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Piazza della Santissima Annunziata, Quartiere 1 Firenze

Dove si trova

Piazza della Santissima Annunziata si trova nel Quartiere 1 — Centro Storico del Comune di Firenze, a breve distanza dal Duomo, con cui è collegata dalla rettilinea Via dei Servi. È considerata una delle piazze rinascimentali più armoniose d’Italia, incorniciata su tre lati da eleganti portici.

Un po’ di storia

L’area fu scelta nel 1250 dai Sette Santi Fondatori dell’ordine dei Servi di Maria per edificarvi una piccola chiesa, quando il luogo era ancora aperta campagna fuori dalle mura, nella zona boscosa detta Cafaggio. Fra il 1444 e il 1453 i Medici affidarono a Michelozzo l’ampliamento della basilica e la realizzazione del tabernacolo per la venerata immagine dell’Annunciazione.

L’armonia della piazza nasce dal dialogo fra i suoi portici. Il modello fu l’Ospedale degli Innocenti, capolavoro di Filippo Brunelleschi e prima grande architettura del Rinascimento; di fronte sorse un porticato gemello, mentre la Loggia dei Servi di Maria fu costruita negli anni Venti del Cinquecento da Antonio da Sangallo il Vecchio. Al centro si erge la statua equestre del granduca Ferdinando I, opera del Giambologna (1602-1607), affiancata dalle due fontane manieriste di Pietro Tacca. Fino al 1750 la piazza fu il luogo prediletto per festeggiare il Capodanno fiorentino, che cadeva il 25 marzo.

Piazza della Santissima Annunziata e la memoria della città

Il chiostro porticato d’accesso alla basilica, detto «chiostro dei voti», custodisce un ciclo di lunette affrescate che segnò una svolta nella pittura fiorentina del primo Cinquecento. Accanto alle scene realizzate da Andrea del Sarto, due giovani allievi vi lasciarono prove decisive: Iacopo Carucci detto il Pontormo, autore della Visitazione del 1516, e Giovanni Battista di Iacopo detto il Rosso Fiorentino, che vi dipinse l’Assunzione di Maria.

Coetanei, nati entrambi nel 1494, i due artisti sono considerati gli iniziatori del Manierismo. Il Pontormo, prudente, divenne pittore prediletto dei Medici; il Rosso, dal carattere ribelle e dalle aperte simpatie repubblicane, condusse invece un’esistenza errabonda che lo portò fino alla corte di Francesco I di Francia a Fontainebleau.

Spunto dal volume «Firenze ribelle».

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