Dove si trova
Via di Villamagna si trova nel Quartiere 3 di Firenze, sulla riva sinistra dell’Arno, nella zona di Gavinana. È una delle strade più lunghe della città: si sviluppa per oltre tre chilometri a partire da Piazza Ravenna e prosegue fino a Via del Padule, salendo poi verso le pendici collinari. Lungo il suo percorso la via attraversa contesti molto diversi, da tratti pienamente urbani e residenziali ad ambiti più aperti e periferici. La zona di Gavinana e Viale Europa è dotata di spazi verdi, tra cui i parchi dell’Anconella e dell’Albereta.
Un po’ di storia
Il nome della strada deriva da Villamagna, antico borgo posto sulle pendici del Poggio dell’Incontro, verso cui la via storicamente conduceva. Il toponimo Villamagna è documentato già nel 1181. Nel 1250 la Repubblica fiorentina istituì la Lega del Bagno a Ripoli, che comprendeva numerose leghe del contado, tra cui i piviere di Ripoli e di Villamagna. La strada non ha sempre portato il nome attuale: in precedenza era conosciuta come Stradone del Castelli. Tale denominazione derivava dalla famiglia Castelli, che aveva aperto la via attraverso terreni di sua proprietà acquistati nel 1643 e mantenuti fino all’estinzione del casato, avvenuta nel 1801. La strada assunse poi il nome di Via di Villamagna nel 1907. Il percorso conserva così la memoria di un’antica direttrice di collegamento tra la pianura fiorentina e i borghi delle colline a sud-est della città, in un’area a lungo rurale e progressivamente inglobata nell’espansione urbana del Novecento.
Via di Villamagna nella Resistenza
In Via di Villamagna, nei locali di una ex scuola, ha sede dal 2001 il Centro Popolare Autogestito Firenze-Sud, nato nel 1989 a Gavinana. Tra le sue radici c’è un forte impegno antifascista, alimentato anche dalla memoria della Resistenza locale: tra i frequentatori storici figura Marcello Citano, ex partigiano che a diciassette anni partecipò alla battaglia per liberare Firenze.
Durante la Seconda guerra mondiale il quartiere di Gavinana fu un centro di reclutamento per i partigiani della Brigata Sinigaglia. Due monumenti della zona ricordano gli otto giovani caduti nel rastrellamento nazista di Pian d’Albero, presso Figline Valdarno, uno degli episodi più drammatici della Resistenza fiorentina.
Spunto dal volume «Firenze ribelle».
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