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Piazza dell’Isolotto, Quartiere 4 Firenze

Dove si trova

Piazza dell’Isolotto è il cuore civico del rione dell’Isolotto, all’interno del Quartiere 4 — Isolotto-Legnaia del Comune di Firenze. Si trova nella parte sud-occidentale della città, lungo la riva sinistra dell’Arno, in un’area che fino agli anni Cinquanta era prevalentemente rurale, con case disposte soprattutto lungo la Via Pisana.

Un po’ di storia

Il quartiere dell’Isolotto fu programmato a partire dal 1950 e realizzato nell’ambito del primo piano settennale della gestione INA-Casa, il grande programma nazionale di edilizia popolare istituito dalla Legge Fanfani del 1949. Il progetto fu affidato a un nutrito gruppo di architetti — fra cui Raffaello Fagnoni, Giovanni Michelucci, Italo Gamberini, Sirio Pastorini, Francesco Tiezzi e altri ancora — che ne fecero un modello di quartiere autosufficiente, dotato di scuole, chiesa, mercato e servizi sociali.

La prima e più consistente parte del quartiere fu completata nel 1954: il 6 novembre di quell’anno furono consegnati ufficialmente 744 alloggi, seguiti da altri fino al 1960, per un totale di circa 1450 appartamenti. La piazza centrale divenne celebre negli anni Sessanta-Settanta come fulcro della comunità religiosa di don Enzo Mazzi, una delle esperienze più innovative e discusse del cattolicesimo italiano post-conciliare.

Piazza dell’Isolotto e la memoria della città

La storia della piazza è legata per sempre a don Enzo Mazzi, uno dei più importanti «preti del dissenso» italiani, nominato parroco dell’Isolotto nel 1954. Insieme ai vicari e ai laici trasformò la parrocchia in una comunità aperta al quartiere, ospitando assemblee di operai licenziati e, dopo l’alluvione del 1966, derrate alimentari per tutta la città. Il «caso Isolotto» deflagrò nell’ottobre 1968, quando la comunità inviò una lettera di solidarietà agli studenti che avevano occupato il Duomo di Parma.

L’arcivescovo Florit intimò a don Mazzi di ritrattare o dimettersi e il 4 dicembre gli notificò un decreto di rimozione. La risposta fu un’ondata di assemblee, cortei e manifestazioni, con mille persone che si autoaccusarono dei reati contestati ai promotori. Sospeso a divinis, don Mazzi diede vita all’esperienza dell’eucarestia in piazza, che continuò a celebrare ogni domenica fino a poco prima della morte, nel 2011. Oggi, sotto le stesse tettoie, si tiene il mercato del quartiere.

Spunto dal volume «Firenze ribelle».

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