Una risposta
Hanno vinto loro, hanno ottenuto una nuova sede “con il consenso del comune pare” appartamento privato con giardino , e hanno già abbattuto un muro di recensione per allargato, hanno luce e utenze attive dubito paghino , come dubito paghino la tari, hanno occupato una sede stradale per almeno 10gg tenuto impegnati un dispiego di forze dell ordine , e alla fine hanno ottenuto ciò che volevano…. io nn concordo, pago tutto e tutti da sempre e mi sento sempre più un pollo da spennare, se questa è la via del comune e del sindaco io sono totalmente in disaccordo. Il più furbo il più esigente il nulla tenente nn può fare cosa vuole in barba agli altri cittadini.