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IN SINTESI
- Giovedì 8 ottobre 2026 la Commissione Territorio del Quartiere 5 ha ascoltato i tecnici della Mobilità del Comune sui posti auto per le persone con disabilità.
- Nel Quartiere 5 ci sono 491 stalli generici e 317 personalizzati: uno stallo generico ogni 40 posti, meglio del minimo di legge di uno ogni 50.
- Per realizzare uno stallo oggi servono dai 90 ai 120 giorni. Nel 2026 dal Quartiere 5 sono arrivate oltre 50 domande.
- Firenze non ha ancora aderito alla piattaforma nazionale dei contrassegni: l’iter è partito e l’adesione è prevista entro la fine dell’anno.
- Restano aperti gli stalli «fantasma», i tempi di intervento quando un posto è occupato e la manutenzione delle strisce.
Per una persona con disabilità grave uno stallo occupato non è un fastidio: vuol dire non riuscire a tornare a casa. Da tre anni, come presidente della Commissione Territorio del Quartiere 5, raccolgo le segnalazioni che arrivano a tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione. Quella sui posti auto per disabili torna spesso. Prima di dare risposte sbagliate abbiamo voluto capire come funziona. Giovedì 8 ottobre abbiamo invitato a Villa Pallini Paolo Casati e Tommaso Pieri, della Direzione Mobilità del Comune di Firenze. L’iniziativa è nata insieme al consigliere Thomas Maerten (Sinistra Progetto Comune).
Stalli generici e stalli personalizzati: la differenza
I posti riservati alle persone con disabilità sono di due tipi. Gli stalli generici li può usare chiunque abbia il contrassegno. Il Comune li progetta quando ridisegna la sosta di una zona, con un riferimento di uno stallo ogni 50 posti. Li aggiunge anche vicino ai «punti di necessità»: ospedali, ambulatori, farmacie, scuole, luoghi di ritrovo e sedi delle associazioni. Si possono anche chiedere, perché gli uffici non sempre conoscono un luogo frequentato.
Gli stalli personalizzati sono quelli con il numero del contrassegno, sotto casa o vicino al luogo di lavoro. Li regola una delibera del Consiglio comunale del 2014: servono una certificazione medica di ridotta mobilità molto grave, la residenza a Firenze e nessun garage o posto auto privato, nemmeno condominiale, se è accessibile. Poi gli uffici tecnici verificano che lo stallo si possa fare: in una strada stretta senza sosta, come una strettoia di via Faentina, non si può.
I numeri del Quartiere 5
I dati sono arrivati agli uffici il giorno prima della commissione. Nel Quartiere 5 ci sono quasi 20.000 posti auto su strada mappati: 491 sono stalli generici per disabili e 317 personalizzati, in tutto 808 stalli.
Il dato che colpisce è la crescita dei personalizzati. In tutta Firenze sono 1.122, contro 1.911 generici: fino a qualche anno fa, hanno spiegato i tecnici, non erano più di 200 ed erano davvero casi limite. Il motivo è la difficoltà generale di trovare parcheggio, soprattutto in periferia: anche chi ha il contrassegno (e potrebbe usare gli stalli generici o sostare negli spazi per residenti e promiscui) non trova posto e chiede quello personale. Al 30 aprile 2026 a Firenze c’erano 7.225 contrassegni attivi, circa 2,4 per ogni stallo riservato.
Quanto si aspetta per uno stallo
La prima domanda che ho fatto è quella che ci fanno i cittadini: quanto si aspetta? Per gli stalli generici la verifica è rapida: gli uffici guardano se la strada è già coperta da altri stalli vicini. Approvata la domanda, il progetto passa a Servizi alla Strada (SAS), che manda l’ordine ad AVR, la ditta che per contratto fa la segnaletica stradale.
Negli anni scorsi l’arretrato era cresciuto. Dopo le proteste, Comune e AVR hanno dedicato a questo lavoro due squadre ogni settimana, per tutta la città, tolte dalla manutenzione ordinaria. Oggi i tempi sono dai 90 ai 120 giorni, ancora più lunghi di quelli previsti dal regolamento del 2014 (60 giorni per decidere e 30 per la segnaletica). Nel 2026 dal Quartiere 5 sono arrivate oltre 50 domande. Quando le famiglie segnalano casi urgenti, gli uffici cercano di dare la precedenza.
Gli stalli «fantasma»
Molti cittadini ci segnalano stalli personalizzati che non servono più: il titolare è morto, ha cambiato casa o vive ormai in una RSA. Lo stallo resta lì e il posto è perso per tutti.
I tecnici hanno spiegato che ogni mese l’amministrazione incrocia l’anagrafe, decessi ed emigrazioni, con i contrassegni attivi. Il tempo per togliere fisicamente lo stallo però è un altro discorso: con l’arretrato, la scelta è stata dare la precedenza a chi aspetta uno stallo nuovo e togliere dopo quelli in più. A volte uno stallo liberato non viene cancellato ma trasformato in uno generico, se in zona ne mancano, oppure torna alla sosta per residenti.
Il caso più difficile è la RSA. Se il titolare vi prende la residenza, lo stallo decade come per un trasloco. Se la famiglia non cambia la residenza, per il Comune il titolare abita ancora lì e l’ufficio non ha strumenti per intervenire, anche quando i vicini segnalano che quella persona non c’è più. La consigliera Nencioni ha chiesto a chi scrivere per segnalare questi stalli: gli uffici ci manderanno l’indirizzo di SAS insieme agli altri documenti.
Strisce sbiadite e posti occupati: a chi rivolgersi
Due problemi che sento spesso non dipendono dall’ufficio Mobilità. Il primo sono le strisce sbiadite: se manca una striscia blu è un fastidio, se non si vede uno stallo per disabili è un disastro, perché molti ci parcheggiano sopra e poi danno la colpa alla segnaletica. La manutenzione spetta al servizio Viabilità del Comune.
Il secondo è lo stallo occupato. Chi chiama per farlo liberare racconta tempi di intervento che non sono da pronto intervento. Per me uno stallo personalizzato occupato è quasi come un incidente: c’è chi non riesce a entrare in casa. I controlli spettano alla Polizia Municipale, attraverso la centrale operativa e il responsabile territoriale della riva destra, che copre anche il nostro quartiere.
Piattaforma nazionale, controlli automatici e sensori
Ho chiesto se Firenze aderisce alla piattaforma nazionale dei contrassegni (CUDE). Non ancora: c’erano questioni tecniche da risolvere con il Ministero sulle banche dati, ma la decisione di procedere è stata presa proprio la mattina della commissione. L’adesione è prevista entro la fine dell’anno, poi servirà il tempo per migrare i dati. Il vantaggio è per chi viaggia: un titolare che in un giorno va a Pisa, Firenze e Livorno non dovrà più comunicare la targa a tre Comuni. La piattaforma però non dice se un contrassegno esposto è valido, anche perché il contrassegno è personale e non è legato a un’auto.
Il sistema di controllo automatico, quello che si chiamava Cerbero e oggi si chiama Guardium, ha caricato tutti i permessi rilasciati dal Comune. Un contrassegno di un altro Comune, se non è nella banca dati, rischia di non essere riconosciuto.
Ho chiesto anche dei sensori sperimentati a Genova, che riconoscono il veicolo autorizzato su uno stallo personalizzato e segnalano chi lo occupa. Il Comune conosce la tecnologia ma non ha mai ricevuto richieste formali di sperimentazione. Restano da capire due cose: come si riconosce il titolare (può viaggiare su auto diverse o essere accompagnato) e come gestire gli allarmi in una città come Firenze.
Le domande dei consiglieri
Il consigliere Maerten ha chiesto se il rapporto fra contrassegni e stalli di Firenze sia in linea con le altre grandi città: un confronto oggi non c’è, gli uffici proveranno a cercarlo. Ha chiesto anche se esistono campagne di sensibilizzazione, nelle scuole e fra i cittadini, ricordando che occupare abusivamente uno stallo per disabili può essere violenza privata. Campagne oggi non risultano, ma i tecnici le ritengono utili: sul rispetto degli stalli e anche sull’uso corretto dei contrassegni, che a volte vengono usati da chi non ne ha diritto.
Una consigliera ha posto il caso di persone con disabilità gravi che vivono a Firenze, ma non vi hanno la residenza. Il contrassegno lo rilascia solo il Comune di residenza e il regolamento del 2014 lega lo stallo personalizzato alla residenza o al luogo di lavoro. In alcuni casi gli uffici hanno già trattato la scuola dei ragazzi con disabilità come un luogo di lavoro. Estendere lo stallo al domicilio è possibile solo con una scelta politica, perché uno stallo personale toglie spazio pubblico a tutti.
E adesso?
È stata una commissione di studio. Gli uffici ci manderanno i dati, l’elenco delle domande arrivate nel 2026 e i contatti per le segnalazioni: io li girerò a tutti i consiglieri. Su questa base preparerò un documento con quello che abbiamo sentito, da proporre a tutta la commissione insieme al consigliere Maerten: se ne usciranno proposte condivise per migliorare il servizio, le porteremo al Comune.
Siamo stati il primo Quartiere ma sicuramente anche gli altri faranno commissioni simili e il Quartiere ribadisce che vuole essere un soggetto attivo, non solo chi passa le segnalazioni.
I prossimi appuntamenti
- Lunedì 12 ottobre, ore 12, online: Commissione Territorio sugli autovelox di via Bolognese e via Trieste.
Le sedute online si seguono in diretta sul canale YouTube del Quartiere 5. E se vuoi sapere ogni venerdì cosa cambia nel quartiere, compreso il documento sugli stalli quando sarà pronto, iscriviti alla newsletter «È già venerdì».
Domande frequenti sui posti auto per disabili a Firenze
Che differenza c’è fra stallo generico e personalizzato?
Lo stallo generico lo può usare qualunque titolare di contrassegno. Quello personalizzato è riservato a un solo contrassegno (di solito vicino a casa o al lavoro) e si ottiene solo con condizioni di mobilità molto gravi certificate dal medico.
Come si chiede uno stallo personalizzato a Firenze?
Si presenta domanda a Servizi alla Strada, con il contrassegno permanente, la certificazione medica, il libretto dell’auto e la dichiarazione di non avere garage o posto auto privato. Serve la residenza a Firenze. Gli uffici verificano la fattibilità tecnica e, se va bene, lo stallo viene dipinto: oggi servono dai 90 ai 120 giorni.
Quanto dura il contrassegno disabili?
Quello permanente vale cinque anni e si rinnova con un certificato del medico di famiglia. Quello temporaneo dura quanto indicato dalla certificazione e per rinnovarlo serve una nuova visita.
Cosa rischia chi occupa un posto per disabili?
Dal 14 dicembre 2024 la multa per un’auto in sosta su uno stallo riservato va da 330 a 990 euro, con possibile rimozione. Se lo stallo è personalizzato, la Cassazione (sentenza 17794 del 2017, un’auto lasciata sullo stallo per circa 16 ore) ha ritenuto che occuparlo possa essere violenza privata.
A chi segnalo uno stallo occupato o uno stallo che non serve più?
Per uno stallo occupato si chiama la Polizia Municipale. Per le strisce sbiadite la competenza è del servizio Viabilità. Per uno stallo personalizzato il cui titolare è morto o ha cambiato residenza si scrive a Servizi alla Strada: appena il Comune ci manda l’indirizzo dedicato lo aggiungeremo qui.
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