Questo testo è stato prodotto con l'ausilio dell'intelligenza artificiale.
Migliaia di domande di invalidità civile sono finite nel limbo nella provincia di Firenze, dove dal primo gennaio 2026 è partita la riorganizzazione dell’iter delle domande di invalidità civile, non autosufficienza (Legge 104 con indennità di accompagnamento), cecità e sordità. Lo stesso è accaduto nelle province di Massa Carrara e Arezzo, dove la sperimentazione è partita da aprile 2026.
Dalla sperimentazione al dietrofront
La riorganizzazione rappresenta il punto di incontro tra la riforma della disabilità e quella degli anziani. Ha cambiato le modalità di presentazione delle domande e le competenze delle commissioni mediche, passate dalle Asl all’Inps. Lo smantellamento delle vecchie commissioni medico legali ha imposto la costituzione di nuove commissioni, con la difficoltà di reperire medici. Il risultato è stato un collo di bottiglia. Così lo Stato ha fatto marcia indietro: la sperimentazione è stata rinviata al 2027 e, dal primo giugno 2026, è stato introdotto un doppio binario.
Per gli over 70 le competenze tornano alle rispettive Asl e le domande seguono di nuovo il vecchio iter. Per tutte le altre richieste, invece, prosegue la sperimentazione con le commissioni mediche gestite dall’Inps. Il nuovo modello è stato sospeso il primo giugno 2026 e la riorganizzazione sperimentale è stata rimandata al 2027.
Il gruppo di lavoro della Regione
Il cambio di rotta ha costretto la Regione Toscana ad allestire in tempi rapidissimi un gruppo di lavoro per ricostituire le commissioni mediche delle tre Asl di Firenze, Arezzo e Massa Carrara, chiamate a valutare le domande e a riprendere le visite.
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I numeri del problema
Ogni anno in Toscana, secondo i dati Inps, arrivano circa 80mila domande di invalidità. Nel 2024 le richieste di invalidità civile, cecità e sordità sono state 81.416. Oltre la metà, 49.706, riguardava cittadini con più di 70 anni. Dopo gli accertamenti, 31.075 ultra settantenni sono stati riconosciuti non autosufficienti, il 38,17% delle domande.
Nel 2025 il totale delle domande in Toscana è stato di 77.678, con una necessità stimata di 370 persone da visitare giornalmente e 44 commissioni mediche giornaliere necessarie in Toscana, in grado di effettuare complessivamente 370 visite al giorno.
Nel periodo 1 gennaio, 30 giugno 2026 sono arrivate 23.347 domande complessive nella sola provincia di Firenze, dove vive il maggior numero di anziani della regione. Da gennaio 2026 oltre 20mila domande solo nel capoluogo.
Come funziona ora l’iter
Le persone over 70 affette da almeno una patologia cronica, oppure in condizioni cliniche caratterizzate, anche in funzione dell’età, dalla progressiva riduzione delle normali funzioni fisiologiche e dal rischio di perdita dell’autonomia nelle attività fondamentali della vita quotidiana, devono ottenere la certificazione del medico di famiglia e presentare la domanda amministrativa all’Inps. Dovranno poi attendere la convocazione per la visita, che sarà effettuata dalle commissioni mediche ricostituite dalle Asl, e successivamente il verbale Inps con l’esito dell’accertamento.
Un iter che non è mai stato semplice né veloce. Storicamente non sono mancati casi, beffardi, di riconoscimenti della non autosufficienza arrivati quando la persona che aveva fatto domanda era già morta.
Per gli under 70, invece, continueranno a operare le commissioni Inps previste dalla riforma. Nel resto della Toscana continua il vecchio sistema, mentre nelle province di Firenze, Arezzo e Massa Carrara si lavora per riallestire tutte le commissioni mediche necessarie e smaltire la mole di domande accumulata e ancora inevasa.
Ancora una volta una riforma nata per semplificare rischia di lasciare in coda proprio le persone più fragili e le loro famiglie.
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