Firenze è il primo Comune in Italia ad aderire a un programma di protezione digitale contro le frodi turistiche online, sviluppato e finanziato interamente da GetYourGuide, tra i principali portali al mondo per la prenotazione di tour ed esperienze turistiche. Il progetto è stato presentato a Palazzo Vecchio.
Come funziona il monitoraggio
La piattaforma di GetYourGuide scandaglia il web 24 ore su 24, alla ricerca di domini e pagine che imitano i siti turistici ufficiali di Firenze o le sue attrazioni culturali. L’obiettivo è individuare questi contenuti fraudolenti e chiederne la rimozione, prima che possano trarre in inganno i visitatori che cercano informazioni o vogliono acquistare biglietti per musei e monumenti cittadini.
Il fenomeno delle frodi digitali nel turismo riguarda soprattutto siti che si spacciano per canali ufficiali di vendita di biglietti, promettendo accessi prioritari o tariffe scontate che in realtà non esistono, oppure che replicano graficamente le pagine istituzionali per raccogliere pagamenti senza fornire il servizio promesso.
Un accordo inedito per l’Italia
La fonte indica che si tratta del primo caso in Italia di adesione di un Comune a questo tipo di programma. Non sono al momento disponibili, nel testo diffuso, ulteriori dettagli su durata dell’accordo, costi per l’amministrazione o numero di siti già individuati e rimossi: la notizia riporta la presentazione del progetto avvenuta a Palazzo Vecchio, senza specificare data e ora dell’incontro né i nomi degli amministratori intervenuti.
Per i turisti che visitano Firenze, la raccomandazione resta quella di verificare sempre l’indirizzo ufficiale prima di acquistare biglietti online per musei, gallerie e monumenti cittadini, controllando che il dominio corrisponda ai canali istituzionali del Comune o degli enti museali.
Perché riguarda anche i residenti
Anche se la misura è pensata per proteggere i visitatori, ha ricadute sull’immagine della città e sul lavoro degli operatori turistici locali, spesso danneggiati dalla concorrenza sleale di siti che vendono servizi mai erogati o a prezzi gonfiati rispetto a quelli ufficiali. Un monitoraggio attivo del web può quindi contribuire anche a tutelare l’economia turistica cittadina, oltre ai singoli consumatori.
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