A Milano un teatro sta per cambiare un parcheggio in una piazza verde. È urbanistica tattica: poco costosa, rapida, reversibile. Nel Quartiere 5 abbiamo iniziato a portarla sul serio.
A Milano, in questi giorni, un parcheggio sta per diventare una piazza. Succede in zona Porta Romana, dove il Teatro Franco Parenti ha deciso di trasformare via Sabina, oggi un’area di sosta, in uno spazio verde e pedonale intitolato al suo fondatore. Non è un gesto isolato: lo stesso teatro aveva già recuperato un giardino e una piscina storica, i Bagni Misteriosi, dentro un polo culturale di 15.000 metri quadrati. Quando ho letto la notizia ho pensato a Firenze, e al Quartiere 5 che ho l’onore di rappresentare come presidente della Commissione Servizi al Territorio.
Cos’è l’urbanistica tattica
30-40 mila €
per una piazza
settimane
non anni di cantiere
100%
reversibile
L’urbanistica tattica funziona così: si interviene su una piazza o una strada con mezzi leggeri, vernice, fioriere, sedute, rastrelliere per le bici, senza grandi opere e senza anni di lavori. Costa poco, si realizza in fretta e, soprattutto, si può smontare: se un intervento non convince, si torna indietro. È l’opposto della grande opera che impegna bilanci e decenni. Si parte da un’idea semplice, restituire spazio alle persone, e la si mette alla prova sul campo.
Il laboratorio più avanzato d’Italia, su questo, è Milano. Dal 2018 il Comune porta avanti il programma “Piazze Aperte”, nato insieme a Bloomberg Associates e a due reti internazionali di progettazione urbana. I numeri dicono la portata della cosa.
Milano, “Piazze Aperte” (2018-2023, fonte AMAT / Comune di Milano)
60
progetti
81.000 m²
spazio pedonalizzato
17
scuole coinvolte
A Firenze il tema non è una novità. Dal settembre 2024 esiste una rete, “Firenze Tattica”, che mette insieme l’Università, Legambiente e la FIAB. Legambiente ha già lavorato su via Cimabue, i Quartieri 3 e 4 hanno sperimentato strade scolastiche e piedibus davanti alle scuole. Mancava un passo: portare il metodo, in modo strutturato, anche nel Quartiere 5.
Quel passo lo abbiamo fatto. Il 18 dicembre 2025, nella Commissione che presiedo, abbiamo invitato una consulente dell’AMAT di Milano, la stessa agenzia che ha disegnato “Piazze Aperte”, insieme agli esperti che a Firenze seguono il tema. Abbiamo messo sul tavolo il modello internazionale di progettazione delle strade, individuato Piazza Valdambra come possibile progetto pilota e fissato un obiettivo concreto.
Il Quartiere 5 (commissione del 18 dicembre 2025)
AMAT Milano
consulenza in aula
Piazza Valdambra
progetto pilota
≥2 strade
scolastiche sperimentali
2026
primi dati di monitoraggio
Non è un’idea strana o utopistica. È un modo concreto e già sperimentato di lavorare sullo spazio pubblico, perché parte da una prova e non da una promessa: si interviene, si misura e, se funziona, lo si rende stabile. Nel Quartiere 5 ci sono spazi che possono cambiare faccia in poche settimane e con poche risorse. Penso a via Liguria, o a qualche piccolo tratto dei borghi storici di Brozzi e Peretola, fino a via Mayer. Nei prossimi mesi porteremo in strada le prime sperimentazioni. Se vivete il quartiere e avete in mente una piazza, un incrocio, una strada davanti a una scuola che vorreste diversi, scrivetemelo: su questo, le idee migliori nascono dal basso.
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Approfondimento: la scheda completa sull’urbanistica tattica a Firenze.
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