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Borgo Ognissanti, Quartiere 1 Firenze

Dove si trova

Borgo Ognissanti si trova nel Quartiere 1 di Firenze, nel quadrante occidentale del centro storico. Il CAP è 50123. La lunga strada corre più o meno parallela all’Arno e va da Piazza Goldoni, presso il Ponte alla Carraia, fino al Prato di Ognissanti, attraversando la piazza che ospita la celebre basilica di Ognissanti. Lungo il percorso si affacciano numerosi palazzi storici, sedi consolari, alberghi e una caratteristica successione di tabernacoli votivi. È servita dalla linea T1 della tramvia (fermata Alamanni-Stazione e Cascine).

Un po’ di storia

Le strade chiamate ‘borghi’ nella Firenze antica erano quelle che partivano dalle porte della cerchia muraria medievale per sviluppare i nuovi quartieri al di fuori. Borgo Ognissanti nasce come prolungamento extraurbano in direzione del Prato, futura zona del mercato del bestiame e poi della Porta al Prato della cerchia trecentesca. L’arrivo dei frati Umiliati nel 1250 cambiò il volto del borgo: l’ordine, dedito alla lavorazione della lana, vi impiantò numerosi laboratori e fondò la primitiva chiesa di San Salvatore d’Ognissanti, poi ampliata e abbellita nei secoli successivi. La piazza antistante fu creata nel Duecento per accogliere i fedeli alle prediche e alle cerimonie e per ampliare l’attività della lana. Nella chiesa lavorarono fra gli altri Giotto (la celebre Madonna oggi agli Uffizi), Botticelli (qui sepolto) e Ghirlandaio. Sul borgo si affacciano palazzi rinascimentali, l’ex Caserma Cavour e il sistema delle stazioni di servizio storiche legate al primo automobilismo fiorentino.

Borgo Ognissanti e la memoria della città

Nell’ultimo tratto del borgo, verso piazza Goldoni, il palazzo al numero 12 è noto come la «casa al contrario». Il grande balcone che sporge dalla facciata ha infatti tutti gli elementi architettonici montati al rovescio: balaustre capovolte, mensoloni invertiti, basi al posto dei capitelli.

L’anomalia nasce da una provocazione del 1530. Il proprietario, messer Baldovinetti, insisteva per ottenere il permesso di costruire un balcone sporgente, vietato da un’ordinanza di Alessandro de’ Medici. Esasperato, il signore di Firenze gli rispose «sì, al contrario» per negargli ancora il consenso; Baldovinetti prese la frase alla lettera e fece edificare il balcone rovesciato, che da allora è rimasto un curioso esempio di architettura ribelle.

Spunto dal volume «Firenze ribelle».

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