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Via Giano della Bella, Quartiere 1 Firenze

Dove si trova

Via Giano della Bella si trova nel Quartiere 1 di Firenze, in Oltrarno, fra Porta Romana e Piazza Tasso, sulle pendici del colle di Bellosguardo, appena fuori dal perimetro delle antiche mura. Il CAP è 50124. La strada è nota soprattutto per la presenza, al civico 20, del Conventino, ex monastero delle Carmelitane Scalze fondato come Monastero di Santa Teresa nel 1896 e oggi spazio multifunzionale per artigiani, artisti e iniziative culturali. La zona è collegata al centro da diverse linee di autobus.

Un po’ di storia

La via è intitolata a Giano della Bella (Firenze, metà del XIII secolo — Francia, dopo il 1305), nobile fiorentino di parte guelfa schieratosi a fianco del popolo nei decisivi anni di fine Duecento. Esponente di una famiglia consolare, fu fra i principali artefici degli Ordinamenti di Giustizia, approvati dalla Repubblica fiorentina nel gennaio 1293: una serie di leggi destinate a contenere lo strapotere dei magnati e dei grandi casati cittadini, escludendoli dalle principali magistrature e affidando il governo ai rappresentanti delle Arti maggiori e minori. Eletto fra i Priori nel 1293, Giano fu il volto pubblico di questa svolta riformatrice. La reazione delle famiglie magnatizie, alleate con parte della stessa fazione guelfa moderata, lo portò già nel 1295 a essere accusato e condannato all’esilio: lasciò Firenze e si rifugiò in Francia, dove rimase fino alla morte. Dante Alighieri lo ricorda con stima fra le figure del Trecento fiorentino.

Via Giano della Bella nella Resistenza

Al civico 20 sorge il cosiddetto «conventino», l’ex monastero di Santa Teresa che, divenuto centro di botteghe artigiane e studi d’arte, si trasformò negli anni del fascismo in un vivace luogo di formazione e di dissenso. Vi si leggevano autori messi al bando e vi trovarono sede una sezione clandestina del Partito socialista e una tipografia illegale dell’«Unità».

Durante la Resistenza il complesso fece da base d’appoggio e da nascondiglio per i partigiani dell’Oltrarno e da deposito di armi per i Gap. Qui, secondo alcune testimonianze, Aligi Barducci maturò la scelta di unirsi alla lotta, divenendo il comandante «Potente». Il 16 luglio 1944 la banda Carità vi fece irruzione; il 10 agosto vi si riunì il Comitato di liberazione dell’Oltrarno, alla vigilia della liberazione di Firenze.

Spunto dal volume «Firenze ribelle».

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