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Museo di San Marco a Firenze: Beato Angelico, Rothko e i draghi

Nelle celle dove i frati domenicani pregavano in silenzio, oggi cinque tele di Mark Rothko dialogano con gli affreschi di Beato Angelico. È il Museo di San Marco, in Piazza San Marco 3 a Firenze, un tempo convento e oggi uno dei musei più intimi della città, che questa estate propone tre percorsi diversi sotto lo stesso tetto.

Il complesso nasce nel Quattrocento su progetto dell’architetto Michelozzo, commissionato da Cosimo de’ Medici. Qui è custodita anche la biblioteca pubblica costruita tra il 1441 e il 1444, considerata tra le prime biblioteche pubbliche moderne d’Europa. Nel convento visse Girolamo Savonarola, il frate predicatore che governò moralmente Firenze dopo la cacciata dei Medici e che finì condannato al rogo: nelle sue stanze sono conservati il cilicio, il rosario e la sedia originale a lui attribuita.

Perché l’Annunciazione di Beato Angelico vale da sola il biglietto

Fra Giovanni da Fiesole, conosciuto come Beato Angelico, ha dipinto le quaranta celle dei frati e i corridoi del dormitorio con scene della vita di Cristo. La sua Annunciazione, posta in cima alla scalinata d’ingresso, resta l’immagine simbolo del museo: colori limpidi e una luce che sembra provenire da un’altra dimensione.

Il trucco prospettico di Ghirlandaio nel Refettorio Piccolo

Nell’antico Refettorio Piccolo si trova l’Ultima Cena di Domenico Ghirlandaio, realizzata intorno al 1486. La parete sembra apparirsi su una loggia con giardino di aranci e cipressi. Tra i dettagli più fotografati dai visitatori c’è il gatto alle spalle di Giuda, isolato al di qua della mensa, e il pavone sul davanzale, simbolo di immortalità.

Quando i draghi delle pergamene medievali diventano fantasy

Nella Biblioteca di Michelozzo, tra le più antiche d’Europa, è allestita fino al 31 ottobre 2026 la mostra La Biblioteca svelata: il bestiario fantastico, curata da Sara Fabbri, Sara Ragazzini e Anna Soffici con il coordinamento scientifico del direttore Marco Mozzo. L’esposizione raccoglie codici miniati dal Duecento al Cinquecento e ha come protagonista il drago: custode di tesori nella Grecia antica, ridotto a incarnazione del male dalla teologia medievale. Accanto a lui compaiono arpie, il basilisco, l’unicorno e i domini canes, i cani di Dio che scortano San Domenico in un’iniziale attribuita al disegno preparatorio dello stesso Beato Angelico. Sono le stesse figure che, secoli dopo, popolano Il Trono di Spade e le saghe di Tolkien e Harry Potter.

Rothko nelle celle dei frati, fino al 23 agosto

La mostra Rothko a Firenze porta cinque opere del maestro dell’Espressionismo Astratto americano dentro alcune celle del dormitorio, a dialogo diretto con gli affreschi di Beato Angelico. I campi di colore sospesi di Rothko non rompono il silenzio del convento, lo amplificano: due artisti distanti cinque secoli che parlano la stessa lingua di contemplazione e luce. La mostra resta visitabile fino al 23 agosto 2026.

Come organizzare la visita

Il museo si trova in Piazza San Marco 3, a pochi passi dal centro storico e ben raggiungibile anche da chi arriva dai quartieri periferici con i mezzi pubblici verso il centro. Chi ha poco tempo può concentrarsi su tre tappe: l’Annunciazione di Beato Angelico, l’Ultima Cena di Ghirlandaio e le celle con Rothko, per poi chiudere con la Biblioteca di Michelozzo e il bestiario miniato.

Parlo di Intelligenza Artificiale e di Firenze

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