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Piazza dei Cavalleggeri, Quartiere 1 Firenze

Dove si trova

Piazza dei Cavalleggeri si trova nel Quartiere 1 di Firenze, nel rione di Santa Croce, lungo la riva destra dell’Arno, tra il lungarno delle Grazie e il lungarno della Zecca Vecchia. La piazza è nota soprattutto perché vi si affaccia la Biblioteca Nazionale Centrale, costruita in prossimità del fiume in una delle zone più basse e vulnerabili del centro cittadino, accanto all’abside di Santa Croce.

Un po’ di storia

Il nome della piazza richiama i cavalleggeri, i corpi di cavalleria leggera che in epoca granducale vi avevano caserma: l’area, già del convento di Santa Croce, fu ceduta nel 1572 al granduca Ferdinando I de’ Medici, mentre la dedica ufficiale alla cavalleria leggera risale a una delibera del 1876. L’area mantenne a lungo un carattere periferico e popolare rispetto al cuore monumentale della città, prima di essere ridisegnata tra Otto e Novecento con la costruzione della grande sede della Biblioteca Nazionale, edificata tra il 1911 e il 1935 dopo la demolizione delle antiche caserme.

Piazza dei Cavalleggeri e la memoria della città

La Biblioteca Nazionale Centrale resta uno dei simboli dei danni inflitti al patrimonio fiorentino dalla catastrofica alluvione del 4 novembre 1966. Le acque dell’Arno la investirono in pieno, sommergendo quasi un milione di volumi e danneggiando irreparabilmente circa centomila libri delle raccolte storiche. A limitare il disastro fu l’intervento degli «Angeli del fango», migliaia di volontari giunti da tutto il mondo che lavorarono al freddo, in lunghe catene umane, per salvare codici e libri dal fango.

L’alluvione segnò anche la nascita di una nuova partecipazione democratica. In pochi giorni sorsero a Firenze dodici Comitati di quartiere, squadre di giovani volontari che aiutavano la gente a ripulire case e negozi e censivano i danni di fronte a istituzioni assenti. Quei «ragazzi del ’66», che lavorarono fianco a fianco superando gli steccati dei partiti, anticiparono il clima del ’68 e portarono Firenze a dotarsi, prima fra i grandi comuni italiani, dei Consigli di quartiere.

Spunto dal volume «Firenze ribelle».

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