Dove si trova
Il Lungarno Acciaiuoli si trova nel cuore del Quartiere 1 di Firenze, il Centro Storico, e corre lungo la riva destra dell’Arno collegando il Ponte Vecchio al Ponte Santa Trinita. È considerato uno degli assi viari più antichi aperti lungo il corso del fiume, affacciato direttamente sull’acqua con vista sull’Oltrarno. Vi prospettano la Torre dei Consorti e un fianco di Palazzo Spini Feroni, sede del museo Salvatore Ferragamo. Riqualificato tra il 2018 e il 2020 con una nuova pavimentazione in pietra, è oggi una delle passeggiate panoramiche più frequentate della città.
Un po’ di storia
In origine la strada era detta «dei Cappellai», per le botteghe degli artigiani del cappello che vi si concentravano. Il nome attuale deriva dal palazzo della famiglia Acciaiuoli che vi si affacciava, dimora di una delle più potenti casate bancarie della Firenze medievale, i cui esponenti, come Niccolò Acciaiuoli, divennero finanzieri di sovrani e pontefici. Nell’Ottocento sul lungarno si affacciavano alcuni dei principali alberghi cittadini, che ospitarono viaggiatori illustri come Charles Dickens e Henry James. Il palazzo Acciaiuoli fu distrutto dalle mine tedesche nell’agosto del 1944, durante la ritirata nazista che fece saltare anche i ponti cittadini ad eccezione del Ponte Vecchio.
Lungarno Acciaiuoli e la memoria della città
Su questo lungarno affacciava lo storico Hotel Berchielli, di fronte al Ponte Vecchio, che nella primavera del 1911 ospitò due ospiti destinati a lasciare il segno nella storia europea. Vi soggiornò lo scrittore francese Romain Rolland, convinto pacifista e antifascista appena nominato alla sezione musicale dell’Istituto francese, che pochi anni dopo avrebbe pubblicato il celebre manifesto contro la guerra «Al di sopra della mischia», ottenendo nel 1915 il premio Nobel per la letteratura.
Negli stessi giorni alloggiò al Berchielli anche il giovane irlandese Joseph Mary Plunkett, poeta in viaggio per curare la tubercolosi, affascinato dagli Uffizi e dalla «Primavera» di Botticelli. Pochi anni dopo divenne uno dei principali strateghi della rivolta di Pasqua del 1916 per l’indipendenza irlandese: arrestato e condannato a morte, fu fucilato all’alba del 4 maggio 1916, diventando uno dei martiri fondatori della Repubblica d’Irlanda.
Spunto dal volume «Firenze ribelle».
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