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Dal 1° agosto 2026 l’Italia ha sospeso per un mese il regime di libera circolazione Schengen con la Spagna, introducendo controlli su porti e aeroporti per i viaggiatori extra Ue, dopo la crisi migratoria esplosa nell’exclave spagnola di Ceuta. La decisione, arrivata al culmine di una settimana di tensione diplomatica, poggia però su alcune affermazioni che un fact-checking di Repubblica ha definito false e i numeri ufficiali disponibili raccontano una vicenda diversa da quella circolata sui social nelle ultime ore.
Cosa è successo a Ceuta
Secondo la ricostruzione dell’agenzia Ansa, a Ceuta sono arrivate circa 60mila persone migranti e di queste oltre 48mila già rimpatriate in Marocco poche ore dopo, mentre sono stati recuperati 57 corpi senza vita in mare. Il governo spagnolo ha mobilitato l’esercito a sostegno della Guardia Civil per gestire l’emergenza. Il Post riporta inoltre che il governo spagnolo ha detto che circa 48mila delle 50mila persone entrate a Ceuta nelle ultime 24 ore sono già state riportate o sono tornate spontaneamente in Marocco, un dettaglio che ridimensiona la portata dell’emergenza rispetto alla narrazione della “minaccia alle frontiere europee”.
Perché Ceuta non è una porta verso l’Europa
Il nodo centrale del fact-checking riguarda la geografia e le regole già esistenti. Ceuta è in Nord Africa e il trattato di Schengen prevede regole speciali per le persone che entrano ed escono dall’area, che comprendono già il controllo dei documenti di tutte le persone che da Ceuta vogliono raggiungere l’Europa continentale, dato che nell’exclave non esiste un aeroporto commerciale e l’unico collegamento è il traghetto. In pratica, chi sbarca a Ceuta non può automaticamente proseguire verso il continente senza passare per gli stessi controlli previsti per chi entra in Europa da un Paese extra Ue.
La misura italiana e le sue conseguenze pratiche
Il ripristino dei controlli, spiega Il Post, riguarda concretamente il ripristino per un mese a partire dal 1° agosto dei controlli di frontiera con la Spagna, a seguito della crisi migratoria a Ceuta: dal momento che i due paesi non confinano direttamente, concretamente vuol dire che saranno verificati i documenti di chi viaggia via nave o via aereo dalla Spagna. Il ministero dell’Interno ha precisato che il provvedimento riguarda solo i cittadini extra Ue e non avrà impatto sui turisti e i cittadini italiani. Diversi osservatori, tra cui Il Post, sottolineano che si tratta soprattutto di una mossa che probabilmente sposta poco dal punto di vista del controllo dei flussi migratori da Ceuta, e che serve soprattutto al governo di Giorgia Meloni per posizionarsi internamente in un momento di pressione elettorale a destra.
I numeri Frontex citati nello scontro Roma-Madrid
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha risposto alle accuse italiane citando i dati dell’agenzia europea Frontex: tra il 2021 e il 2026 l’Italia è stata la prima porta di ingresso per irregolari, con 478.600 arrivi contro le cifre più basse registrate dalla Spagna nello stesso periodo. Sul fronte interno, invece, secondo quanto riportato dal leader del M5S Giuseppe Conte, in Italia si sono registrati oltre 326mila sbarchi da quando governa l’attuale esecutivo.
Le reazioni politiche
La segretaria del Pd Elly Schlein ha parlato di un governo che ha abbandonato l’Italia e gli italiani, non si occupa più dei loro problemi quotidiani ma, ormai ostaggio della demagogia, si è ridotto ad agente di Trump in Europa. Sul fronte opposto, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha difeso la scelta definendola una scelta necessaria per salvaguardare la sicurezza dei cittadini e difendere le frontiere europee, una misura prevista dai trattati e resa inevitabile oggi, mentre il vicepremier Matteo Salvini ha rivendicato che con la sospensione passa la linea Lega. La misura italiana ha trovato sponda in Europa: la premier danese Mette Frederiksen ha chiesto all’Ue di prendere in considerazione tutte le possibilità, compresa la sospensione della cooperazione Schengen con Madrid, posizione condivisa da due ministre del governo finlandese.
Cosa resta da verificare
Al momento della sospensione italiana, secondo Sky Tg24, il governo italiano sta valutando di sospendere Schengen dopo l’arrivo in massa di migranti giunti a nuoto a Ceuta, ma le stesse fonti europee non hanno segnalato movimenti diretti dall’exclave verso il territorio Ue continentale. La vicenda resta aperta sul piano diplomatico, con l’ambasciatore italiano convocato a Madrid per chiarimenti, mentre la sospensione dei controlli resterà in vigore per la durata di un mese salvo proroghe.
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