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Piazza San Marco, Quartiere 1 Firenze

Dove si trova

Piazza San Marco è una piazza della zona nord del centro storico di Firenze, nel Quartiere 1. Ha forma quadrangolare ed è circondata da palazzi eleganti e alberature; vi si affacciano la chiesa e il convento di San Marco, da cui prende il nome, l’Accademia di Belle Arti e numerosi istituti universitari. È un nodo viario rilevante, punto di incontro di più direttrici del centro, e conserva al suo interno un giardino alberato con al centro un monumento.

Un po’ di storia

La piazza fu realizzata nella prima metà del Quattrocento, quando Cosimo il Vecchio incaricò l’architetto Michelozzo di edificare la chiesa e il convento, destinati inizialmente ai monaci silvestrini e poi passati ai domenicani provenienti dal monastero di San Domenico di Fiesole. Anticamente la zona era chiamata San Marco al Cafaggio, perché vi si trovava un’area boscosa recintata: il termine “cafaggio” indicava infatti un terreno chiuso. L’area è ricca di memorie legate alla famiglia Medici e ospita complessi conventuali di diversi ordini religiosi. All’angolo della piazza sorge l’Accademia di Belle Arti, già Ospedale di San Matteo, sede dal 1680 circa anche della Compagnia di San Luca, che riuniva pittori e artisti fiorentini. Al centro del giardino si trova la statua bronzea del generale Manfredo Fanti, opera del 1873 dello scultore Pio Fedi. La piazza unisce così funzioni religiose, artistiche e accademiche, rimanendo uno dei luoghi più frequentati del centro.

Piazza San Marco nella Resistenza

Nel convento di San Marco, nella cella numero 6, visse a lungo Giorgio La Pira (1904-1977), giurista di origine siciliana e in seguito sindaco di Firenze. Negli anni del fascismo si distinse come antifascista e difensore degli ebrei al tempo delle leggi razziali, scegliendo una posizione coraggiosa e controcorrente.

Eletto all’Assemblea Costituente nel 1946, contribuì alla stesura dei principi fondamentali della Costituzione, tra cui l’articolo con cui l’Italia ripudia la guerra. Da sindaco difese strenuamente operai e famiglie sotto sfratto e, negli anni della guerra fredda, fece di Firenze un punto di riferimento internazionale per la pace e il dialogo. Le sue spoglie riposano oggi nella basilica di San Marco, a lungo la sua casa.

Spunto dal volume «Firenze ribelle».

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