marciapiede; bici; educazione;

Mobike: sotto la ruota cinese, tecnologia e pericolo.

Mobike a Firenze è un gran successo. C’è poco da dire sulla grande espansione di questa idea a Firenze in una manciata di giorni. Mi piace moltissimo questo servizio, ma bisogna stare subito attenti ad evitare alcuni pericoli ed errori. Vediamo quali.

Mobike: cosa è e perchè oggi

Finalmente la tecnologia sta rendendo possibile l’uso degli oggetti solo quando davvero servono, si sta diffondendo lo “sharing”, la condivisione del possesso, dell’utilizzo degli oggetti: macchine, appartamenti, appezzamenti di terreno, pannelli fotovoltaici ed infine biciclette.

Mobike è uno dei nuovi servizi di sharing economy, di condivisione degli oggetti.
Chi lo utilizza, in questo caso, non diventa proprietario di quello oggetto, ma tramite un affitto temporaneo, lo può utilizzare.
E’ possibile finalmente condividere una bicicletta perchè oltre ad essere un mezzo studiato appositamente dalla azienda per i suoi utilizzatori, al suo interno è stato inserito un apparecchio GPS che riesce a rilevare dove si trova il mezzo e lo riesce a tracciare, ovvero a registrare chi lo usa, quando, per quanto tempo e fargli pagare solo questo periodo di utilizzo.

mobike; firenze; share;

Come funziona il servizio Mobike e la sua APP?

E’ molto più semplice di quanto tu possa pensare.
Sul tuo smartphone, il cellulare che può navigare su internet, devi andare nello store delle APP: Google store, Apple Store i due maggiori e sempre presenti sui cellulari.

Entri nello store e cerchi la APP scrivendo semplicemente il nome Mobike: vedrai che ti appare come icona la loro bicicletta ( come dalla foto qui accanto).

In pochi secondi scarichi la App, al primo accesso ti verranno richieste alcune informazioni base per sapere chi sei e ti verrà richiesto di inserire la tua carta di credito.

Questo ultimo passaggio serve per fare un deposito come cauzione per eventuali richieste di risarcimento danni causati da utilizzatori delle biciclette poco rispettosi delle regole.
In via promozionale il deposito è di soli 1 euro, in futuro passerà a 40 euro. Il deposito verrà rimborsato in qualsiasi momento l’utente lo chieda e decida di non usare più questa APP. Quindi se stai pensando se fare l’iscrizione o meno a questo servizio il mio consiglio è “intanto iscriviti”.

Successivamente quando vorrai usare la bicicletta comprerai dei piccoli pacchetti di credito a scalare (come il cellulare per capirsi), io per esempio ho comprato 5 euro di ricarica per effettuare la mia prima pedalata. Non ho dovuto reinserire nessun dato della carta di credito perchè li hanno memorizzati e con un click sono partito.

Il costo della pedalata è di 60 centesimi all’ora, che vengono conteggiati a blocchi di 30 minuti: quindi se pedali 20 minuti spenderai 30 centesimi, se pedali per 40 minuti spenderai 60 centesimi.

Questi sono i prezzi ad oggi, io per la mia pedalata ho speso solo 15 centesimi.

Come funziona la APP?

La App funziona così: la apri e ti geolocalizza su una mappa di google. Subito individui le biciclette a te vicine.

Tocchi sul simbolo di una bicicletta e ti indica: il luogo di dove la trovi, la distanza ed il costo orario. Infine un bel tasto rosso ti dice “prenotare”.

Puoi prenotarla o meno, ma visto la velocità di scambio io consiglio di fermarla con una prenotazione.

Quando sei davanti alla bicicletta basterà guardare il tuo cellulare e premere il simbolo in basso con scritto “SBLOCCARE” a quel punto inquadrare il Qrcode e si sbloccherà la bicicletta da sola.

IMPORTANTE: per finire la corsa basterà richiudere il lucchetto che è fissato al telaio; io sono stato 2 minuti a cercare sulla app la parola “fine corsa”!

Come è la bicicletta?

Sulla bicicletta come mezzo lascio la parola ai più esperti. Io posso solo riportare le mie sensazioni di una pedalata breve: baricentro bassissimo e quindi adatto a tutti, pedalata senza catena e cambio, quindi a “presa diretta” con una pedalata leggerissima. Le ruote sono piene e questo rende ben chiare le buche che ci sono per strada. Frenare, frena. Luci, cavaletto, parafango. Insomma c’è tutto e anche un bel cestino sul davanti.
Per quanto serve a me è più che sufficiente.

GoBeeBike

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Leggi il confronto Mobike/GoBeeBike

 A chi serve questo mezzo di trasporto?

Già perchè tra chi si lamenta del mezzo e chi lo esalta, nel mezzo, ci stanno gli utenti che la Mobike vuole raggiungere come clienti. E’ evidente che questa non è la bicicletta della domenica, quella per le scampagnate o la bicicletta per salire sulle colline. Questa è una bicicletta per gli spostamenti cittadini.

Spostamenti evidentemente brevi. Spostamenti di persone che usano il mezzo perchè in “quel momento” mi fa comodo averlo, perchè arrivo prima o meno stanco dall’altra parte del centro storico o nella prima periferia della città.

Direi per lo scopo con cui è pensata il suo lavoro lo svolge egregiamente.

Anche i giornali ne hanno parlato molto in questo periodo: La Nazione ( presentazione mobike ) o La Repubblica ( presentazione mobike ) dopo il Comunicato Stampa del Comune di Firenze ( leggilo qui ), ma solo dopo alcuni giorni si sono resi conto dei nuovi pericoli. Andiamo a vederli.

Pericoli visibili e Pericoli Nascosti

Come ogni novità l’entusiasmo spesso ci porta a non vedere quali pericoli si possono celare dietro l’angolo o non valutare fino in fondo quelle insidie che vengono scambiate per intoppi o piccoli incidenti.
Spesso l’entusiasmo porta anche ad un abuso di cosa ci piace, è normale, è naturale, è pure giusto.

Nel caso di Mobike i pericoli visibili a tutti sono un uso senza regole del mezzo.

Sembra che i fiorentini agognassero il poter usare la bicicletta e che fino ad oggi gli fosse stato interdetto. E forse è proprio così. Il problema è che con i primi utilizzi delle bici si sono verificati anche una serie di abusi come nelle foto che vedete o nelle gallerie di immagini che vi allego
 ( parcheggi sbagliati galleria )

Il perchè di questi errori può essere solo in piccola parte attribuito a distrazione o a non conoscenza del codice della strada, mentre sembra molto più plausibile pensare che i fiorentini non sanno proprio andare in bicicletta!

Con l’esplosione di Mobike non basta più guardare dal marciapiede se passano le automobili per la strada, bisogna guardare già dal portone se sta passando una bicicletta sul marciapiede.

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firenze; bike;

Prendere la strada contro mano non viene considerata nemmeno una infrazione, si fa e basta.

Aree pedonali, divieti di accesso o di sosta: nulla è più impossibile.

Lungi da me fare il moralista o il sapientino, ma c’è un pericolo in tutto questo: l’incolumità fisica del ciclista e delle persone a lui vicine. Perchè se il ciclista prende la strada contromano con consapevolezza, le automobili non si aspettano un mezzo in quella direzione. Se una persona esce dal portone e prende un ciclista sul marciapiede si fanno male in due, sempre sperando che non finiscano tutti in mezzo di strada.

E quindi cosa fare? Educare.

Oh mio Dio che brutta parola! ” Educare, detta così, senza nemmeno un preavviso! Roba da bloccare il boccone in gola.

Ma non ci sono altre soluzioni. Non si educano le persone con le multe. Non si educano le persone stando con la forza dietro ad un banco. Ecco che il Comune obbliga il Concessionario del Servizio, Mobike,  a “giornate di bici gratis e regole” nelle piazze e nelle scuole.

Ecco che il Comune impone la diffusione di un libricino in tutte le cassette della posta di Firenze dove si scrivono le regole principali del codice della strada e del uso civile delle aree comuni (vedi marciapiedi). Dove il Comune suggerisce il portarsi un proprio caschetto se si pensa di usare la bici con frequenza. E se avete voi altri suggerimenti li leggo volentieri.

E quali pericoli nascosti ci sono?  Questi ve li scrivo nel paragrafo qui sotto: Numeri e finanza. 

Come mai questo successo?

 
Perchè Firenze è una città ibrida: nè troppo grande nè troppo piccola, dove esiste una ZTL enorme nel centro storico, dove i mezzi pubblici fanno fatica a muoversi e i mezzi privati sono ormai al collasso.

I fiorentini in larga parte usano gli scooter per muoversi e non le automobili perchè la città senza traffico la attraversi tutta in 20 minuti.

Ma il traffico c’è.

Ti ricordi la Cooperativa Ulisse?

Non è la prima volta che il Comune di Firenze prova d incentivare le biciclette:

vi ricordate delle bici della Cooperativa Ulisse? (QUI)

L’iniziativa era lodevole e lo è ancora nella sua prima parte: dare ai detenuti la possibilità di rimettere a posto le biciclette sequestrate nel tempo dai vigili urbani e renderle alla città.

Nardella; bici; Mobike;

Il problema era sorto nella seconda parte della idea:

– ti dovevi recare in una area ben precisa
– registrarti
– prendere la bicicletta
– riportarla in una area stabilita
Come ci arrivo io ad una area ben precisa: a piedi? allora faccio due passi in più e arrivo subito a destinazione. Prendo lo scooter per venire ad una area apposita? Insomma non funzionava e si è capito subito. ( QUI TUTTA LA PRESENTAZIONE , anzi è stata Rimossa la Pagina scusatemi)

Peccato, era una bella idea, ma mancava la tecnologia giusta per diffonderla.

Numeri e finanza del Servizio

Mobike è leader mondiale delle biciclette a noleggio, si stima in 3 miliardi di dollari il suo valore, è presente in 180 città nel mondo e noleggia 30 milioni di biciclette al giorno. Per capirsi la seconda al mondo è la azienda OFO che vale 1 miliardo e dietro ha alle spalle un mostro della ecommerce che è Alibaba, l’Amazon cinese.

Entrambe hanno fatto un aumento di capitale di circa 600 milioni di dollari nello scorso giugno.

A Firenze si stimano in 7000 noleggi al giorno per circa 4000 utenti unici, che vuol dire che circa 400

0 persone hanno usato la bicicletta quasi 2 volte a testa: come si dice a Firenze “anda e rianda”. Cosa vuole dire questo parametro? Vuol significare che è un uso fatto da chi gli serve per fare una commissione dal centro alla periferia e viceversa o per un ufficio ed il suo rientro più che scendo dalla Stazione dei treni e vado al Duomo.

Quali sono i pericoli nascosti? Prima di tutto con operatori di queste dimensioni la trattativa che può mettere in campo il Comune è davvero limitata quindi è bene che le maglie siano strette fin da subito.

In secondo luogo dove c’è un solo operatore si rischia il monopolio che non essendo pubblico prevede per forza di cose un regime di utili. Sacrosanti direi, ma che vanno previsti. Infatti il Comune di Firenze deve spingere perchè via sia lo spazio per almeno 3 operatori.

Purtroppo è notizia recente che i due massimi operatori mondiali Mobike e OFO stiano siglando una fusione e questo è un bene da un punto di vista di economia di scala ma un male per i player presenti sul territorio.

Gli altri pericoli sono quelli sociali: perchè se da un lato si favorisce un mezzo di trasporto pulito, dall’altro bisogna educare le persone altrimenti ci troviamo i pronto soccorsi pieni o le biciclette parcheggiate sopra i marciapiedi.

Con 7000 mila noleggi giornalieri si stima che Mobike si metta in tasca circa 2500 al giorno, una cifra destinata a salire se vuole mantenere in piedi le oltre 2000 biciclette piazzate sul territorio fiorentino.

Le Sotto Conclusioni

In conclusione evviva l’economia di condivisione, evviva la mobilità eco sostenibile. Mettiamoci tutti nelle regole e magari progettiamo un caschetto pronto all’uso.

E soprattutto prevediamo l’ingresso di almeno altri 2 operatori: perchè un po’ di sana concorrenza non fa mai male che che ne dica il mio amico Peter Thiel nel bellissimo libro (da non perdere) “Da zero a Uno“.

PS: Nei giorni scorsi ho provato a segnalare tramite app la bicicletta che vedete in fondo all’articolo, per testare la rapidità. Non so cosa sia stato detto a chi l’ha parcheggiata lì, ma a me dopo poco hanno detto di “avermi accreditato” qualcosa come ringraziamento per la segnalazione. Cosa non so, forse la prossima corsa lo scoprirò.

bike;
start up; economia; manuale;
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Si, Signor Sotto ogni tanto mandami una mail. Ogni tanto è! So che i miei dati non li darai mai a nessuno, mi fido di te.

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4 commenti su “Mobike: sotto la ruota cinese, tecnologia e pericolo.”