La seconda talpa è tornata operativa sotto la città. Entro l’estate l’arrivo alla Foster di Belfiore, fine lavori stimata tra 2028 e 2029.
Il 2026 si apre con una nuova fase dei lavori dell’Alta Velocità a Firenze. Dopo anni di rallentamenti e riavvii, le talpe meccaniche, Marika e Iris, sono tornate operative sotto la città. L’obiettivo è chiaro: completare il tunnel che collegherà Campo di Marte alla futura stazione Foster di Belfiore entro l’estate.
Per i cittadini si tratta di un passaggio importante, non solo tecnico, ma urbano. Perché il cantiere non è un elemento astratto: incide sulla mobilità, sulla percezione del quartiere e sulla trasformazione futura della rete ferroviaria fiorentina.
Le due talpe: dove sono e cosa stanno facendo
La prima fresa, chiamata Marika, ha già scavato circa tre chilometri tra Campo di Marte e viale Belfiore. La seconda, Iris, è ripartita a febbraio dopo un periodo di fermo tecnico. Entrambe lavorano in parallelo nel tratto centrale del passante sotterraneo.
Secondo quanto riportato da più articoli di giornale, Iris ha già attraversato la zona della Fortezza da Basso e si trova nei pressi di viale Belfiore. L’arrivo delle due talpe nella stazione in costruzione è previsto per l’estate.
L’ingresso e l’uscita delle frese avverranno in un’area particolarmente delicata: il nodo della futura stazione Foster, uno dei punti più discussi del progetto Alta Velocità fiorentino.
La stazione Foster: a che punto siamo
La stazione sotterranea di Belfiore – nota come “Foster” dal nome dell’architetto Norman Foster che la progettò – rappresenta il cuore del sistema. Qui confluiranno i treni ad Alta Velocità, liberando i binari di superficie per il traffico regionale.
L’articolo evidenzia che a metà luglio, con l’arrivo di Iris a Belfiore, sarà completato circa il 40% dei due tunnel. Restano ancora diversi chilometri da scavare, soprattutto verso l’imbocco nord di Castello, ma lo scavo dovrebbe presentare meno difficoltà.
La conclusione complessiva dell’opera è stimata tra il 2028 e il 2029.
Cosa significa per la mobilità ferroviaria
L’obiettivo dichiarato è separare definitivamente il traffico dell’Alta Velocità da quello regionale. Oggi i treni veloci attraversano Santa Maria Novella, che è una stazione “di testa”, con inevitabili rallentamenti e interferenze.
Con il tunnel sotterraneo:
- i treni AV passeranno sotto la città senza inversioni di marcia;
- Santa Maria Novella potrà dedicare più spazio ai regionali;
- la capacità complessiva del nodo ferroviario aumenterà.
Si tratta di un cambiamento strutturale, che non produce effetti immediati ma che, a regime, dovrebbe incidere sull’affidabilità del sistema.
I quartieri coinvolti
I lavori interessano aree sensibili: Campo di Marte, Fortezza, viale Belfiore, Tanucci/Corsica, Rifredi e Castello. Anche se lo scavo avviene in profondità, il cantiere è visibile in superficie e modifica l’assetto urbano temporaneo.
L’attraversamento sotto la città avviene con tecniche di scavo che riducono le vibrazioni e monitorano costantemente il terreno. L’impatto sulla vita cittadina è minimo in quanto la più parte delle movimentazioni terra avvengono tramite i binari attuali della ferrovia.
Le tempistiche Alta Velocità
Secondo quanto riportato lavori foster art repubblica:
- febbraio 2026: ripartenza della seconda talpa;
- estate 2026: arrivo delle frese alla stazione Foster;
- 2028-2029: conclusione prevista dei lavori;
- fase successiva: collegamento tra Foster e Santa Maria Novella.
L’idea progettuale prevede, nel lungo periodo, anche un sistema di trasporto interno di collegamento tra le due stazioni.
Una trasformazione che riguarda tutta la città
Il tunnel Tav non è solo un’infrastruttura ferroviaria. È una trasformazione urbana che incide su:
- assetto del nodo ferroviario;
- ridistribuzione dei flussi di passeggeri;
- riqualificazione dell’area Belfiore;
- organizzazione futura del trasporto regionale.
Per Firenze si tratta di un passaggio storico, iniziato anni fa e ancora in corso. La ripartenza delle talpe segna una nuova fase operativa, visibile e concreta.
Per i cittadini, il cambiamento si misurerà nel tempo: prima nei cantieri, poi – eventualmente – nella qualità del servizio ferroviario.