Salta al contenuto
Digitale e AI, spiegata sempliceL'intelligenza artificiale senza hype e senza paura: cosa fa, cosa promette, cosa manca.Per saperne di più ›

Lungarno Benvenuto Cellini, Quartiere 1 Firenze

Dove si trova

Il Lungarno Benvenuto Cellini è il tratto della sponda sud dell’Arno che va da Piazza Giuseppe Poggi a Piazza Ferrucci, in prossimità del Ponte di San Niccolò. Si trova nel Quartiere 1 — Centro Storico del Comune di Firenze, nel cuore del rione di San Niccolò, ai piedi della collina che sale verso il Forte di Belvedere e il Piazzale Michelangelo.

Un po’ di storia

Il lungarno fu aperto come passeggiata cittadina lungo il fiume nel 1874 e dedicato due anni dopo, nel 1876, a Benvenuto Cellini (1500-1571), il grande orafo e scultore fiorentino autore del Perseo della Loggia dei Lanzi e della celebre Autobiografia. L’intervento si inserisce nella grande trasformazione urbanistica di Firenze Capitale progettata da Giuseppe Poggi, che ridisegnò le rive dell’Arno e i viali della città.

Lungo il percorso, all’incrocio con Via delle Fornaci, si incontra la Fontana del Bacchino, opera dell’architetto Giacomo Roster: una statua in marmo bianco collocata in una nicchia, diventata uno dei piccoli simboli della passeggiata. Il Lungarno Cellini resta ancora oggi una delle rotte di svago preferite dai fiorentini, con la sua vista aperta sul fiume e sui ponti.

Lungarno Benvenuto Cellini nella Resistenza

Al civico 49 del lungarno, a pochi passi dalla torre di San Niccolò, abitò l’attore e imitatore fiorentino Giulio Ginanni (1903-1930). Interprete di popolarissimi monologhi in vernacolo, era solito mettere alla berlina il regime e i suoi gerarchi, conquistando un vasto seguito con una satira insieme raffinata e pungente.

Fu proprio uno dei suoi monologhi più marcatamente politici a scatenare la reazione fascista: all’uscita da un teatro milanese, il 31 luglio 1930, Ginanni venne aggredito e percosso da una squadra di fascisti. Morì pochi giorni dopo, a soli ventisette anni, vittima di quella violenza squadrista. Una lapide, posta decenni più tardi sulla facciata dell’edificio, ne ricorda il talento ma tace sulla tragica fine.

Spunto dal volume «Firenze ribelle».

Articoli correlati

Spazio dedicato agli articoli, alle notizie e agli interventi politici che riguardano il Lungarno Benvenuto Cellini.

Ogni venerdì una via di Firenze e la sua storia

Nella newsletter «È già venerdì» trovi la via della settimana, gli eventi del Quartiere 5 e le notizie della città. Una email il venerdì mattina, gratis.

Parlo di Intelligenza Artificiale e di Firenze

Se vuoi ricevere una sintesi diretta sul telefono con cantieri, viabilità ed eventi della settimana, ti aspetto sul Canale WhatsApp.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WhatsApp